Vincent #Lambert: per lui nessuna maglietta rossa
di Davide Vairani

Una settimana al mare senza cellulare, tv e giornali. Questo era il mio proposito. In realtà, qualche sbirciata l'ho data (non ho resistito al digiuno completo, lo confesso).

Non amo la vita frenetica da spiaggia e nemmeno passare ore sdraiato su un lettino a cuocere sotto il sole battente per sfoggiare l'abbronzatura. Un piccolo pit stop con famiglia all'insegna dello slow. Tutto qui. Anche perchè mi ero ripromesso prima di partire per il mare di restare connesso nell'attesa di aggiornamenti.

Sono monotematico ultimamente, me ne rendo conto, e metto le mani avanti. Sarà che nessun indignados ha indossato per lui una maglietta rossa in segno di protesta, sarà che ai media di lui importa nulla, sarà che lui non è un piccolo cucciolo e la sua storia è complessa e "non buca", sì, lo avete capito: attendevo aggiornamenti circa l'evoluzione dell'affaire Vincent Lambert.

Per fermare l’emorragia di umanità. Nel mio piccolo. Perchè - comunque andrà a finire e comunque la si pensi - la storia di Vincent non vada persa nei trafiletti dell'informazione globalizzata prima che possa almeno farci riflettere due minuti (una vita vale almeno due minuti?) sul senso del rispetto e della cura per la vita e per la morte.

Più va avanti il tempo e più mi rendo conto che scrivere di Vincent è scrivere di migliaia e migliaia di persone che come lui si trovano tra la vita e la morte senza alcun potere di parola, fragili, soli, indifesi, vulnerabili e dunque dipendenti totalmente da decisioni altrui. Persone senza volto, delle quali nessuno si ricorderà il nome se non forse a stento i loro stretti famigliari; famigliari spesso spaccati in due da anni di accudimento solitario e non riconosciuto e che in fondo al loro cuore ogni giorno che passa si augurano che tutto finisca il più presto possibile perchè non ce la fanno più; famigliari che se ne fregano e subappaltano a cliniche specializzate il fardello di mantenere in vita il proprio figlio, il proprio padre o un fratello con i quali non vogliono più avere a che fare; pazienti che non hanno più ne pazienza ne speranza; operatori, medici, infermieri e volontari che ogni minuto del proprio mestiere, in ogni decisione del proprio mestiere, in ogni gesto del proprio mestiere hanno il potere di allungare o di accorciare la vita di una persona; giudici, tribunali, corsi e ricorsi, sentenze, avvocati per i quali passa tra le mani il destino di una persona perchè nessuno decide...

03 luglio 2018: tre nuovi esperti sono stati nominati dal Tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne per valutare l'evoluzione dello stato di salute di Vincent Lambert. Un fatto non scontato, dopo che i tre medici nominati in precedenza avevano dato forfait, chiedendo con una lunga lettera del 10 giugno scorso di essere dispensati a causa delle enormi pressioni subite.

La corte ha dunque confermato la linea assunta nell'ordinanza del 20 aprile, quando aveva deliberato la necessità che fosse avviata una valutazione medica per definire il “quadro clinico” del paziente, prima di decidere sulla legittimità della cessazione dei trattamenti decisa dal collegio dei medici dell’ospedale di Reims, e per questo aveva nominato un collegio di tre medici esperti.

I nuovi esperti sono: Philippe Coubes, neurochirurgo presso l'Ospedale Universitario di Montpellier, Fabrice Parker, neurochirurgo presso l'Ospedale Universitario di Kremlin Bicetre di Parigi e Virginia Woisard-Bassols, specialista in otorinolaringoiatria presso l'Ospedale Universitario di Tolosa (fonte: "Vincent Lambert: les nouveaux experts ont jusqu’au 31 octobre pour rendre leur rapport", "L'Union", 04 luglio 2018).

Secondo l'ordinanza del tribunale amministrativo, gli esperti dovranno presentare la loro relazione entro il 31 ottobre 2018.

In un primo ordine datato 2 luglio, la corte ha specificato che la valutazione medica del paziente dovrà avvenire "fuori dalla presenza delle parti". "Questi possono essere rappresentati da un medico che, dato il numero di parti nella procedura e una volta che la presenza di un gran numero di persone in tutto il paziente rischia di disturbare la valutazione della sua condizione la salute, sarà limitato a un professionista per tutti i richiedenti e un professionista per ogni imputato, per un totale massimo di quattro medici".

La corte ha anche affermato che "gli esperti decideranno in particolare sulla capacità di deglutire di Vincent Lambert, indicando se è ipotizzabile che, alla fine ed, eventualmente, dopo una riabilitazione adeguata, il paziente possa ricevere una alimentazione ed una idratazione funzionale".

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La Steadfast Onlus, fondata nel 2014 dal suo Presidente Emmanuele Di Leo, ha provato a riassumere le tappe infinite della vicenda giudiziaria di Vincent Lambert.

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Chi sono Davide Vairani

Sono nato il 16 magg­io del 1971 a Soresi­na, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Graz­ia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con d­on Luigi Giussani che mi ha educato a vi­vere.

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