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index Come si vota: #politiche2018

CITTADINI CHIAMATI ALLE URNE

Complessivamente, i cittadini italiani aventi diritto al voto sono 51,2 milioni (dato aggiornato al 30 giugno 2017) di cui circa 24,8 milioni maschi e 26,4 milioni femmine. Sul totale degli aventi diritto al voto, 4,2 milioni sono gli elettori stimati residenti all’estero. I giovani alla prima espressione di voto sono stimati oltre 500mila.

QUANDO SI VOTA

Si vota domenica 04 Marzo 2018 dalle 7 alle 23 e lo spoglio inizierà subito alla chiusura delle urne.

Inoltre, i cittadini di Lazio e Lombardia saranno chiamati anche a eleggere il nuovo presidente della Regione e i Consigli regionali. Lo spoglio per le regionali inizierà alle 15 di lunedì 5 marzo.

DOCUMENTI

Per poter votare l’elettore deve presentarsi al seggio con la tessera elettorale e con un documento di riconoscimento. Sono necessari quindi:

  • la tessera elettorale, che attesta la regolare iscrizione del cittadino nelle liste elettorali del proprio comune di residenza.
  • documento di identificazione

I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie (fonte Ministero dell'Interno):

  1. carta d'identità o altro documento d'identificazione munito di fotografia, anche se scaduto, rilasciato dalla pubblica amministrazione;
  2. tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
  3. tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.

Chi avesse smarrito la tessera deve rivolgersi agli uffici del comune di residenza per il rilascio dei documenti che servono. Vi consigliamo di farlo fin da ora, per evitare code e sovraffollamenti dell’ultimo momento.

LA SCHEDA

Il seggio consegna all’elettore due schede, una per la Camera ed una per il Senato (sempreché l’elettore abbia compiuto 25 anni, altrimenti gli viene consegnata la sola scheda per la Camera).

I modelli delle due schede sono identici, eccetto ovviamente il colore: rosa per la Camera, giallo per il Senato.

Ogni scheda è divisa in rettangoli: in quello superiore, è indicato il nome del candidato nel collegio uninominale, poi sotto ci sono tanti riquadri quanti sono i partiti che sostengono quel candidato. A fianco di ciascun simbolo è riportata una mini-lista con il listino dei candidati che corrono per i seggi assegnati con il metodo proporzionale: questi sono “bloccati“, ovvero votando la lista si voteranno automaticamente tutti i candidati indicati accanto. Non si può esprimere una preferenza sui candidati del listino: la scheda viene annullata.

L’elettore darà il suo voto con l’unica scheda sia per la parte uninominale (candidato unico della coalizione, indicato con nome e cognome sopra i simboli che lo sostengono) che per la proporzionale, dove i partiti corrono per sé e sulla quale si applicano le soglie di sbarramento (3% singolo partito, 10% coalizioni).

La scheda presenta inoltre due novità: il tagliando antifrode e le istruzioni per il voto sul retro.

COME SI VOTA

In sostanza il voto può essere correttamente espresso in tre modi.

Il primo modo (esempio 1 - vedi le slides) consiste nel tracciare un segno solo sul rettangolo che contiene il simbolo di una lista nel collegio plurinominale: in questo modo il voto va sia a quella lista, sia al candidato nel collegio uninominale ad essa collegato.

Il secondo modo (esempio 2) consiste nel tracciare un segno solo sul nome del candidato nel collegio uninominale. In questo caso il voto va sia al candidato nel collegio uninominale, sia alla lista ad esso collegata (nel caso sia una soltanto), mentre in presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio.

È anche possibile (esempio 3) tracciare un segno sia sul nome del candidato nel collegio uninominale, sia sul simbolo di una delle liste nel collegio plurinominale ad esso collegate. In questo modo il voto è comunque valido a favore sia del candidato uninominale sia della lista.

COSA NON BISOGNA FARE

Se l'elettore traccia un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo (esempio 4 delle slides), in quanto per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non è previsto il voto disgiunto (art.59 bis del d.P.R. n.361/57, come novellato dall'art.1, comma 21, della legge n.165/2017).

È nullo (esempio 5 delle slides) anche il voto espresso mediante un segno tracciato sul nome di uno dei candidati nel collegio plurinominale.

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

La nuova legge 3 novembre 2017, n.165, recante "Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali" delinea un sistema elettorale "misto", con una componente maggioritaria uninominale ed una proporzionale plurinominale.

L'assegnazione di 232 seggi alla Camera (comprensivi di 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) e di 116 seggi al Senato (comprensivi di 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato.

L'assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale (386 e 193, rispettivamente per la Camera e per il Senato) avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento predeterminate dalla medesima legge. Vi sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto. Resta ferma la specificità della normativa dettata dalla legge 27 dicembre 2001, n.459, che prevede l'assegnazione con metodo proporzionale dei seggi della circoscrizione Estero (12 per la Camera e 6 per il Senato), e stabilisce peculiari modalità per l'esercizio del diritto di voto per corrispondenza all'estero.

Con l'approvazione della nuova legge elettorale (il cosiddetto Rosatellum), cambia il sistema di elezione di Camera e Senato – che ora è in parte uninominale e in parte proporzionale – e cambiano anche le modalità di espressione del voto, così come la conformazione stessa della scheda.

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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