CDNF: endorsement al centro- destra

Ho letto con attenzione il comunicato stampa del CDNF “La responsabilità del voto” (potete leggerlo per intero qui sotto). In estrema sintesi, trattasi di un endorsement al centro-destra (“in concreto, dobbiamo prendere atto che i partiti della coalizione di Centro-destra -Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e parte della cosiddetta ‘quarta gamba’- ci hanno condiviso e sostenuto”).

Legittimo, ovviamente. Sono stavolta molto deluso e perplesso.

  1. Nel comunicato stampa e nel sito web del CDNF non si trova traccia di alcuna analisi dei programmi dell’offerta partitica in campo. Proprio perché il CDNF sottolinea di non essere un partito, sarebbe stato un ottimo servizio entrare nel merito della proposte, analizzarle criticamente e mostrarne gli elementi condivisibili o meno Con tutto il rispetto per gli amici del CDNF, ma non ritengo sufficiente il fidarmi delle vostre considerazioni senza leggere alcun commento o analisi dei vari programmi di tutti (di tutti) i partiti in campo.
  2. “Durante la scorsa legislatura – si legge nel comunicato del CDNF – abbiamo individuato ‘coraggiosi e leali’ parlamentari che hanno sostenuto in Aula i valori della vita, della famiglia e della responsabilità educativa genitoriale, a volte anche affrontando attriti dentro i loro stessi partiti. Per questi non può e non deve bastare l’espressione della nostra gratitudine, ma si richiede l’impegno morale di sostenerli con il nostro voto”. Perché si sostiene allora che “in concreto, dobbiamo prendere atto che i partiti della coalizione di Centro-destra -Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e parte della cosiddetta ‘quarta gamba’- ci hanno condiviso e sostenuto? Le persone contano. Conta la loro passione, la tenacia, la coerenza, la capacità di tradurre in atti idee e programmi. Ma – come bene sottolineato nel comunicato – voi stessi amici cari scrivete che “i ‘coraggiosi e leali’ parlamentari che hanno sostenuto in Aula i valori della vita, della famiglia e della responsabilità educativa genitoriale” hanno dovuto affrontare “attriti dentro i loro stessi partiti”. Per inciso: se molti di questi avessero avuto l’onestà intellettuale e il coraggio di rompere ed uscire dai loro partiti, forse le cose sarebbero andate diversamente (ddl Cirinnà, divorzio breve, biotestamento, ad esempio). Le persone contano, ma in politica conta la linea del partito, le scelte programmatiche di un partito, i tatticismi. Un esempio? La Lega nel suo programma ha inserito molte misure pro famiglia, ha consiglieri comunali, regionali e parlamentari che sulle unioni civili ha fatto le barricate. Ma mi spiegate come si può conciliare tutto questo con la proposta (non di oggi) di legalizzare la prostituzione? Un conto è dare indicazione di sostenere con il voto alcune persone “coraggiose e leali” per meriti guadagnati sul campo della politica e altra cosa è concludere che vanno sostenuti i partiti di Centro-destra, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Se il CDNF fosse davvero imparziale, avrebbe dovuto prendersi la briga di indicare nome e cognome di questi “coraggiosi e leali”, indicandone il partito e il collegio nel quale essi sono candidati.

Permettetemi, amici del CDNF, due annotazioni finali. Perché ignorare totalmente il Popolo della Famiglia? Proprio voi che avete coraggiosamente promosso i Family Day insieme a Mario Adinolfi e Gianfranco Amato? “In questo contesto un peso particolare assume la legge elettorale con cui andremo alle urne. Questa impone di fare una scelta, certamente sofferta, che da un lato individui i partiti che hanno concreta possibilità di sedere in Parlamento e dall’altro valuti attentamente quali fra questi hanno dimostrato attenzione alle istanze del Family Day. Non possiamo e non dobbiamo nè votare male nè disperdere voti – con il rischio concreto di far vincere chi è contro di noi. In alcuni collegi, anche un solo voto farà la differenza”. E’ vero ciò che scrivete circa questa assurda legge elettorale (un errore del Pdf sul piano politico è infatti – a mio avviso – quello di non avere cercato alleanze).

Ma spiace constatare che anche voi, amici cari, cadete nel tranello del “voto utile”. Ho l’impressione che questo passaggio nasconda altro. Non ho dati né certezze, ma sono assolutamente certo che i voti (tanti o pochi) che il Popolo della Famiglia prenderà a queste elezioni verranno al 70% da persone che altrimenti non sarebbero andate a votare, al 20% da chi ha votato in precedenza il Movimento 5Stelle, al 10% da chi in precedenza ha votato Partito Democratico e forse un 10% da chi ha votato i partiti oggi nella coalizione di Centro-Destra. “Anche un solo voto farà la differenza”: non prendiamoci in giro su questo punto e non  nascondiamoci dietro un dito.

