“Non è giusto che tanta bella gioventù giaccia sotto il potere del demonio!”

“Mentre si diffondeva la notizia dell’intervento provocatorio di Don Lorenzo Guidotti e delle opposte reazioni al suo linguaggio, giudicato eccessivo – e dal quale la curia di Bologna si è prudentemente dissociata – quasi contemporaneamente usciva, sul sito delle Benedettine di Fano, la mia trentacinquesima conversazione. Sebbene preoccupato di fatti analoghi, il tono di detto testo è diverso da quello del parroco bolognese e, ciò che più conta, alla denuncia si aggiunge un accorato appello per trovare un rimedio a un male così immenso. Possibile che non si trovi nessuno pronto a raccogliere una sfida così urgente e attuale?”

di Don Massimo Lapponi O.S.B.

Conversazioni su una Regola Familiare

Nelle conversazioni precedenti ho cercato di mettere in chiaro la necessità di una “riforma convergente”, che coinvolga la vita parrocchiale, la scuola e la vita religiosa per un rinnovamento della vita familiare. Ma c’è il rischio che tutto questo rimanga soltanto un bel progetto sulla carta, perché la stragrande maggioranza della gioventù – quella parte della popolazione, cioè, che dovrebbe in tempi molto brevi costituire le nuove famiglie – si trova in una situazione assolutamente tragica.

Vorrei ora riportare un messaggio che avevo scritto per un gruppo privato. Mi sembra che valga la pena di condividerlo:

Ieri mi è capitato di vedere un video di ragazzi e ragazze in discoteca. Che tristezza a vedere tanta bella gioventù votata, tra sesso, alcool e droga, all’auto-degradazione! Mi tornava in mente l’episodio di Gregorio Magno che, vedendo i biondi schiavi provenienti dalla Britannia pagana in vendita sul mercato di Roma, chiedeva di che popolo fossero giovani così belli, e, alla risposta: del popolo degli Angli, esclamava: sì, sono simili agli angeli! Che dolore che giovani dall’aspetto di angeli siano sotto l’impero del demonio! Per questo quando divenne papa inviò monaci in Britannia per quella missione che cambiò la storia del mondo.

Come vorrei che si potesse fare una nuova missione di monaci per questi nuovi pagani dall’aspetto di angeli! Quei ragazzi e ancora più quelle ragazze non capiscono che con la loro condotta sregolata si guastano fisicamente e psichicamente.

Permettetemi di sottolineare soprattutto il guasto irreparabile per le ragazze, non per colpevolizzarle, ma, al contrario, per sottolineare che loro sono le vere vittime di una condotta irresponsabile che si diffonde sempre più e di cui spesso gli uomini si approfittano a proprio vantaggio – anche se ovviamente per i ragazzi il discorso è analogo. L’organismo più delicato e complesso della donna viene danneggiato dall’abuso, fino a comprometterne la sana facoltà generativa. Non meno grave è il danno all’equilibrio psichico, alle inclinazioni e al carattere, come a quello a cui oggi si fa finta di non badare: il buon nome.

Quante di queste ragazze, a causa dei guasti fisici e psichici conseguenti a comportamenti quasi imposti da una moda sciagurata, perderanno per sempre il treno del matrimonio? E cosa sarà di loro dopo non molti anni, quando non saranno più né giovani, né belle, né gradevoli? Non avranno né marito, né figli e in vecchiaia non avranno nipoti affezionati. Come ho detto, lo stesso discorso vale anche per i ragazzi, se pure in modo meno vistoso e invasivo. Siamo dunque destinati ad avere una popolazione non solo di anziani, ma di anziani vagabondi? Potessimo aprire gli occhi per tempo a tanta bella gioventù!

Dice San Paolo che siamo creati in Cristo per le buone opere che Dio ha preparato per noi perché le praticassimo. Sì! Su ognuno di quei ragazzi e ragazze Dio ha predisposto un piano di vita, e le loro facoltà di uomini e donne sono state date loro come preziose qualità per costituire famiglie feconde e felici. Ma che cosa fanno dei doni di Dio? È una tragedia che riguarda non soltanto la loro salvezza eterna, ma anche la loro felicità in questa vita.

Per amor di Dio! Partiamo come i monaci inviati in Britannia da Gregorio Magno! Diffondiamo il nostro progetto, attiriamo tanti ragazzi e ragazze, non minacciandoli, ma seducendoli con la visione piena di dolcezza della vita familiare felice che Dio aveva preparato per ognuno di loro fin dall’eternità!

A questo messaggio una lettrice ha riposto:

Carissimo don Massimo…. queste sue parole mi strappano il cuore! Io vengo da un ambiente pagano. Tante delle mie amiche sono finite come dice lei… ora perché Dio preservò me… che ero una in più che studiavo lì… perché a me diede il dono della fede, di un matrimonio, di fare famiglia… mai lo saprò. Soltanto so che il dolore è immenso ogni volta che guardo la vita della stragrande maggioranza dei miei compagni di liceo ed università. Poi ho conosciuto il mondo cattolico. È mi è sembrato il paradiso.

A questo punto mi permetto di rilanciare ancora una volta un appello che ho ripetuto in diverse circostanze, e che è rimasto sempre senza risposta. Nella serie di romanzi che ora si incomincia a pubblicare, con il titolo generale “Le vie segrete del cuore”, non potendolo realizzare nella realtà, ho immaginato un gruppo di ragazze che si organizzano per imprimere una svolta tra la gioventù, mettendo in pratica e cercando di diffondere un progetto di vita giovanile, di preparazione e di realizzazione della vita familiare fondato sull’amore casto e indissolubile e sulla saggezza della tradizione benedettina. Una delle protagoniste delle mie narrazioni si fa promotrice coraggiosa e intrepida dell’iniziativa e molte altre ragazze la seguono.

Tutto questo deve rimanere soltanto un sogno ad occhi aperti? Possibile che non si trovi oggi una nuova Francesca Cabrini, una nuova Giovanna d’Arco che, come Gregorio Magno, esclami: “Non è giusto che tanta bella gioventù giaccia sotto il potere del demonio!”, e parta decisa per una nuova missione, che, ancora una volta, cambi la storia del mondo?!

Da quanto mi risulta, lassù gli stampi non si perdono!

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Laureato per accide­nti in filosofia all­’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, da vent’anni lavoro nel sociale. Se sono cattolico, apostolico, romano lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere. Perchè un Blog dal titolo “Direzione verso Est?” La nostra vita nasce ad Est e ritorna ad Est: è un cammino che non finisce qui. Per questo motivo, affermare che la trascendenza è un fattore costitutivo dell’uomo non è irrilevante rispetto alla dimensione sociale, culturale e politica della nostra esistenza. Vi invito a seguirmi su Facebook e su web al mio Blog “Direzioneversoest”

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