Le Lettere di Maddalena – Anche i maschi sanno essere teneri
di Maddalena Fabbri*14 Nov 2017 – Blog “Come Gesù”

Non nascondo che il fatto di vivere con quattro maschi (tre figli e marito) ogni tanto mi provochi qualche scompenso, anche se non voglio essere fraintesa. E’ chiaro che una figlia femmina forse mi avrebbe fatto vedere le cose in una prospettiva diversa.

In certi frangenti avremmo avuto un dialogo più “soave”, non intervallato da grugniti o espressioni talvolta parecchio colorite. O forse no, chissà.

Affondare le mani nel suo zaino scout dopo quindici giorni di campo per fare il bucato forse sarebbe stato per me meno impattante: spesso ci si mette in testa che le femmine in qualche modo possano essere più ordinate (peccato che la sottoscritta sia la dimostrazione vivente dell’infondatezza di questa teoria). Magari una figlia femmina avrebbe potuto intrattenere con me “conversazioni strappalacrime” relativamente alla visione di qualche film, all’ascolto di qualche pezzo di musica, alla lettura di qualche libro. Chi lo può dire. Ma ringrazio il Signore per la mia tribù: è un dono grande. E poi i maschi, a modo loro, sanno essere teneri .

A volte corro il rischio di darlo per scontato, questo dono. E rischio di perdere attimi importanti, unici. I bambini insegnano sempre, ed il bello è che manco lo sanno.

L’altro giorno sono andata a prendere, come sempre, il mio piccolo a scuola. Accalcata insieme ad altre mamme, ad un certo punto ho visto arrivare la maestra con i bambini. Eccolo lì, il mio bimbo. Sorridentissimo, si è messo a correre con lo zaino in spalla più grande di lui. Felice di tornare a casa, abbiamo cominciato a chiacchierare. Mi ha fatto tenerezza con quella cartella pesante, e l’ho presa io (ci fosse stato papà, gliela avrebbe fatta portare, sostenendo giustamente che non ha più due anni, e deve imparare a caricarsi il suo zaino). Le mamme, si sa, sono un po’ più “morbide”.

Mi ha dato la manina grassottella, per attraversare la strada. Intanto chiacchierava, avendo deciso di non guardare che arrivassero macchine da un lato e dall’altro.. Affidato completamente alla mamma.

Mentre percorrevamo il sentiero interno al giardino, si è fermato. “Ecco, tieni, l’ultima margherita della stagione” . Ovvio che anche la madre più arcigna, acida, frustrata, in preda alle variazioni umorali diciamo così, “fisiologiche”, si sarebbe intenerita. In realtà, l’altro giorno, nulla è successo di diverso da quello che capita sempre. Eppure, non so: qualcosa mi si è mosso dentro.

Questa totale dipendenza del mio piccolo mi ha fatto riflettere. E dire che è il terzo figlio: dovrei essere abituata, oramai. E invece no.

Mi sono chiesta che cosa mi avesse intenerito di più. La conclusione è stata immediata: la fiducia.
Non può andare storto nulla, se c’è la mamma”. Maria è la nostra mamma. Di tutti noi. Ce l’ha data Suo Figlio. Mamma, in carne ed ossa. Conosce il nostro cuore. Molto più di quanto le mamme conoscano il cuore dei propri figli. Sono convinta che il modo migliore di rivolgermi a Lei, per ottenere una Carezza, sia fare come i bambini.

“Mamma, aspettami. Sono caduta ancora. Dove sei? Ho bisogno di essere rassicurata, in questa giornata faticosa. Che sciocca sono. Sei qui, con me, ero troppo preoccupata per accorgermene. Lo sai, che sono piccola. Faccio i capricci , a volte. Che pazienza, hai. Beh,tu sei con me. Ed io sono felice, per questo . Che mi importa del resto?”

Maria non aspetta altro, che prendersi cura di noi.
E’ contenta di darci la mano, quando attraversiamo la strada, senza che ci preoccupiamo delle macchine che ci possono investire. Credo sia felice, se le macchine non le guardiamo neanche, perché sappiamo… che ci pensa Lei.

Si rende conto quando lo zaino è troppo pesante per noi. Allora se lo carica sulle spalle, per un pezzettino di strada. La stringe, la nostra mano, felice di farlo. Sa che abbiamo bisogno che ce la tenga stretta.

È poi…Magari si commuove, se, lungo il tragitto, ci fermiamo un attimo: “Mamma, tieni, è l’ultimo piccolo fiore della stagione….”

*Maddalena Fabbri è nata a Milano, il 5 settembre 1971. È sposata e ha tre figli. Laureata in giurisprudenza, ha svolto la pratica professionale per poco tempo. Ha preferito iscriversi all’albo ” delle mamme”. Vive a Milano.

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Laureato per accide­nti in filosofia all­’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, da vent’anni lavoro nel sociale. Se sono cattolico, apostolico, romano lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere. Perchè un Blog dal titolo “Direzione verso Est?” La nostra vita nasce ad Est e ritorna ad Est: è un cammino che non finisce qui. Per questo motivo, affermare che la trascendenza è un fattore costitutivo dell’uomo non è irrilevante rispetto alla dimensione sociale, culturale e politica della nostra esistenza. Vi invito a seguirmi su Facebook e su web al mio Blog “Direzioneversoest”

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