La verità mi sembra – ahimè – un’altra: il CDNF doveva fare a tutti i costi un endorsement al Centro-Destra. Punto. Perché alimentare le già squallide polemiche tutte interne al perimetro di chi ha fatto parte dei Family Day?

Non solo. Alla fine del comunicato appare un pensiero un po’ criptico. “Il nostro impegno va ben oltre il 4 marzo, ed avvertiamo la responsabilità di essere una voce che possa indicare, a tutti e sempre, la via del Bene e della Verità. Con questa necessaria discesa in campo nella politica, la ‘politica dei princìpi’, abbiamo inaugurato un percorso di discernimento che non esclude, anche in un futuro non lontano, forme di partecipazione che andranno prudentemente e sapientemente pensate e condivise con tutte le forze (e sono tante!) che hanno nel cuore il ‘bene dei nostri figli’”.

Che cosa sta valutando il CDNF? Scendere in campo in politica con un movimento, un partito? Se così fosse – mi auguro di avere interpretato male il sottinteso – avremmo fatto – tutti – tre passi indietro…

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CDNF: LA RESPONSABILITÀ DEL VOTO

2018_11_02-comunicazione-page-001 CDNF: endorsement al centro- destra“Il beato Papa Paolo VI ci ha presentato la politica come ‘la forma più alta ed esigente della carità, per il conseguimento del bene comune della società. La politica è prima di tutto servizio e richiede costanza, impegno, intelligenza e onestà’.

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli, facendo proprio questo programma, affronta la sfida elettorale ormai prossima con la lucidità e la concretezza che il difficile e confuso momento storico attuale richiede.

In questo contesto un peso particolare assume la legge elettorale con cui andremo alle urne. Questa impone di fare una scelta, certamente sofferta, che da un lato individui i partiti che hanno concreta possibilità di sedere in Parlamento e dall’altro valuti attentamente quali fra questi hanno dimostrato attenzione alle istanze del Family Day.

Non possiamo e non dobbiamo nè votare male nè disperdere voti – con il rischio concreto di far vincere chi è contro di noi. In alcuni collegi, anche un solo voto farà la differenza.

In questi mesi abbiamo lavorato in questa prospettiva, che oggi sottoponiamo alla vostra attenzione.

Durante la scorsa legislatura abbiamo individuato ‘coraggiosi e leali’ parlamentari che hanno sostenuto in Aula i valori della vita, della famiglia e della responsabilità educativa genitoriale, a volte anche affrontando attriti dentro i loro stessi partiti. Per questi non può e non deve bastare l’espressione della nostra gratitudine, ma si richiede l’impegno morale di sostenerli con il nostro voto. Dobbiamo impegnarci perchè vengano rieletti e si possa così proseguire la nostra virtuosa collaborazione. I nostri Comitati locali, avendo conoscenza diretta del territorio, sapranno essere d’aiuto nella valutazione dei collegi e dei candidati da sostenere.

In concreto, dobbiamo prendere atto che i partiti della coalizione di Centro-destra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e parte della cosiddetta “quarta gamba”) ci hanno condiviso e sostenuto.

Premesso che anche in quest’area non sono mancate e non mancano ombre e discordanze, non può che essere questa la coalizione di riferimento per coloro che si riconoscono nel Family Day.

Si aggiunga che nelle liste di questi partiti sono presenti i valorosi parlamentari già menzionai, insieme a donne e uomini provenienti dai nostri comitati e dal mondo valoriale che ci caratterizza. Questa strategia, risultata vincente nelle recenti elezioni amministrative (Genova, Piacenza, Verona ecc.), può essere efficacemente replicata nelle politiche.

Vogliamo ribadire che l’appuntamento elettorale, pur con la sua scontata importanza, è un fatto contingente che dobbiamo affrontare guardando ben oltre questo orizzonte. Il nostro Comitato non è un partito, non ha un suo partito di riferimento ed è nato per essere una voce ‘profetica’ – nel sociale, nella cultura ed anche nella politica – in difesa dei principi antropologici che fondano la società umana.

Pur impegnandoci senza risparmio di energie, siamo assolutamente convinti che la salvezza, anche per il nostro Paese, non viene dalla politica.

Il nostro impegno va ben oltre il 4 marzo, ed avvertiamo la responsabilità di essere una voce che possa indicare, a tutti e sempre, la via del Bene e della Verità.

Con questa necessaria discesa in campo nella politica, la ‘politica dei princìpi’, abbiamo inaugurato un percorso di discernimento che non esclude, anche in un futuro non lontano, forme di partecipazione che andranno prudentemente e sapientemente pensate e condivise con tutte le forze (e sono tante!) che hanno nel cuore il ‘bene dei nostri figli’.

Roma, 11 Febbraio 2018                                            Comitato Difendiamo i Nostri Figli

CDNF: LA RESPONSABILITÀ DEL VOTO

 

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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