È davvero discriminazione?

di Davide Vairani

Polemica in quel di San Giuseppe di Comacchio, tremila anime in provincia di Ferrara tra il Popolo della Famiglia e il Vescovo diocesano Gian Carlo Perego. Il monsignore ha rimproverato don Alessandro Guerinoni della chiesa di San Giuseppe di Comacchio per aver ospitato lo scorso 25 ottobre in parrocchia un incontro del movimento fondato da Mario Adinolfi.

Il Vescovo di Ferrara contesta al reverendo di aver disobbedito al decreto generale arcivescovile, emanato dallo stesso Perego il 9 ottobre, che vieta di mettere a disposizione ambienti ecclesiali per fini politici.

La querelle viene rilanciata dai media locali (“Popolo della Famiglia attacca Perego: ‘Accoglie tutti tranne noi'” , su http://www.estense.com/, 10 Novembre 2017).”

L’invito ufficiale a ‘ben ponderare le motivazioni sottese al decreto – si legge sulla carta bollata pubblicata sul settimanale della Diocesi –, accogliendo le disposizioni dello stesso in spirito di obbedienza e comunione, esortandolo nel contempo a recedere da condotte di pubblica disobbedienza non piace per niente al Popolo della Famiglia che vede questo ‘rimbrotto’ come un ‘atto intimidatorio’ – si legge sul quotidiano ferrarese online.

Durissime le reazioni dei vertici del Popolo della Famiglia: “Perego vuole fare il vescovo pilota che fa politica e considera il Popolo della Famiglia un avversario politico cui negare addirittura il diritto di parola – attacca Adinolfi -. Accoglienza è la parola più amata da Perego, ma per tutti tranne il Pdf. Non ama il nostro partito e pare ossessionato dalla necessità di ‘de-negrizzare’ la sua diocesi: a dispetto del suo precedessore, Luigi Negri, Perego vuole essere  gradito al colore politico che domina nella sua diocesi, tifa esplicitamente per lo ius soli, fa pressione sulle Camere affinché sia subito approvato, così come nei nove anni alla guida della fondazione Migrantes ha sempre fatto propaganda per la migrazione indiscriminata e un distorto concetto di ‘accoglienza’”.

Da figli della Chiesa siamo pronti a dare battaglia per i nostri spazi di agibilità e a difesa dei sacerdoti coraggiosi che ci ospitano perché credono che con le nostre parole sia resa testimonianza alla verità, anche se è una verità scomoda” annuncia il presidente nazionale del Pdf a cui non va proprio giù che “vengano serrate le porte a noi – che negli ultimi anni abbiamo parlato in centinaia di sale e teatri parrocchiali – mentre si concedono gli altari a Renzi e alla Bonino, sostenitori della legge Cirinnà e di quella sull’eutanasia”.

Per tentare di risolvere questo “scontro frontale con un movimento politico che tra qualche mese dimostrerà di essere la scelta preferenziale per centinaia di migliaia di cattolici” commenta Adinolfi, già pronto a dare battaglia contro lo ius soli, chiederò personalmente all’arcivescovo un incontro a Ferrara per spiegargli le ragioni del Popolo della Famiglia. Conto di essere accolto insieme a Mirko De Carli e agli altri militanti del territorio che si sono sentiti feriti per la reprimenda subita dal coraggioso sacerdote che ha semplicemente aperto le porte di una sala ad un’iniziativa di pubblica presentazione delle nostre idee”.

Anche il coordinatore regionale Mirko De Carli si scaglia contro il “calo della scure della misericordia episcopale sulla testa del povero don Guerinoni, tacciato come disobbediente e sospetto eretico, al quale ci stringiamo in un commosso abbraccio”, anche perché “il provvedimento in questione non ha mai scoraggiato tanti sacerdoti della diocesi di Ferrara e Comacchio dall’intervenire e far intervenire esponenti politici su temi di attualità”, però “cari al monsignor Perego come ius soli e migrazioni”. 

“Ora impariamo che il Popolo della Famiglia non è considerato soltanto fuori linea rispetto ai desideri politici dell’arcivescovo. Lo sapevamo già, ce ne eravamo fatti una ragione – commenta De Carli -. Ma speravamo che almeno non ci si venisse a dire se siamo o meno impegnati in favore della dottrina sociale della Chiesa. Quando si tratta di noi, la misericordia sa diventare anche manganello“.

Da cattolico che crede fortemente nell’idea (e necessità, quanto mai oggi) di una politica orientata al bene comune – visto che la querelle riguarda il rapporto tra Chiesa e partiti/movimenti politici – sono convinto che la Chiesa debba tornare con forza ad occuparsi della formazione dei laici in politica.

Cosa che (ahimè) non avviene più da quando è implosa la Democrazia Cristiana (i più vecchi si ricorderanno bene le scuole di formazione alla politica che quasi in ogni parrocchia venivano promosse da sacerdoti).

Il che – ovviamente –  non presuppone che la Chiesa debba schierarsi per un partito o per un altro e che tanto meno debba “fare politica”, facendo campagna elettorale per questo o quel partito.

Detto questo, devo dire che i toni e i modi del Popolo della Famiglia non solo mi sembrano eccessivamente urlati, ma in fondo contraddittori.

Per due semplici ragioni.

La prima è banale. Il Popolo della Famiglia è un partito politico (o un movimento, non si è ancora capito bene, ma non è questo il punto) e come tale non può pretendere di avere spalancate le porte in ogni parrocchia.

Non basta dichiararsi di ispirazione cristiana per ottenere vie privilegiate. Non stiamo più parlando infatti di un movimento culturale, come era prima della scelta di scendere in campo nella politica tutto ciò che ruotava attorno a Mario Adinolfi.

