PERCHE’ SIAMO QUI

Giovanni Paolo II, nella sua Lettera Enciclica Fides et Ratio, scriveva: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso”.

Da sempre, la Chiesa è maestra di umanità e di sapienza razionale, e purtroppo oggi più che mai le tocca supplire alla mancanza di una razionalità tanto sbandierata quanto – nei fatti – negata da cultura e istituzioni. Le recenti battaglie culturali che vedono coinvolti i credenti (assieme a tanti non cristiani “devoti”), in fondo, sono fatte in nome della ragione umana.

Dire che l’inizio di una vita umana (embrione) è già una vita umana al suo inizio, o dire che l’essere umano è creato maschio o femmina e che pertanto è la bipolarità sessuale a fondare un diritto sociale, o che la famiglia come disegnata dalla Costituzione italiana è la cellula fondamentale della società, sono dei preamboli di ragione, di buon senso comune, non ancora di fede.

Non è necessario essere credenti per accorgersene. Eppure oggi più che mai l’evidenza viene negata.

«La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.
S’avvicina il tempo – e per alcuni è già venuto – in cui una vita normale, una vita da onest’uomo, richiederà sforzi da eroe. Quale supremo dono della vita attraverso la morte è quest’obbligo di essere eroi soltanto per esistere, per restare fedeli a una banale linea di vita, che i nostri antenati seguivano così naturalmente come respiravano!»

(G. K. Chesterton, Eretici, 1905)

Di fronte a tutto ciò che si  sta verificando oggi anche nel nostro Paese  è necessario ripetere che dobbiamo stare con gli ultimi, “contro i falsi miti di progresso”.

Per questo ci battiamo: per amore dell’umano, con la ragione, senza nascondere la nostra fede.

Lo STAFF di www.communitylacroce.it