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"Perdonate, perché anche il Padre  perdoni  le vostre colpe" - #frammenti

FRAMMENTI-450x377 "Perdonate, perché anche il Padre  perdoni  le vostre colpe"Venerdì 1 Giugno 2018
S. Giustino (m); S. Annibale M. Di Francia
8.a di Tempo Ordinario
1Pt 4,7-13; Sal 95; Mc 11,11-25

+ Dal Vangelo secondo Marco 11,11-25
Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni"? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: "Lèvati e gèttati nel mare", senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

"Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe".
(Mc 11,11-26)

Come capire il gesto di Gesù verso l'albero di fichi che era senza frutto perché non era ancora il suo tempo? Non dobbiamo cercare il significato lontano dal testo. L'episodio dell'albero di fichi, infatti, fa da cornice alla visita di Gesù al tempio, un tempio trasformato in un mercato e che non dà più i frutti di santità che doveva. A differenza del fico, il tempio è sempre in tempo di dare frutto, e quindi il contrasto si fa più acuto. Quel tempio parla di noi, che siamo tempio dello Spirito Santo, chiamati a vivere continuamente la fecondità spirituale. Che il passaggio del Signore non ci trovi con troppo fogliame e poco frutto.

#pregolaParola
#RobertCheaib

 

 "Perdonate, perché anche il Padre  perdoni  le vostre colpe"

"La mia azione non è definita solo dai fattori che la costituiscono dal di dentro, per cui posso analizzarla e scoprirne la fattura; ogni azione è definita ultimamente da un fattore che la supera. Se questo è Cristo, la sua figura fonda il rapporto tra l'azione e il suo destino come perdono.

Il perdono è un fattore che viene, dal di fuori dell'azione; senza di esso l'azione svanirebbe in un niente cattivo, non potremmo ricordarla, non sarebbe avvento di niente, non stabilirebbe una storia, non costruirebbe nulla. È proprio questo fattore che viene dal di fuori il tocco del Mistero nella nostra vita, e l'uomo lo capisce quando si rivela; ed esso si rivela entrando nella vita del singolo e quindi nella società e nella storia come perdono.

Se riflettessimo bene, ci accorgeremmo che non potremmo riprendere rapporto con la moglie o col marito, con l'amico, se non cadendo di fronte al ricordo di un male subito in umiliante dimenticanza - simbolo e segno del niente in cui tutto crolla -. Il nostro rapporto non potrebbe "durare" senza cadere nella dimenticanza, se non ci lasciassimo prendere da un fattore più grande di noi che diventa perdono nel vivere il rapporto. E questo è così imponente per quanto riguarda il nostro esistere: senza perdono noi non potremmo esistere, non potremmo continuare a vivere.

Io non posso considerare la mia azione se non dentro i termini di quel perdono che sopraggiunge dal di fuori di me, cioè dal Mistero che fa le cose e mi investe e mi abbraccia e mi dà coraggio, e mi rende capace di continuare fino alla ripresa. La presenza di questo fattore di perdono che ha un nome - Gesù -, quanto più si moltiplicasse come ricordo nella giornata, quanto più la sua memoria diventasse familiare, tanto più noi comprenderemmo il valore delle nostre azioni, sia nel loro primo aspetto misterioso che ci lancia verso la felicità; sia nel loro secondo aspetto che è delusione per la propria incapacità, dolore e approssimazione, e nello stesso tempo slancio pieno di gratitudine della positività finale per il perdono di cui quello che faccio viene investito, rendendo quindi possibile l'esperienza del compimento".

Luigi Giussani,  "Un Mistero di Presenza, di perdono e Resurrezione", maggio 2000

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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