Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio
#LaCroce del 23 Settembre 2017

di #DavideVairani

La collana “UomoVivo”, dell’editore Berica, si arricchisce di un nuovo volume, a firma di Paolo Pugni. A metà tra piglio autocanzonatorio e testimonianza per le giovani coppie – poiché l’autore e la moglie sono giovani da diversi anni, ormai – Pugni racconta le affettuose e premurose ramanzine della moglie Franca. E questa non ne viene fuori come una novella Santippe, tutt’altro: se un matrimonio funziona è quasi sempre merito della moglie. Pugni conferma.

pugni-222x300 Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio

Paolo Pugni ho iniziato o a conoscerlo attraverso “La Croce” quotidiano.

Paolo chi? Suvvia, lo conoscete tutti.

“C’ho un vizio, mando tutti i giorni gli auguri a chi, secondo Facebook, compie gli anni quel giorno e lo stesso faccio con gli onomastici. Lo considero un piccolissimo gesto, roba da un minuto –beh dai diciamo 5- alla mattina. Mi fa piacere, spero lo faccia anche a chi li riceve” – scrive di se stesso Paolo.

E vogliamo mettere i caffè di Paolo sempre su Facebook alla mattina presto?

Ironico, tagliente, apparentemente un duro tutto d’un pezzo. Il primo articolo che scrisse per “La Croce” si intitolava “I media e le parole”. Era il 27 Gennaio 2015 (mamma mia quanto tempo è passato!).

L’incipit è favoloso: “In un bello quanto antico telefilm –si chiamavano così all’epoca quelli che oggi sono più nobilmente serial tv- della serie Ai confini della realtà (Parole in libertà 1985) un uomo perdeva progressivamente il significato dei vocaboli. Non era più in grado di chiamare gli oggetti per nome e privo così del terreno comune finiva per non riuscire più a comunicare con chi gli stava intorno.Questa stessa idea, un incubo per chiunque oggi disegnato sulla nebbia dell’Alzheimer (il delizioso mestolo di Barney) fu ripresa qualche hanno dopo dal fumetto Dylan Dog (dicembre 1995 albo gigante 4) in una vicenda nella quale il personaggio che perde il senso del linguaggio finisce suicida, rivelando l’importanza del comunicare per vivere. Senza senso si diventa pazzi. Nell’epica e ben nota scena di Palombella Rossa Nanni Moretti schiaffeggia l’incauta giornalista che si abbevera di banalità sinistre apostrofandola con un bruciante ‘le parole sono importanti!’”.

Ma perché vi sto parlando di Paolo Pugni? Ah sì, me lo stavo quasi per dimenticare. “Shampoo. Non è un problema di forfora, ma di pace coniugale”, di Paolo Pugni, è il nuovo libro della collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”, edita da Berica Editrice.

Shampoo_copertina-211x300 Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio

Un titolo che allude alla celebre canzone di Giorgio Gaber e che racconta in maniera ironica e pungente il matrimonio di due sposi, Paolo e Franca, insieme da più di 30 anni.

Confesso: in questo libro ci ho trovato un Pugni diverso dall’idea che mi ero fatto di lui.

Prendo la bellissima prefazione che ha scritto. Non solo fornisce il senso e lo spirito di questo suo libro: fornisce una chiave di lettura di come è davvero lui stesso nel quotidiano. E questo mi ha affascinato, al punto da leggere pagina dopo pagina quasi d’un fiato. Quando vado in libreria e ho voglia di cercare un libro di un autore che non conosco faccio due cose: il titolo e l’incipit. Il titolo attira l’emozione, l’incipit ti fa capire se vale la pena avventurarsi in un nuovo mondo sconosciuto. Il libro di Pugni possiede entrambe le caratteristiche.

