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Vincent Lambert, prospettive e rischi

Vincent Lambert, prospettive e rischi

In Francia il caso del 42enne tetraplegico fa esplodere con virulenza le tensioni accumulate fra quanti intendevano strumentalizzarne l’epilogo per legiferare in materia di eutanasia e quanti difendono l’integrità della vita.

I video diffusi dalla madre sono stati attaccati, screditati, diffamati.

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Vincent Lambert, prospettive e rischi

Vincent Lambert, prospettive e rischi

In Francia il caso del 42enne tetraplegico fa esplodere con virulenza le tensioni accumulate fra quanti intendevano strumentalizzarne l’epilogo per legiferare in materia di eutanasia e quanti difendono l’integrità della vita.

I video diffusi dalla madre sono stati attaccati, screditati, diffamati.

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“On a gagnè: #Vincent va vivre

“On a gagnè: #Vincent va vivre

La Corte d'appello di Parigi "ordina allo Stato francese (...) di adottare tutte le misure per applicare le misure provvisorie richieste dal Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità il 3 maggio 2019 al fine di mantenere nutrizione ed idratazione" per Vincent Lambert.

Nella manifestazione di Parigi che ha raccolto lunedì diverse centinaia di persone che rivendicavano "la vita per Vincent", un clamore enorme è emerso quando uno degli avvocati dei suoi genitori, Jérôme Triomphe, ha annunciato la vittoria alla folla: "Abbiamo vinto, Vincent deve vivere, Vincent vivrà!".

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“Ne pleure pas, #Vincent”

“Ne pleure pas, #Vincent”

La settima sentenza di morte per Vincent Lambert riguarda ciascuno di noi. Hanno parlato, hanno parlato tutti. Medici, giudici, legislatori, ministri, media.

Parlavano tutti, anche quando non sapevano cosa stavano dicendo, anche quando disinformavano, anche quando non erano a proprio agio con la verità.

Vincent non è un mostro, Vincent non è un vegetale, Vincent non è alla "fine della vita".

Vincent è vivo. Vincent, handicappato, rimane comunque, e forse ancor più a causa della sua debolezza e della sua miseria, uno di noi.

Spetta a noi, in ultima analisi, dire se accettiamo o meno l'inenarrabile tradimento di tutti i nostri valori e della nostra intera civiltà.

Domani sarà troppo tardi. Non solo per Vincent, ma per ciascuno di noi, perché questa scelta fatale è una di quelle dalle quali indietro non si torna.

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Inizia una durissima settimana per #Vincent

Inizia una durissima settimana per #Vincent

Inizia una durissima settimana questo lunedì. "Nous allons a battre", continuiamo a combattere, dichiarano i genitori di Vincent durante la manifestazione di domenica davanti all'ospedale di Reims.

"Tre nuovi ricorsi" contro l'interruzione prevista delle cure, senza specificare in quale giurisdizione, annunciano gli avvocati di Pierre e Viviane.

"I genitori di Vincent Lambert vogliono denunciare le autorità competenti e le corti interessate con un reclamo disciplinare allo scopo di colpire il dott. Sanchez e di avviare un procedimento penale contro di lui", hanno aggiunto gli avvocati Jean Paillot e Jérôme Triomphe in una dichiarazione, in merito al medico che dirige il dipartimento di cure palliative e l'unità per cerebrolesi dell'ospedale Sevastopol di Reims dove Vincent Lambert è ricoverato.

Inizia una durissima settimana questo lunedì.

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Chiesa di Francia a testuggine: salvare #Vincent

Chiesa di Francia a testuggine: salvare #Vincent

La Chiesa di Francia non si tira indietro e scende in campo apertamente a difesa delle persone più fragili e vulnerabili della società: schierata come a testuggine per salvare la vita di Vincent Lambert.

Oltre al Presidente della Conferenza Episcopale francese, numerosi Vescovi non hanno esitato ad esporre pubblicamente le proprie valutazioni.

Scende in campo anche il Gruppo di bioetica della Conferenza Episcopale francese con un documento intitolato "Une ambition: la protection des plus fragiles", pubblicato il 18 maggio sul sito web della CEF.

"Perché questa fretta di portarlo a morire?", scrive Mons. Pierre d’Ornellas, Arcivescovo di Rennes e responsabile del Gruppo di Bioetica della CEF, deplorando il fatto che il governo voglia ignorare l'opinione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH) che raccomanda che la decisione di interrompere il trattamento venga temporaneamente sospesa.

Nel documento viene messa in discussione la base giuridica ed etica alla base di questa decisione.

