Questo libro non s’ha da adottare: fuori dalle scuole don Giussani

“Rottamato in corso d’opera senza dire perché e senza dire niente agli insegnanti”.

di Paolo Facciotto per http://www.riminiduepuntozero.it/, 24 giugno 2017

Lo storico testo “Scuola di religione”, di don Luigi Giussani (a cura di Gianni Mereghetti) non è più nella lista dei libri adottabili.

Non è più conforme alle indicazioni didattiche impartite dal Ministero dell’Istruzione.

In compenso, sfogliando l’elenco dei volumi col timbro, sembra che nell’ora di religione si insegni di tutto tranne che Gesù di Nazareth. Il volume di Giussani è esaurito e non più in catalogo: “in attesa di nuove proposte da parte del Movimento”, dice l’editore.

Mettiamoci nei panni dell’insegnante di religione. Quale libro adottare per le classi a settembre?

La scelta è ampia, pur dentro i paletti delimitati negli “Elenchi completi di tutti i testi approvati, per le scuole di ogni ordine e grado, che possono essere scelti come nuove adozioni nel prossimo anno scolastico”.

Trattasi della lista compilata e resa pubblica a fine 2016 dall’IRC (Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica) della Conferenza episcopale italiana.

Per le superiori si può scegliere fra questi titoli: “Alla ricerca del sacro”, “All’ombra del sicomoro” (Cei: “risponde alle esigenze multiculturali”), “Arcobaleni”, “Capaci di sognare” (Cei: “rivolta a trovare punti di intersezione tra discipline diverse e universi di pensiero differenti”), “Confronti 2.0”, “Coraggio, andiamo!”, “Il coraggio della felicità”.

E poi ancora “Incontro all’Altro” (Cei: “scoprire la religione nelle sue varie manifestazioni e forme storiche, in particolare i tre monoteismi del Mediterraneo”), in cinque diverse edizioni, una anche “Smart”.

Non può mancare una “Religione – L’ora di religione al tempo della Rete”, attenzione alle maiuscole, la Rete sì, la religione no. Anche in versione PRO (per i professionali).

Seguono “Itinerari 2.0” pensato per istituti tecnici; “La strada con l’altro”; “Le vie del mondo”; “L’ospite inatteso”; “Orizzonti”; “Segni dei tempi”; “Sulla tua parola”, rigorosamente con la minuscola; “Tutte le voci del mondo”; “La sabbia e le stelle”, sia nuova che vecchia edizione.
Coraggioso per i tempi che corrono, e infatti isolato, suona il titolo “Le due ali – Fede e ragione”. D’antan anche “Religione in aula” e “Radici. Le religioni monoteiste e la formazione della cultura europea”.

Ma Gesù di Nazareth dov’è finito?

Un solo libro, titolo “Tiberiade”, allude alla sua storia con gli apostoli e la chiesa nascente.

Stando ai titoli adottabili, l’ora di religione sembra piuttosto un insegnamento di multiculturalismo, buone sacrosante maniere, aiuto psicologico, onirismo (salvo un titolo che va molto al sodo, “A lauto convito”, non a caso pensato per gli istituti alberghieri).

Su ventidue esempi, solo due spendono nel titolo la parola religione, senza farsi problemi.

Infatti dalla lista manca pure la “Scuola di religione” di don Luigi Giussani, a cura di Gianni Mereghetti.

Giussani non adottabile per l’ora di religione?

Qualche insegnante ha fatto fatica a realizzarlo, quando si doveva mettere nero su bianco la scelta del libro, ma poi ha dovuto arrendersi: era proprio così, Giussani era fuori dalla lista dei libri adottabili.

Inutili i tentativi, anche per chi voleva semplicemente proseguire gli anni di corso con il libro già scelto negli anni precedenti, anziché adottarlo ex novo per il primo anno: il codice del volume non compare più nei terminali.

Chiediamo spiegazioni agli uffici della CEI, che ci rispondono: i contenuti erano senz’altro di qualità, ma il Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica verifica la conformità alle indicazioni didattiche impartite dal Ministero dell’Istruzione, le ultime delle quali uscite nel 2012, e questo libro non ha il timbro, a differenza di un centinaio di nuovi testi approvati.

Bisognerebbe renderlo adatto al mondo della scuola di oggi.

Del resto, ci spiegano, persino la Bibbia e i Vangeli non possono essere adottati come testi di religione.

La palla passa quindi all’editore, cui spetterebbe un eventuale aggiornamento del libro, uscito a partire dal 1999 con l’imprimatur della Curia di Torino e in seconda edizione nel 2003.

Interpellata, la SEI Editrice di Torino risponde: “il volume è esaurito e non è più a catalogo in attesa di nuove proposte da parte del Movimento” (s’intende Comunione e Liberazione).

Nel 2016 l’avevano adottato 162 classi, nel 2015 erano 189.

A Rimini era largamente utilizzato nelle scuole paritarie fino all’anno scolastico appena concluso.

Ma era adottato anche nei licei statali, come in alcune sezioni di quel “Berchet” di Milano i cui gradini don Luigi Giussani salì per la prima volta nell’ottobre 1954, dopo aver lasciato gli studi di teologia per dedicarsi ai giovani insegnando religione nelle scuole.

Oggi, se si interrogano i motori di ricerca con il codice ISBN del libro, alcuni portali di e-commerce rispondono: “Attualmente l’articolo è esaurito, fuori catalogo o non acquistabile”; altri invece lo promettono in pochi giorni e per pochi euro, ricorrendo all’usato o alle scorte di magazzino.

I docenti di religione che ne pensano?

Ci siamo rivolti al professor Nicola Incampo, autore di un “Vademecum dell’Insegnante di religione” e di due manuali ad uso delle scuole, “A Sua immagine” e il “Tiberiade” sopra citato, che commenta: “Hanno rottamato in corso d’opera il libro di testo di don Giussani, senza dire perché e senza dire niente agli insegnanti, anzi tradendo noi insegnanti che credevamo in quel testo. Io pur essendo autore di un libro adottabile posso dire che il testo di don Giussani non andava cassato dal mercato”.

Resta una certezza, per chi ha conosciuto don Giussani, il Servo di Dio di cui è stata aperta la causa di beatificazione.

Affronterebbe un giovane liceale ponendogli “l’interrogativo fondamentale, definitivo” di Gesù ai suoi: “Tu, chi dici che io sia?”.

“Finché esisterà il mondo – diceva -, una voce d’uomo affronterà le coscienze degli altri uomini per riecheggiare la domanda, che è una proposta: «E tu, chi dici che io sia?»”. Perché questo è il tema che nessuna conferenza episcopale, nessuna casa editrice, nessuna sigla associativa potrà mai ridurre, rottamare, togliere di mezzo.

“Tu, chi dici che io sia?”.

Libro o non libro.

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