“Quasi quasi ti faccio uno shampoo – scrive nella prefazione Pugni-.Sì, avete letto bene. Non MI faccio. Quella era la canzone di Gaber. Questa è la nostra canzone. E io NON sono il soggetto. Così, nel dubbio, Franca lo shampoo lo fa a me. Ma perché mi vuole bene, sia chiaro. Un bello shampoo, una bella lavata di testa, ogni tanto, non può che essere utile. Una recente ricerca ha evidenziato che gli uomini sottoposti a un continuo sottile stato di stress, di ansia, vivono molto più a lungo e sono molto più pronti e brillanti. Quindi di fatto mia moglie è il mio personal trainer. Si prende cura di me, mi educa. Del resto è della scuola di sua nonna la quale affermava che gli uomini si possono curare, ma non guariscono mai. Si addomesticano, ma non perdono mai del tutto quella parte di selvaggio che li contraddistingue. E quindi, ogni tanto bisogna fare loro uno shampoo. Che poi la cosa mi suona strana perché io ricordavo bene quella storia del cinese che torna a casa e picchia la moglie, tanto lei sa il perché… Oggi questa cosa qui non si può più neppure raccontare come barzelletta, se no ti ritrovi un’accusa di maschilismo… Non che non sia meritata, s’intende. Onde evitare ogni possibile malinteso, ci tengo a chiarire subito che sono contrario a ogni forma di violenza. E che questa battuta non vuole in nessun modo sdoganare qualsiasi forma di ‘machismo’. Purtroppo le notizie di cronaca nera, che quasi ogni giorno ormai ci portano alla luce un mondo di prevaricazione e dolorosa mancanza delle più basilari regole di rispetto umano, finiscono per far perdere il gusto umoristico di questa famosa frase, avvelenandola con u tragica realtà. Lo capisco bene e lo so bene e davvero in nessun modo vorrei che fosse intesa, questa frase, come un incitamento non dico alla violenza ma anche solo al cattivo pensiero. Credo però alla forza dell’ironia, alla potenza della battuta, a quell’umorismo che alla fine aiuta a vivere bene insieme. E che è la mia risposta a ogni forma di cupa prepotenza e squallido abuso. Credo nella forza dell’autoironia e della sdrammatizzazione come strada per l’amore. Ben vengano allora gli shampoo, che sono gesti di affetto infinito, shampoo che aiutano la coppia a stare assieme, a crescere assieme. Ad amarsi sempre di più. Perché lo dice anche Dio nelle Scritture: io, quelli che amo, li rimprovero.E mia moglie mi ama davvero tanto!”.

Come definirlo “Shampoo. Non è un problema di forfora, ma di pace coniugale”? Un libro sul matrimonio? Sicuramente. Ma è riduttivo. Credo che in realtà non sia nemmeno un libro. E’ una sapiente raccolta di gesti, pensieri e fatti di vita famigliare quotidiana. L’evidenza della realtà.

Per capirci. Non ci troverete consigli per l’uso e tanto meno ricette per un matrimonio perfetto. Ci troverete molto di più. Scritto con uno stile molto colloquiale e pieno di spunti – differenze uomo-donna, figli, faccende domestiche, lavoro, tecnologia, calcio, fede – utile ai fidanzati in cammino verso il grande giorno ma anche a tutte quelle coppie che possono ritrovarsi in questa storia, unica e universale, e ridere, scherzare, anche commuoversi, meditare insieme su quello che stanno vivendo.

Tre pennellate smart e capirete subito che cosa intendo dire. E – ne sono certo – vi verrà voglia di leggerlo dall’inizio alla fine. Come in un film.

“A MIA MOGLIE”
“ … Abbiamo conosciuto buona e cattiva sorte. Ci compensiamo. Io sono il visionario, lei la concreta. Io apro strade, lei le asfalta e le rende sicure. Io trascino, lei consolida. Io sogno, anche troppo, lei ha i piedi per terra. Ci siamo aiutati a vicenda in mille modi: io lancio le sfide, lei le vince. È una tagliente e crudele critica di ciò che penso e faccio: è grazie a questa sua qualità che mi sono evoluto da ragazzino un po’ nerd, molto imbranato, a professionista energico e coerente. Non ci facciamo sconti. Questo non ci ha allontanato di un millimetro, anzi ci ha unito di più. Mi ha seguito in ogni nuova avventura, le ho fatto fare di tutto e ha sempre detto di sì inventandosi mille professionalità nuove. Lei è cresciuta, e mi ha aiutato a capire i miei errori. Siamo umili e ci amiamo. Abbiamo costruito sulla fede e ancora oggi preghiamo insieme per i nostri figli, per i nostri sogni, per le nostre preoccupazioni. Sono così innamorato che penso di non poter vivere senza di lei. Abbiamo, come si dice, fatto tanti chilometri insieme e ne abbiamo passate tante, e ci hanno rafforzato. Imbianchiamo insieme, ovviamente lei molto meno di me e con più lentezza, e sappiamo ancora guardarci negli occhi scoprendo cose sempre nuove e difficili da rendere con parole cantate, figuriamoci con quelle scritte. So comunque chi è più grande dei due e non sono io. Non so se questo è rendere giustizia, ma so che ogni giorno devo meritarmi il dono che Dio mi ha dato: mia moglie. Credo che il nostro trucco stia nel fatto che ridiamo insieme, spesso, e che io riesco a farla ridere. Così guardiamo alla vita con una serenità lucida e profonda. Crediamo veramente che, come dice san Paolo, ‘omnia in bonum’, tutto concorre al bene. E se guardiamo la nostra vita è davvero così. Abbiamo avuto momenti duri, problemi di lavoro, soci complicati, difficoltà economiche. Lei si è inventata un mestiere: prima mi ha seguito, poi affianco a questo ha avviato la sua attività imprenditoriale, e oggi è un’imprenditrice di successo. E ovviamente mi aiuta”.