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“Monsieur le Président de la République”: salvate #Lambert

“Monsieur le Président de la République”: salvate #Lambert

Viviane e Pierre scrivono per la terza volta al Presidente della Repubblica francese:

"Signor Presidente, Vincent Lambert morirà senza idratazione nella settimana del 20 maggio se lei non fa nulla e lei è l'unico e l'ultimo ad avere il potere di intervenire.

Nel tempo maledetto della pena di morte, era consuetudine che il Presidente della Repubblica ricevesse gli avvocati per consentire loro un ultimo appello. Non le chiediamo la grazia per un uomo condannato a morte.

Veniamo a chiederle di fare rispettare dal Ministero della Salute gli obblighi della Francia a favore di una persona disabile

Lei ha in mano oggi il diritto alla vita e alla morte su Vincent Lambert.

Che magnifico esempio dareste alla Francia, all'Europa e al mondo intero: quello di un Presidente arbitro, al di sopra della mischia, per prima cosa attento a proteggere nell'emergenza le persone più vulnerabili e garante della parola data dalla Francia sul piano internazionale".

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Ultimi giorni per salvare #Vincent prima che scorrano i titoli di coda

Ultimi giorni per salvare #Vincent prima che scorrano i titoli di coda

Se si scorrono i titoli dei media francesi con qualsiasi motore di ricerca troverete ai primi posti titoli come questi: "Vincent Lambert, symbole du débat sur la fin de vie"; Vincent si trova in "situation d’obstination déraisonnable"; "arrêt des traitements", sospensione dei trattamenti; "en état végétatif irréversible", in stato vegetativo irreversibile, e anche - parole testuali del Ministro della Solidarietà e della Sanità francese -: "Vincent Lambert n’est pas en situation de handicap", Vincent Lambert non è disabile.

E' la verità?

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Lambert: respinto ennesimo ricorso

Lambert: respinto ennesimo ricorso

La Francia sputa in faccia a Vincent Lambert fino alla fine: mercoledì 15 maggio il tribunale amministrativo di Parigi ha respinto per l’ennesima volta un ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati dei genitori di Vincent.

Dopo aver formalmente chiesto l’intervento del Difensore dei diritti francese, hanno di nuovo tentato la via giuridica del ricorso d’urgenza, in attesa che la Francia risponda alla richiesta presentata dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH).

Hanno invocato nelle motivazioni "l'ingerenza grave e manifestamente illegittima del diritto del rispetto della vita e del diritto ad ottenere un ricorso effettivo, diritti che costituiscono libertà fondamentali". Il giudice delle misure provvisorie ha rigettato la loro richiesta: "la corte ha valutato di ritenere il diritto a un rimedio effettivo fuori luogo, dal momento che il Comitato dei diritti degli handicappati, che non è un'autorità nazionale, non costituisce una giurisdizione", secondo una dichiarazione della corte virgolettata riportata dal quotidiano online “Sud Ouest”.

"Dobbiamo mantenere la speranza fino alla fine e spiegare a tutti che Vincent non è alla fine della sua vita, è disabile!", non smette di denunciare Viviane Lambert.

E chiama a raccolta i francesi domenica 19 maggio per un presidio davanti all’ingresso dell’Ospedale di Rèims: “Nulla è perso, il Comitato delle Nazioni Unite dei disabili ha chiesto alla Francia per continuare ad idratare e nutrire Vincent, la Francia deve rispettare la convenzione che ha firmato, deve farlo per Vincent, ma anche per tutte le altre persone disabili come Vincent".

Scenderanno in campo i francesi a difesa della vita?

In queste ultime settimane nelle quali l’affaire Lambert ha subito una durissima accelerazione verso l’impietosa fine della sua vita si ha come una sensazione di resa.

Sia sui social che nel dibattito mediatico francese si contano su di una mano le pubbliche prese di posizioni a difesa di Lambert.

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Siamo pronti a batterci

Siamo pronti a batterci

“Nous allons nous battre”, siamo pronti a batterci. Una lettera, con una data e un indirizzo: domenica 19 maggio, Rue de Sébastopol 48, Rèims.

“Questa domenica sarò alle 15.00 davanti all’ingresso dell’ Hôpital Sébastopol di Rèims”.

Viviane Lambert non smette di combattere per suo figlio Vincent: “In Francia, nel 2019, nessuno dovrebbe morire di fame e sete”, scrive sul sito del Comitato “Je soutien Vincent”, disposta ad “implorarli di continuare a idratare e nutrire Vincent”.

