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Cattolici e nuovo parlamento

Qualche flash sul tema “cattolici e nuovo parlamento”, con spunti tratti da alcuni commentatori.

Cinque Stelle e voto dei cattolici

“Ma qual è, in particolare, l’identikit degli elettori a Cinque stelle che hanno permesso alla formazione grillina di diventare il primo partito italiano? Ipsos Public Affairs , elaborando dati propri e del Ministero dell’Interno, ha spacchettato il voto di domenica fornendoci alcune interessanti risposte. La cosa che più colpisce della vittoria pentastellata è la trasversalità. In questa tornata il movimento è diventato un partito non solo compiutamente nazionale ma anche interclassista e generazionale come solo il Pdl nel 2008 e la Dc negli anni d’oro, riuscirono ad essere. Basta confrontarlo con la composizione socio-economica di 4-5 anni fa per comprendere il mutamento e l’allargamento della propria base elettorale: un bacino in prevalenza maschile e concentrato nella fascia d’età 30-44, sotto-rappresentato rispetto alla media nazionale in quella over 65, tra chi non ha nessun titolo di studio o solo la licenza elementare e tra lavori autonomi e imprenditori (oggi come vedremo non è più così) (…).

partecipazione-religiosa Cattolici e nuovo parlamentoVoto per partecipazione a funzioni religiose. Anche il voto cattolico sembra aver premiato l’offerta politica grillina. Il 30,9% di chi dichiara di partecipare settimanalmente a funzioni religiose ha votato i pentastellati. E il 31,4% di chi vi partecipa mensilmente“.

 

Chi sono i “pro-life” cattolici nel nuovo parlamento?

Chi non ce l’ha fatta

“Contaminazione della politica” che, in termini squisitamente elettorali, non sempre ha attecchito. Tra le note amare, si registra la sconfitta nel collegio uninominale di Crotone dell’avv. Giancarlo Cerrelli, segretario nazionale del comitato “Sì alla Famiglia” candidato con la Lega alla Camera. Il giurista è rimasto travolto dall’onda “gialla” del M5S che ha invaso molte aree del Meridione.

Non ce la fa nemmeno Olimpia Tarzia nel collegio 10 di Roma, dove nelle liste di Forza Italia alla Camera sfiora il 30% ma viene superata dall’esponente della coalizione di centrosinistra all’uninominale, il radicale Riccardo Magi, che ottiene il 32.

Sconfitto in un altro derby romano sui temi etici anche Federico Iadicicco. Il responsabile nazionale del Dipartimento Vita e Famiglia di Fratelli d’Italia nel collegio uninominale Roma 1 per il Senato, è stato triturato da Emma Bonino, che sfiora il 39%. Deve cedere al trionfo del M5S in Salento Andrea Caroppo (Lega), che resta però in Consiglio regionale in Puglia.

Chi va via…

Oltre a chi sperava di entrare nei Palazzi per la prima volta, c’è poi chi fa le valigie. Torna a Padova con le pive nel sacco l’ex deputato Domenico Menorello, di Idea, anche lui subissato dall’onda “gialla” che si è abbattuta sul litorale romano (dove era candidato). Va via anche Eugenia Roccella (Udc), sconfitta a Bologna per il Senato dall’esponente di centrosinistra Benamati. “Dopo il voto di ieri i cattolici sono più irrilevanti che mai; più che altro, sono stati decimati”, ha commentato lei su Facebook. In effetti il prossimo Parlamento avrà diversi esponenti cattolici in meno: non è stato eletto Roberto Formigoni (Udc), mentre gli altri due centristi Carlo Giovanardi e Maurizio Sacconi e il forzista Fabrizio Di Stefano non si sono ricandidati, così come Gian Luigi Gigli (DeS-Cd), presidente del Movimento per la Vita italiano. Non ci sarà il ritorno in Parlamento per Antonio Guidi, l’ex ministro ora in Fratelli d’Italia esce sconfitto dalla contesa elettorale in Umbria.

…e chi resta

Ce la fa invece un’altra esponente della “vecchia guardia” cattolica in Parlamento: Paola Binetti (Udc) vince allo sprint sulla piddina Maturani e sul pentastellato Vaglio nel collegio uninominale Roma 3 per il Senato. Confermati a Palazzo Madama anche Maurizio Gasparri, Lucio Malan e Antonio Palmieri (Forza Italia), Gaetano Quagliariello (Udc), il siciliano Alessandro Pagano e la romana Barbara Saltamartini (Lega), interprete delle istanze pro-famiglia naturale fin dai tempi in cui era nel Ncd. Rieletto in Senato Gian Marco Centinaio, capogruppo del Carroccio nell’ultima legislatura, che ha ingaggiato negli scorsi mesi una dura battaglia contro l’approvazione del Biotestamento.

Le “new entry” per vita e famiglia

Al netto di tanti addii, la truppa parlamentare pronta a insorgere contro gli attacchi alla vita e alla famiglia si ingrossa con le “new entry”. Tanti i leghisti eletti che in passato hanno dimostrato fattivamente sensibilità alle istanze del Family Day. Alla Camera arriva Lorenzo Fontana, vicesindaco di Verona, che qualche settimana fa ha accolto con riguardo e condivisione il Bus della Libertà nella città dell’Arena. Dal Veneto scendono a Roma anche Massimo Bitonci, già sindaco di Padova, balzato agli onori delle cronache per la sua lotta al gender nelle scuole della città, e Arianna Lazzarini, che da vice-capogruppo regionale aveva ricevuto l’incoraggiamento scritto di Papa Francesco a proseguire il suo lavoro “per l’adeguata tutela dei valori tradizionali” e “per il riconoscimento del diritto dei genitori ad educare i figli”. Festeggia l’ingresso a Palazzo Chigi anche Massimiliano Romeo, che da consigliere della Regione Lombardia è stato l’artefice della scritta luminosa “Family Day” sul Pirellone. Da Bologna arrivano a Roma altri due esponenti potenzialmente “pro-family”: la leghista Lucia Borgonzoni e il forzista Galeazzo Bignami. Il futuro è adesso per Simone Pillon. L’avvocato, una delle figure di spicco del Family Day, è eletto in Senato con la Lega. Soddisfatto del risultato ottenuto, in un video su Facebook Pillon predica prudenza e discernimento. “La politica – dice – è uno degli strumenti che dobbiamo adoperare: ma non è l’unico e non è nemmeno il più importante”. Il neo-senatore invita a tenere alta l’attenzione “sul piano culturale ed ecclesiale”, perché “è da lì che si cambiano davvero le cose”.

Tratto da:

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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