Perché lascio “La Nuova Bussola Quotidiana”
di Robi Ronza*

Lascio il giornale online La Nuova Bussola Quotidiana, cui collaboravo sin dalla sua nascita, e mi pare opportuno spiegarne qui le ragioni.

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Don Giussani con Robi Ronza e Giacomo Contri

Come si legge nel suo manifesto programmatico, La Nuova Bussola Quotidiana è opera di “Un gruppo di giornalisti cattolici, accomunati dalla passione per la fede, che vogliono offrire una bussola per orientarsi tra le notizie del giorno, tentando di offrire una prospettiva cattolica nel giudicare i fatti: certi che l’esperienza cristiana è in grado di abbracciare e rispettare pienamente la dignità dell’uomo. Non abbiamo posizioni ideologiche da difendere, fossero anche cattoliche: nel fluire quotidiano delle notizie vogliamo difendere e promuovere una concezione dell’uomo adeguata alla sua dignità”: in forza di questa linea editoriale avevo condiviso da subito il progetto vedendo positivamente che sulle colonne del giornale si incontrassero persone di uguale fede ma anche di sensibilità diverse, e in cammino nella Chiesa e nella società lungo diversi itinerari.

Da qualche tempo a questa parte lo spazio che resta nella Bussola a posizioni come la mia è però divenuto così esiguo da non giustificare più la mia presenza tra i collaboratori del giornale.

Definitivo e cruciale al riguardo è stato il caso di “Amoris Laetitia, 62 firme per una correzione filiale”, la nota con cui lo scorso 24 settembre è stata data la notizia della pubblicazione di una lettera dal titolo Correctio filialis de haeresibus propagatis (Correzione filiale a proposito della propagazione di eresie) che era stata inviata al Papa lo scorso 11 agosto.

Nella lettera si sostiene che Francesco, “mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica”.

La lettera è firmata da monsignor Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità San Pio X (i cosiddetti lefevriani), e da cattolici tradizionalisti di venti diversi Paesi del mondo.

Mi domando quale sensus Ecclesiae vi sia già nella pretesa di definire “correzione filiale” un documento del genere.

Vi vedo piuttosto tutta l’orgogliosa pretesa che, pur tra qualche buona intenzione, cinquecento anni fa condusse alla Riforma: la pretesa di saper guidare la Chiesa meglio del Papa, e l’impazienza per il fatto che il Papa donatoci dallo Spirito non è quello che piacerebbe a noi.

Non mi riconosco — sapendo anche di dare così voce a molti lettori — nella presunta “Correzione filiale”, ma nemmeno nel modo con cui la Nuova Bussola Quotidiana l’ha annunciata accreditandola caldamente.

D’altra parte interventi che vanno nella stessa direzione da tempo costituiscono ormai quasi ogni giorno la massima parte del giornale.

Nella Nuova Bussola Quotidiana c’è spazio solo per questa scuola di pensiero?

Allora non c’è più spazio per me.

*Robi Ronza
Nato a Varese, Robi Ronza si laurea nel 1965 in Scienze politiche presso l’Università Cattolica di Milano. Giornalista professionista e scrittore, è un esperto di affari internazionali; di culture locali, con particolare riguardo a quelle delle Alpi; di problemi istituzionali e culturali. Sposato con Marina Molino dal 1967, è padre di tre figli e nonno di otto nipoti.
E’ uno dei fondatori del Meeting di Rimini (cfr. www.meetingrimini.org) di cui è stato portavoce ufficiale dal 1989 al 2005.
Dal 1987 è editorialista e commentatore del quotidiano ticinese Giornale del Popolo, edito a Lugano (Canton Ticino, Svizzera), e dal 2014 del quotidiano via Internet http://www.lanuovabq.it.
La maggior parte dei suoi libri sono stati pubblicati dall’editore milanese Jaca Book e si ritrovano tra l’altro nei cataloghi delle librerie via Internet ,, .
Nel 2004-2005 ha curato per l’editore Agedi/Ghisetti e Corvi la pubblicazione di Alle radici del domani, manuale di storia per la scuola secondaria di primo grado. Con suoi contributi e sotto la sua direzione un altro manuale analogo, Narrare la storia, è stato pubblicato da Itaca Libri nei primi mesi del 2014.
Dopo la laurea e il servizio militare come ufficiale di complemento degli Alpini (che sarà spunto del suo primo libro, Il Pierino va soldato), Ronza esordisce al giornalismo nella redazione del settimanale Epoca. Nel 1965 partecipa a Milano alla fondazione della casa editrice Jaca Book. All’inizio degli anni ’70 inizia un’esperienza nel mondo cooperativo, sia come direttore della rivista Cooperare che come autore di saggi e curatore di volumi sulla materia.
Dal 1978 fino al 1982 come inviato speciale del settimanale Il Sabato, del quale è uno dei fondatori, viaggia e scrive reportages da diversi Paesi europei e dalle zone di crisi del Vicino e Medio Oriente, del Sudest asiatico e dell’America Latina. Tra il 1983 e il 1986 è portavoce dell’allora presidente della Camera di Commercio di Milano, Piero Bassetti.
Tra il 1986 e il 1999 è all’Editoriale Giorgio Mondadori: caporedattore del mensile Bell’Italia (1986-1993); direttore della comunicazione e del coordinamento editoriale (1994-1998); direttore del mensile Uomini&Storie (1998-1999). Dal 2000 al luglio 2006 è direttore di una società di servizi all’editoria e alla comunicazione.
Dal luglio 2006 all’aprile 2010 è Delegato per le Relazioni internazionali del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Dal 2004 al 2013 è membro del Comitato di Supervisione dell’Istituto di Studi per la Politica Internazionale, ISPI, di Milano.

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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