L’Italia è una Repubblica

“Quando la realtà porge fatti simbolicamente eclatanti, resto sempre a bocca aperta. Un ragazzo esce da scuola, va a prendere la metro, vede un bimbo caduto sulle rotaie e una madre disperata. Va a salvarlo senza pensarci troppo. Ce la fa. Accade alla fermata Repubblica di Milano; ed è la cornice giusta, come a dire su cosa è fondata la civiltà … e non è l’antifascismo, il populismo, l’euroscetticismo, eccetera eccetera. L’uomo – se non ci raziocina su troppo – è una creatura relativa, che si esprime nelle relazioni.

“C’era un po’ di gente che si avvicinava e allora mi sono detto ‘ce la faccio, salto giù, lo prendo e riesco a risalire’. Ho anche immaginato di correre in fondo al binario casomai fosse arrivato il treno, sperando che la metro si fermasse prima’”.

Annalisa Teggi

Lorenzo Pianazza, 18 anni,  si è accorto di essere diventato l’eroe del metrò di Milano per caso. “Ma ancora una volta, in questa storia, sono i destini a incrociarsi. E a ribaltare tutto” – racconta “Repubblica” (“Milano, il 18enne che ha salvato il bimbo in metrò ricevuto dal sindaco: ‘Sala mi ha ringraziato’, Repubblica, 14 febbraio 2018)

“Che poi io manco lo sapevo che era uscito il video. Vuole sapere come l’ho scoperto? Ecco le dico la verità: stavo cercando notizie della ragazza uccisa (Jessica Valentina Faoro, la diciannovenne accoltellata a morte da un tranviere ndr) perché la conoscevo: eravamo molto amici, tanti anni fa, poi sua mamma l’aveva allontanata dalla nostra famiglia”.

Ed eccole lì, all’improvviso, le immagini in rete del suo salvataggio. E per un momento, neanche allora, questo ragazzo di diciotto anni che si è precipitato a prendere in braccio un bambino di due anni e mezzo caduto sui binari ha pensato di avere fatto qualcosa di speciale.

192754290-bc0fc1d2-2bb3-4dd8-87e4-e66bbb969276-e1518694691413 L'Italia è una Repubblica“Quando ho visto il video mi sono persino preoccupato, mi è venuto il dubbio che mi avessero denunciato perché ero sceso sui binari, appunto”.

Niente di più diverso da quello che stava accadendo. Con l’appello del sindaco Beppe Sala per trovarlo e ringraziarlo a nome della città. E adesso è questo che, al di là di tutto, sembra far piacere a Lorenzo: “Vede, sui giornali, in tv, escono solo cose brutte, notizie terribili. Per una volta, invece, si parla di qualcosa di positivo. Questo mi tocca e mi emoziona, come tutto l’interesse che sto ricevendo, tutte le telefonate…”

A caldo aveva detto che, no, non sentiva di essere un eroe. Il giorno dopo il suo gesto che, insieme alla prontezza di Claudia Flora Castellano, l’agente di stazione di Atm che ha bloccato il treno, ha salvato il piccolo di due anni e mezzo, Lorenzo è quasi stordito, “scombussolato” dall’onda di ringraziamenti e complimenti e riconoscenza che sta arrivando: “Mi dicono che sono stato coraggioso, sì. Io penso di avere avuto prontezza: ho visto che all’arrivo del treno mancava un minuto e mezzo, sapevo di potercela fare. Eppoi nessuno si muoveva, erano come bloccati, fermi a guardare. Sono felice di aver fatto quello che pensavo fosse giusto fare, di non essermi fatto problemi a scendere sui binari”.

53a1c44fb16a61418fe4be3bc8b6ea59?s=100&r=g L'Italia è una Repubblica

Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

https://www.communitylacroce.it/wp-content/uploads/2018/02/Progetto-senza-titolo-e1518695446789.jpghttps://www.communitylacroce.it/wp-content/uploads/2018/02/Progetto-senza-titolo-e1518695446789-150x150.jpgDavide VairaniArchivio Storie&Testimoni#eroi,#quotidianità,#ragazzi,#socialL'Italia è una Repubblica 'Quando la realtà porge fatti simbolicamente eclatanti, resto sempre a bocca aperta. Un ragazzo esce da scuola, va a prendere la metro, vede un bimbo caduto sulle rotaie e una madre disperata. Va a salvarlo senza pensarci troppo. Ce la fa. Accade alla fermata Repubblica di... L'Italia è una Repubblica