Cinque giorni. Restano 120 ore di vita per Vincent: il Centre Hospitalier Universitaire di Reims ha deciso di rendere esecutivo il protocollo di sospensione dei trattamenti “a decorrere nella settimana del 20 maggio 2019”, il giorno e l’orario preciso non vengono diffusi per ragioni di ordine pubblico.

Se la decisione venisse davvero eseguita, Vincent morirebbe in pochi giorni, circondato probabilmente da un gran numero di forze dell'ordine e “in spregio alle misure cautelari ordinate dall'Onu il 3 maggio scorso a favore di una persona disabile, vulnerabile e indifesa, da anni rinchiusa a chiave in un braccio della morte”, sottolineano gli avvocati dei genitori di Vincent.

“Dobbiamo mantenere la speranza fino alla fine e spiegare a tutti che Vincent non è in condizioni di fine vita, è disabile!”, continua la madre di Lambert.

Viviane e Pierre Lambert, i genitori di Vincent, insieme ai loro avvocati, Jean Paillot e Jérôme Triomphe, si aggrappano al Comitato per i diritti delle persone con disabilità (CRPD) dell’Onu che ha invitato la Francia a sospendere ogni decisione di interrompere i trattamenti, al fine di esaminare l’appelle presentato.

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Appello al Papa per #Vincent

Appello al Papa per #Vincent

Tutto è ormai deciso: è giunta l'ora di morire per Vincent Lambert.

Unica voce in direzione ostinata e contraria è quella della Chiesa di Francia. Eric de Moulins-Beaufort, Arcivescovo di Reims e prossimo Presidente della Conferenza Episcopale francese, esce con un comunicato, insieme a Bruno Feillet, vescovo ausiliare di Reims.

"La morte di Lambert è stata dunque definitivamente ed ultimativamente avviata, indipendente dai ricorsi intentati dai suoi genitori" - si legge sul sito della Diocesi di Rèims -. Molti sono preoccupati per la conclusione che così viene data a quello che è stato 'l’affaire Lambert'.

"Una società deve saper confidare nella professione medica e rispettare una decisione collegiale di medici che mettono in gioco la propria responsabilità professionale ed umana; i medici, da parte loro, devono accettare di prendere in considerazione le opinioni dei parenti e alimentare le loro decisioni con una riflessione etica sulla responsabilità degli esseri umani l'uno verso l'altro.

Gli specialisti sembrano essere d'accordo, tuttavia, che Vincent Lambert, pur nella sua condizione di totale dipendenza a seguito del suo incidente, non sia alla fine della vita. Pur rispettando profondamente l'impegno dell'équipe dell'ospedale universitario di Reims, lascia sorpresi che il signor Lambert non sia stato trasferito in un'unità specializzata nel supporto di pazienti in stato vegetativo o pauci-relazionale".

"Appartiene alla condizione dell'uomo e alla sua grandezza il dover morire un giorno. È bene ricordarlo in un momento in cui alcune persone rivendicano il diritto di morire quando e come vogliono, mentre i profeti del transumanesimo annunciano la fine della morte.

Ma fa parte dell'onore di una società umana non lasciare che uno dei suoi membri muoia di fame o di sete e fare tutto il possibile per assicurargli le cure appropriate.

Permettersi di rinunciare perché una tale presa in carico ha un costo e perché sarebbe inutile lasciar vivere la persona umana interessata rovinerebbe lo sforzo della nostra civiltà. La grandezza dell'umanità consiste nel considerare come inalienabile e inviolabile la dignità dei suoi membri, specialmente i più fragili.

Preghiamo ancora e invitiamo a pregare affinché la nostra società francese non si incammini sulla via dell'eutanasia.

Rendiamo grazie a Dio per coloro che sono testimoni quotidiani della grandezza di ogni essere umano che conduce alla fine della sua vita".

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Per #Lambert è braccio di ferro

Per #Lambert è braccio di ferro

"È questo concetto di dignità universale ed egualitario che ha fondato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948 e i testi successivi, quando dichiarano la dignità 'intrinseca' per ogni essere umano e proibiscono la discriminazione sulla base di disabilità o stato di salute. Qualificare la dignità intrinseca significa che è posseduta dall'uomo perché è umano e non dalla decisione di un giudice. Ciò vale anche per il 'diritto alla vita', che è l'unico diritto descritto come 'inerente alla persona umana'  dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (articolo 6)".

"Nel 1949, Rene Cassin, padre della Dichiarazione Universale, aveva firmato una dichiarazione dell'Accademia delle scienze morali e politiche che rigettava 'formalmente tutti i metodi che avevano lo scopo di causare la morte di soggetti considerati mostruosi, deformi, deficienti o incurabili', mentre 'l'eutanasia e, in generale, tutti i metodi che hanno l'effetto di provocare una morte' morbida e silenziosa 'per compassione nel moribondo, devono essere respinti', altrimenti al medico e alla medicina si 'concede una sorta di sovranità sulla vita e sulla morte' (14 novembre 1949)".