“SIAMO PROPRIO DIVERSI”
“Avvertenza: questo dialogo non ha avuto luogo sul palcoscenico di Zelig, ma a casa Pugni qualche tempo fa. Mamma: ‘Che cosa fai campione?’.
Figlio: ‘Faccio la doccia e poi vado a giocare a calcio, mamma’.
Mamma: ‘Prima la doccia e poi calcio? Che senso ha?’. Figlio: ‘Ma come? Mi dici sempre di portarmi avanti e per una volta che lo faccio ti lamenti?’.
Che cosa possiamo dedurre da questo scambio di battute tanto surreale da apparire banalmente vero?
Beh, che i figli adolescenti non finiscono mai di stupirci per la loro capacità creativa di gestione della realtà. Non so se si tratti di un modo di punirci, più o meno inconscio, proprio attraverso i nostri suggerimenti, o soltanto una visione molto personale del continuo spazio-tempo; quello che so è che la loro capacità di innovazione è tale da aiutare i genitori a sviluppare, e a mantenere sempre desti, il senso della realtà e la capacità di avere una risposta pronta.
Sicuramente è un solare arricchimento l’influenza che le donne stanno portando al mondo: non solo lo colorano, rallegrando le sfumature di grigio che gli uomini ci hanno steso sopra, ma al tempo stesso lo rendono fragrante e lieve. Capita però che, per renderci la pariglia, il mondo oggi sia scivolato quasi tutto nel loro campo, piuttosto che trovare un equilibrio al centro delle due differenti
modalità di interpretazione. Così tutto viene giudicato da questa sovra-logicità che rende pazzi gli uomini. E noi, ormai il reale sesso debole della società, ne facciamo sempre più spesso le spese”.

“NON L’HO CAPITO”
“Scendiamo nel box per prendere l’auto. Mia moglie dice che ha dimenticato il cappello a casa. ‘Sali, ti aspetto in cortile’, dico. ‘No, aspettami qui’. ‘Ma facciamo prima’. ‘Aspettami qui e intanto metti questa cartelletta sul sedile del passeggero’. Sì, ma quale? Ci sono due macchine nel box, la sua e la mia. Dove devo mettere la cartelletta? Oso: la depongo nella sua vettura. Speriamo… Faccio manovra. Calo la saracinesca. Aspetto. Arriva. ‘Vedi che abbiamo fatto bene?’. ‘Indubbiamente. Ma… perché? Era più comodo il cortile’. ‘Sì, ma mi sarei bagnata. Qui no’. ‘Ah. Certo. Non avevo capito’. ‘Pensavo che ci arrivassi da solo’.
Chiariamo una volta per tutte: no, non ci arriviamo da soli. Specie quando la soluzione è paralogica. Mettetevelo bene in testa. Non ci arriviamo. E non è che siamo limitati. Ragioniamo in modo diverso. Quindi, finitela di umiliarci con queste argomentazioni intuitive. Forse che noi vi mettiamo di fronte a un calcolo logico, a un enigma e vi sbeffeggiamo se non capite? Lo so che qualche volta ci chiedete di spiegarvi il film o il telefilm giallo non perché non l’abbiate capito ma perché siete molto attente alla nostra autostima e ci volete dare una carezza, ma può capitare che ci arriviamo prima anche noi. Per altre strade. Perché voi siete occupate con altro, o perché questo non è per voi importante.
Ecco. Glielo dico e mi risponde: ‘Non avevo preso in considerazione questo punto di vista’. Appunto: 1-1. Oppure l’ha detto solo per farmi piacere: 0-2?”

“Shampoo. Non è un problema di forfora, ma di pace coniugale”
di Paolo Pugni
128 pagine
Berica Editrice – www.bericaeditrice.it
A cura di Giuseppe Signorin – mienmiuaif.wordpress.com
Collana: Uomovivo
Formato cartaceo: 14€
http://bericaeditrice.it/prodotto/shampoo/
https://www.amazon.it
Formato epub: 7€
http://bericaeditrice.it/prodotto/shampoo-epub/

printfriendly-pdf-email-button-md Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio

Leggi anche ...

8cab945d9047c88c71d548c38aa2c456?s=100&r=g Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio

Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

http://www.communitylacroce.it/wp-content/uploads/2017/09/immagine-copertina-fb_shampoo-e1507914812915.jpghttp://www.communitylacroce.it/wp-content/uploads/2017/09/immagine-copertina-fb_shampoo-150x150.jpgDavide VairaniLIBRI#DavideVairani,#Libri,#Matrimonio,#PaoloPugniQuelle sante lavate di capo nel #matrimonio #LaCroce del 23 Settembre 2017 di #DavideVairani La collana “UomoVivo”, dell’editore Berica, si arricchisce di un nuovo volume, a firma di Paolo Pugni. A metà tra piglio autocanzonatorio e testimonianza per le giovani coppie – poiché l’autore e la moglie sono giovani da diversi...COMMUNITY2 Quelle sante lavate di capo nel #matrimonio

Comments

comments