PERCHÉ UNA FESTA PER IL NOSTRO QUOTIDIANO

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#COMUNITÀ |
PERCHÉ UNA FESTA PER IL NOSTRO QUOTIDIANO
di #MIRKODECARLI e #DAVIDEVAIRANI

C’era bisogno di fare una festa? Sì. Domenica 20 Novembre 2016 a Bologna si terrà la prima Festa Nazionale de “La Croce” quotidiano. Dopo oltre 400 numeri usciti a partire da quel 13 Gennaio 2015 c’era bisogno di fare una festa.

Non una auto-celebrazione. Tutt’altro. La si pensi come si vuole, ma un dato appare evidente a chi ha un minimo di obiettiva lucidità e onesta intellettuale: l’iniziativa editoriale di Mario Adinolfi non è (solo) un quotidiano, ma qualcosa di più.

“La Croce” è uno strumento per le coscienze che non si arrendono ad ingurgitare le notizie che i media ci propinano ogni giorno.

“La Croce” ha generato donne e uomini che si sono cimentati per la prima volta nella scrittura, ha generato circoli di resistenza e infine il Popolo Della Famiglia.

Senza pretendere di avere sempre in tasca la verità, fedele alla tradizione cattolica usando appieno la ragione critica, con la consapevolezza che allora come oggi fosse necessario battersi per una visione dell’umano che non fosse ridotto a prodotto e ad individuo senza relazioni. Controcorrente, a volte ruvida, colta e popolare, ma mai banale e scontata.

E allora la Festa di Bologna sarà la Festa di tanti resistenti: un’iniziativa aperta a tutti, che intende riunire i lettori, gli scrittori de ‘La Croce Quotidiano’, i militanti e i dirigenti del Popolo della Famiglia provenienti da tutta Italia. Sarà un momento di confronto sui temi e le battaglie che alimentano ‘La Croce Quotidiano’ e che caratterizzano il “Popolo della Famiglia tutti i giorni”.

Luogo e data non sono stati scelti per caso. Bologna, città rossa e simbolo del laicismo imperante: il cuore dell’annientamento sistematico di una visione antropologica dell’uomo. Il 20 Novembre. La giornata nella quale papa Francesco chiuderà l’Anno del Giubileo della Misericordia, la giornata nella quale la Chiesa fa memoria di Cristo Re.

Credenti o non credenti, la festività liturgica di Cristo Re ci ricorda che solo la verità ci fa davvero liberi.Come recita l’Antifona d’ingresso: ”L’Agnello immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore: a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno (Ap 5,12; 1,6). La verità non segue le mode del momento, spesso risulta perdente agli occhi delle moltitudini. Esattamente come accadde a Gesù. I membri del Sinedrio, che avevano consegnato Gesù a Pilato e ai soldati che dovevano crocifiggerlo, pensavano di essersi liberati di un uomo pio, certo, ma pericoloso politicamente. Ora, essi sono ai piedi della croce e lo scherniscono chiamandolo Messia, eletto di Dio, re. Ma Gesù, proprio in quanto Messia e Re nel compimento del piano eterno di salvezza, ingaggia sulla croce una lotta sanguinosa contro Satana, che aveva soggiogato l’uomo sull’albero del paradiso. Ora, sull’albero della croce, Cristo gli inferisce un colpo mortale e salva l’uomo. Gesù poteva scendere dalla croce e salvarsi; ma non l’ha fatto, perché altrimenti non ci avrebbe salvato. Ed ecco che raccoglie i frutti della sua passione: uno dei due ladroni crocifissi ai suoi fianchi confessa i propri peccati ed esorta l’altro a fare lo stesso, ma, soprattutto, professa la sua fede: Gesù è Re! Il Re crocifisso gli assicura in modo solenne: “Oggi sarai con me in paradiso”. “Cristo Re” è il grido dei Cristeros, è il grido di un nuovo santo della chiesa cattolica, José Sanchez Del Rio, un quattordicenne morto martire nel 1928 durante la rivolta contro le persecuzioni anticattoliche ordinate dall’allora presidente del Messico. Il 31 luglio 1926, in risposta alla cosiddetta “Ley Calles” (una legge che praticamente proibiva l’esistenza della Chiesa cattolica, decretata dal Presidente Plutarco Elías Calles) e all’espulsione di 185 sacerdoti stranieri che esercitavano il proprio ministero in Messico, l’episcopato messicano annunciava la sospensione del culto in tutte le chiese a partire dal 1° agosto. La rivolta dei Cristeros inizia nel 1926 e si conclude, anche se non definitivamente, nel 1929. E cristeros deriva da Cristos Reyes, i “Cristi-Re”, come gli avversari definivano con intento spregiativo gli insorti cattolici che combattevano al grido di “Viva Cristo Re!”, riprendendo il tema della regalità di Cristo, all’epoca molto popolare e in sintonia con l’enciclica sull’istituzione della festa di Cristo Re “Quas primas”, pubblicata nel 1925 da Papa Pio XI (1922-1939).