Possiamo sperare che la Francia e l'Europa possano davvero  vedere Vincent Lambert come una persona disabile, con i suoi diritti e bisogni particolari, e non più come un peso morto?

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Per #Vincent un sussulto europeo

Per #Vincent un sussulto europeo

Parigi. La città che sull’altare di Liberté, Égalité e Fraternité non ha esitato a sacrificare ogni disobbedienza con il terrore e la ghigliottina e a compiere con la Rivoluzione francese uno dei genocidi più taciuti della Storia, il genocidio dei vandeani.

Parigi. La città che - oggi - si vergogna delle sue radici cristiane, ma che piange di fronte alla sua Cattedrale in fiamme.

Parigi che non si indigna di fronte ad un suo cittadino - gravemente disabile - condannato a morte per fame e sete, perché giudicato dalla scienza e dalla legge non più degno di vivere.

Parigi che non sa più riconoscere l’evidenza di ciò che ha davanti agli occhi e che – al contrario – mostra i muscoli della sua grandèur di fronte ad un sussulto di vita da parte dell’Europa.

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#Lambert ci riguarda tutti

#Lambert ci riguarda tutti

La vicenda di Vincent Lambert non è un caso isolato, non è una situazione particolare.

La vicenda di Vincent Lambert ci riguarda da vicino.

La vicenda di Vincent Lambert ci mostra nella sua cruda realtà quali siano gli scenari medico-giuridici nel momento stesso nel quale - in Francia così come in Italia - si sacrifica una persona gravemente disabile (e non alla fine della sua vita) sull'altare di un vuoto diritto di auto-affermazione individuale.

"Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge.
Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena".
Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, art. 2, comma 1

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CEDU: nessuna pietà per #Vincent

CEDU: nessuna pietà per #Vincent

Il 30 aprile 2019 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) respinge la richiesta dei genitori di Vincent #Lambert.

"La Corte europea dei diritti dell'uomo ha appena rigettato la richiesta di provvedimenti provvisori presentata dai genitori di Vincent Lambert - si legge sul sito del Comitato "Je soutien Vincent" -, sulla base del fatto che una decisione in merito è già stata emessa dalla medesima Corte in data 5 giugno 2015, nonostante la natura delle rimostranze oggi siano radicalmente differenti".

La questione è politica e l'unica speranza per Vincent si gioca sullo scacchiere internazionale.

Ci sarà qualche stato che avrà il coraggio di battere i pugni sui tavoli della politica europea, prima che l'eutanasia di persone disabili diventi di fatto legalizzata in Francia?

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Il destino interrotto di Vincent

Il destino interrotto di Vincent

"Questa decisione del Consiglio di Stato riguardo al destino di Vincent Lambert è un atto che comporta gravi conseguenze. Segnala l'inizio dell'eliminazione dei più deboli, dei più fragili, degli stessi che non sono in grado di esprimersi, di esprimere la propria volontà. Le considerazioni finanziarie degli ospedali moltiplicheranno necessariamente questo tipo di procedura".

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Il Consiglio di Stato ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert

Il Consiglio di Stato ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert

Il Consiglio di Stato francese ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert. Inutili i giri di parole: "questo è il peggior risultato possibile per Vincent, per i suoi genitori, i fratelli e le sorelle che lo sostengono, per i suoi amici e per i 110.000 sostenitori del Comitato, ma anche per le migliaia di pazienti che vivono in Francia nelle stesse condizioni di minima coscienza relazionale di Vincent", si legge nel comunicato del Comitato "Je soutien Vincent".

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#Vincent: tra vita e morte

#Vincent: tra vita e morte

Tra pochi giorni, il Consiglio di Stato francese dovrà esprimere il proprio parere, o meglio, la sua decisione circa la procedura di arresto dei trattamenti vitali di Vincent Lambert decisa dall'Ospedale di Châlons-en-Champagne e confermata dal tribunale amministrativo della stessa città.

L'udienza (la prima) si è svolta venerdì 29 marzo 2019 e i giudici amministrativi supremi si sono concessi tre settimane per esprimere il loro giudizio.

Giudizio che può spaziare dall'accettazione della cessazione delle cure (e quindi condannare a morte di Vincent Lambert) alla raccomandazione di trasferire Vincent Lambert in un istituto specializzato che abbia l'esperienza e la competenza per prendersi cura del suo stato semi-relazionale (coscienza minima), stato nel quale vivono circa 1.700 persone in Francia.

