UNA SORPRESA AMARA, MA CHE IN FONDO NON SORPRENDE

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UNA SORPRESA AMARA, MA CHE IN FONDO NON SORPRENDE

di #RaffaellaFrullone

La Fedeli all’Istruzione. Che poi sarebbe come dare a me in gestione un orto botanico, o anche un orto e basta.

Certo, io almeno non avrei l’aggravante della premeditazione per i danni perpetrati, però onestamente non sorprende.

Questo Governo, anzi questa classe politica, non si è filato due grandiosi Family Day, migliaia di piazze delle Sentinelle In Piedi, non si è filato le voci di Costanza Miriano, di Mario Adinolfi, di Massimo Gandolfini, di Gianfranco Amato, non si è filato l’impegno di un popolo che in tre anni ha battuto palmo a palmo il paese per svegliare le coscienze, non si è filato il sonoro No che ha incassato (tanto che si ripresentano col make up delle feste), come potevamo aspettarci che si filassero il fatto che una piccola parte di quel No era del popolo del Family Day?

Certo, onestamente la Fedeli se la potevano risparmiare, almeno sotto le feste potevano lasciarla libera di andare a cercare un parrucchiere,che ci sono delle priorità nella vita.

Ma il punto non è Valeria Fedeli e nemmeno chi la sostiene.

Il punto è che ci sono centinaia, migliaia, milioni di persone, nostri concittadini, che non solo ignorano il suo Ddl, ma ignorano totalmente i danni dell’educazione gender sui bambini.

Non sono persone cattive, ideologizzate, in malafede, no, sono i nostri vicini di casa, nostri amici, insegnanti, commessi, impiegati, professionisti. Persone che non si sono mai poste il problema, che non immaginano minimamente la rivoluzione culturale in atto attraverso un sistema coordinato per produrre menzogna e rendere gli individui più soli e più controllabili.

Ripeto, anche se a noi la questione gender viene fuori dagli occhi e dalle orecchie, la maggioranza non sa minimamente cosa sta accadendo. Entrate nel primo bar, fate un sondaggio e registrate le risposte.

Alla fine riderete per non piangere. Per contrastare l’azione della Fedeli – un semplice anello della catena- bisogna ripartire dal risveglio delle coscienze.

Noi siamo una minoranza. Per incidere profondamente e in maniera decisiva nei processi politici dobbiamo essere di più. Sappiamo che la rinascita parte dal basso e che ha bisogno di tempo, costanza e determinazione. Perciò non dobbiamo mollare il fronte principale, quello alla portata di tutti, una persona alla volta, partendo da chi incontriamo ogni giorno.

Nelle strade, nelle piazze, nei bar e nei luoghi pubblici dobbiamo dare ragione a chi ci guarda con espressione annoiata sorseggiando un caffè di soja tazza grande decaffeinato chiedendoci: “Cosa c’è che non va nella Fedeli?”.

Sono gli stessi che magari ci chiedevano cosa non andava nella Buona Scuola della Giannini, o perché le unioni civili no, o perché diciamo che i media ci propinano menzogne o perché il Progetto Porcospini in classe sarebbe dannoso quando sembra tanto carino. Sembra, appunto.

Alla fine il punto è sempre la verità. Riconoscerla e aprire gli occhi a chi li ha chiusi. E’ il modo più efficace per mandare a casa la Fedeli oggi e tutte le Fedeli che verranno.

Facciamolo. Un giorno ci ringrazieranno. Anche i suoi capelli.

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