Per questo motivo il tema ricorrente della giornata sarà: nuova resistenza popolare.

La resistenza oggi è contro il pensiero unico, la dittatura del politicamente e culturalmente corretto. Mi riferisco al laicismo dominante, come si è visto perfettamente nelle recenti elezioni americane. Tra l’altro, un laicismo sconfitto da Trump. È la resistenza ai falsi diritti civili che noi abbiamo definito falsi miti di progresso, come l’utero in affitto, come l’estensione dei diritti matrimoniali alle coppie omosessuali attraverso il marchingegno delle unioni civili. Noi riteniamo che sia necessaria una resistenza di popolo, né di casta né di lobby, che si impegni a rimettere al centro la pietra fondante della società e della comunità, ossia, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e la difesa della libertà di procreare. Senza tasso di natalità positivo non c’è crescita economica”.”Sì, il fascismo è quello perpetrato dal Pd di Lo Giudice che ha reso noto di avere attivato la pratica dell’utero in affitto in California, dando alla luce questa nuova bambina, cui va il nostro abbraccio più forte perché siamo sempre grati a una nuova vita venuta alla luce; ma che ha comprato tramite la pratica della compravendita dell’utero in affitto. Ecco credo che oggi il mondo vada in questa direzione…”.

Dalle 10.30 sino alle 21.00 l’Hotel Aemilia (Via Zaccherini Alvisi n°16) a Bologna sarà il luogo di accoglienza della prima Festa Nazionale de “La Croce”.
Una mattinata all’insegna del dibattito con Fabio Terriero, giornalista, sul tema: “La verità ci rende liberi: quale informazione resistente oggi?”. La musica e i libri saranno i protagonisti della giornata.
Due band e una casa editrice, infatti, precederanno e concluderanno il momento centrale della giornata: l’incontro con Mario Adinolfi e Gianfranco Amato (ore 15.00).
Le band: i “MinoRock” e i “Mienmiuaif”. Due stili diversi, ma una cosa in comune: ottima musica cristiana.
I MinoRock sono un gruppo di musica cristiana, amano cantare l’amore di Dio e trasmetterlo attraverso la loro musica, dando voce alla fede e all’amore che ogni componente del gruppo nutre dentro il proprio cuore.
Uno dei loro brani s’intitola “Scelgo te”, col quale hanno riscosso un grande successo.
E’ una band abbastanza numerosa composta da: Francesco Mora (basso), Valentina Orlandi, Paolo Mastrovalerio, Silvia Zanotti, Francesca Moretti (voci), Stefano De Pieri e Davide Ruggerini (tastiere e cori), Chiara Aldrovandi (batteria), Davide Ferrari, Alberto Plebani e Alessandro Carrafini (chitarre), Lorenzo Valente (Tecnico del suono), Don Daniele Bighi (assistenza spirituale).
Il punto centrale del loro progetto musicale è raccontare il volto dell’uomo Gesù Cristo perché tutti lo possano riconoscere come “VIA, VERITA’ E VITA”.

Noti anche come il duo con l’anello, i “Mienmiuaif” (Giuseppe Signorin e Anita Baldisserotto) sono venuti alla luce sabato 21 giugno 2014, a sette mesi meno due giorni dal rito nuziale e oggi sono all’occorrenza anche un quartetto punk (con Enoch Montagna alla chitarra e Nicolò Visentin alla batteria). MIENMIUAIF & BRA è il blog coniugale, musicale, corale, letterale e ultra-sessista dei Mienmiuaif e dei loro amici, che nel tempo si sono aggregati a un progetto un po’ strampalato ma con una missione precisa: raccontare il matrimonio per quello che è, cioè “un duello all’ultimo sangue” (G. K. Chesterton).

Sempre Chesterton ha ispirato un progetto parallelo, la collana di libri “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” edita da Berica Editrice, fra i cui titoli figurano due libri di autori che i lettori de “La Croce” conoscono bene: “Osservazioni di una mamma qualunque” di Paola Belletti e “Le nuove lettere di Berlicche” di Emiliano Fumaneri (alias Andreas Hofer).

Paola ed Emiliano saranno con noi per presentare i loro libri: loro, che hanno iniziato a scrivere pubblicamente proprio grazie a “La Croce” di Mario Adinolfi.

Durante tutta la giornata sarà garantito un servizio di babysitting e sarà possibile pranzare in loco al costo di 12 euro (basta inviare una email di conferma a: communitylacroce@gmail.it)

E per chi non potrà esserci? Niente paura. La giornata sarà trasmessa in diretta Facebook dal profilo: https://www.facebook.com/LaCroceCommunity/.

Sarà una giornata di festa: vi aspettiamo numerosi!

Tutte le informazioni sulla giornata le potete trovare su: www.communitylacroce.it

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