Il PdF non è una associazione ecclesiale, un movimento carimastico, un circolo culturale, ma – appunto – un partito.

E allora – piaccia o meno – le regole quando ci sono si rispettano, non si contestano duramente quando non sono costruite per fare da megafono al Popolo della Famiglia e al tempo stesso le si esaltano quando invece lo sono. 

Sono stato personalmente tra coloro che hanno criticato l’apertura di chiese e addirittura pulpito sull’altare ai Renzi e alle Bonino (quando non avevano oltretutto incarichi istituzionali). Ma se questo atteggiamento è da condannare per i Renzi e le Bonino, non vedo perché altrettanto non debba essere condannato anche in questo caso. È una questione di coerenza, indipendentemente dal fatto che sia giusto o meno. 

Non amo per nulla lo stile di Mons. Perego, non condivido quasi per nulla le sue scelte pro ius soli e di accoglienza indiscriminata di migranti.

Personalmente, mi sento molto più vicino al suo predecessore Mons Luigi Negri.

Ma io non faccio politica partitica. E la differenza non mi sembra così irrilevante.

Faccio sommessamente notare – e questo è il secondo punto – che la scelta dell’attuale Vescovo di Ferrara-Comacchio non è – ad esempio- così distante dalla scelta fatta nel 2008 dal compianto Card. Caffarra, allora Vescovo di Bologna, molto caro agli amici del Popolo della Famiglia.

Tempi diversi, certamente, è vero. Anche il Card. Caffarra diede indicazioni non molto dissimili da quelle adottate oggi dal Vescovo di Ferrara. 

“Decretiamo per le Parrocchie; le quasi-Parrocchie; i Santuari, le Rettorie; il Seminario arcivescovile; le Scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, i Centri culturali, le Associazioni e i Movimenti ecclesiali con sede presso strutture parrocchiali o diocesane, il divieto di mettere a disposizione sedi e strutture presenti nel territorio dell’Arcidiocesi per qualsiasi iniziativa organizzata e/o gestita da/a favore di singoli partiti o formazioni politiche.

I chierici (e particolarmente i Parroci, gli Amministratori parrocchiali ed i Vicari parrocchiali) vigilino con cura per evitare in ogni modo che le attività pastorali vengano strumentalizzate a fini elettorali con iniziative che coinvolgano a qualsiasi titolo persone candidate o già impegnate a livello politico. L’ordinario del luogo può concedere per iscritto, su richiesta degli interessati, la licenza per lo svolgimento di “tavole rotonde” nei suddetti luoghi, alle quali siano presenti tutti gli esponenti dei diversi schieramenti politici, per salvaguardare in tal modo il principio della par condicio”

“Come affermato in tempi più recenti da Benedetto XVI, poi, la Chiesa «non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico. La fede cristiana, infatti, purifica la ragione e l’aiuta ad essere meglio se stessa: con la sua dottrina sociale pertanto, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, la Chiesa contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato» (Benedetto XVI, Discorso in occasione del IV Convegno nazionale della Chiesa Italiana, Verona, 19 ottobre 2006).

Va tenuto presente che i cattolici che intendono mettersi a servizio di quell’alta forma di carità che è la politica (cfr. Evangelii Gaudium, n. 205), se ne assumono la responsabilità come singoli e come associati, senza poter pretendere di essere espressione diretta della Chiesa”(Mons. Perego – vedi il testo completo clicca qui)

“È proibito dare in uso locali di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici a rappresentanti di qualsiasi partito o raggruppamento politico, anche per incontri/dibattiti in cui siano parimenti rappresentate tutte le parti politiche; è ugualmente proibito dare in uso locali di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici a persone aventi incarichi istituzionali, ma che ne facessero richiesta per sostenere la campagna elettorale di una precisa parte politica”. 

“La Chiesa non deve prendere ‘nelle sue mani la battaglia politica’ [cfr. Benedetto XVI, Deus caritas est, 28]. Pertanto clero ed organismi ecclesiali devono rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre-elettorale, rimanendo assolutamente estranei a qualsiasi partito o schieramento politico.
L’aiuto che i sacerdoti devono dare, consiste nell’illuminare il fedele perché individui quei beni umani fondamentali che oggi meritano di essere preferibilmente e maggiormente difesi e promossi, perché maggiormente misconosciuti o calpestati.(…). 
Il Magistero della Chiesa è riferimento obbligante in questo aiuto al discernimento del fedele.

Una visione sintetica si può agevolmente trovare nel Documento su alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica emanato dalla Congregazione per la Dottrina della fede in data 24-11-2002, al n° 4, cpv. 3° [EV 21/1419], che invito a studiare e meditare, specialmente in questa vigilia elettorale.(…)

E’ utile in questo contesto richiamare anche quanto Benedetto XVI disse al Convegno ecclesiale di Verona: ‘Occorre fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale’.

Ma il sacerdote deve astenersi completamente dall’indicare quale parte politica ritenga a suo giudizio che dia maggior sicurezza in ordine alla difesa e promozione dei beni umani in questione. Questa indicazione infatti sarebbe in realtà un’indicazione per chi votare” (Card. Caffarra clicca qui per il testo completo)

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Laureato per accide­nti in filosofia all­’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, da vent’anni lavoro nel sociale. Se sono cattolico, apostolico, romano lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere. Perchè un Blog dal titolo “Direzione verso Est?” La nostra vita nasce ad Est e ritorna ad Est: è un cammino che non finisce qui. Per questo motivo, affermare che la trascendenza è un fattore costitutivo dell’uomo non è irrilevante rispetto alla dimensione sociale, culturale e politica della nostra esistenza. Vi invito a seguirmi su Facebook e su web al mio Blog “Direzioneversoest”

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