Aspettando la morte.

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Alla Via Crucis: vegliare per Vincent #Lambert

Alla Via Crucis: vegliare per Vincent #Lambert

“Attiro l’attenzione di nuovo su Vincent Lambert e sul piccolo Alfie Evans, e vorrei ribadire e fortemente confermare che l’unico padrone della vita, dall’inizio alla fine naturale, è Dio! E il nostro dovere, il nostro dovere è fare di tutto per custodire la vita.  Pensiamo in silenzio e preghiamo perché sia rispettata la vita di tutte le persone e specialmente di questi due fratelli nostri.  Preghiamo in silenzio”.

Papa Francesco, al termine dell'udienza generale, prima di incontrare il papà di Alfie Evans, 18 aprile 2018

Un'Ora di Guardia: semplicemente salvate #Vincent. Aderisci anche tu a questa iniziativa: vegliamo e preghiamo insieme.

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Vegliare e pregare uniti: salvate Vincent #Lambert

Vegliare e pregare uniti: salvate Vincent #Lambert

Domani - venerdì 29 marzo 2019 - il Consiglio di Stato francese inizia la prima udienza in merito al ricorso contro la decisione di lasciare morire di sete e di fame Vincent #Lambert

Come sapete, i genitori di Vincent hanno presentato una richiesta urgente davanti al giudice del Consiglio di Stato per cercare di sospendere la decisione collegiale del CHU di Reims, adottata il 9 aprile 2018 e convalidata alla fine di gennaio dal Tribunale amministrativo (TA) a Châlons-en-Champagne (Marna).

Vegliamo e preghiamo: UN'ORA DI GUARDIA: SALVATE #VINCENT

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“Dove un uomo soffre ci vorrebbe un uomo” che ama

“Dove un uomo soffre ci vorrebbe un uomo” che ama

“Caro Vincent,

permettimi di chiamarti con il tuo nome.

Ho sentito tanto parlare di te in questi ultimi cinque anni solamente con la locuzione: "l'affare di Vincent Lambert".

Una dozzina di procedimenti giudiziari, dal Tribunale amministrativo al Consiglio di Stato, attraverso la Corte europea dei diritti dell'uomo ... e non è finita.

Innumerevoli decisioni mediche, procedure collegiali, opinioni di esperti. Consigli di famiglia, tentativi di conciliazione ... Migliaia di articoli di stampa, interviste, posizioni pubbliche, dai più noti ai più anonimi ... Petizioni, lettere pubbliche, appelli al Presidente della Repubblica, libri ...

Il 31 gennaio il Tribunale di Chalon ha nuovamente confermato l’arrêt des soins, la cessazione delle “cure”.

Ed ecco tutti prendere la penna o il microfono per esprimere la propria opinione, troppo spesso piena di passione o rabbia.

Un frastuono, che ti fa venir voglia di tacere quando conosci bene tutto il dolore che questo parlare genera all’interno della tua famiglia.

C’è uno che tace e - per una evidente ragione - sei tu, caro Vincent, che continui sorprendentemente la tua strada.

Più di dieci anni fa, un incidente ti ha immerso in questo stato di estrema dipendenza, senza alcun altro trattamento o supporto meccanico che una piccola sonda che ti idrata e ti nutre.

Queste “cure” (idratazione ed alimentazione) sono state interrotte per diciassette giorni nell’intervallo temporale tra due decisioni medico-giuridiche tra loro contrarie ...

Diciassette giorni senza bere e mangiare, e tu sei ancora lì, giorno dopo giorno, ora dopo ora, silenzioso, ma lì, lontano da questo borbottio che sembra come attraversarti da una parte all’altra.

Questa perseveranza del tuo corpo parla!

‘Il linguaggio del corpo’, il tuo grande corpo malato urla e ci dice: ‘Si può sussurrare o si può parlare ad alta voce, in ogni caso, ciò che decide questo è il linguaggio del corpo’.

Ed è vero.

Il tuo corpo, Vincent, decide e parla.

Parla ad alta voce!

Tanto che ci interroga: cos'è l'uomo, la sua dignità?

Cosa significa ‘esserci’, che cosa vuol dire che che siamo esseri in relazione con? Qual è il significato della dipendenza?

E tante altre domande, che toccano il mistero insondabile della persona.

Grazie, Vincent, per averci portato su questi terreni, che toccano ciascuno di noi nel modo più intimo ..."

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#Alimentare Vincent Lambert è “irragionevole”

#Alimentare Vincent Lambert è “irragionevole”

Il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne (Marne) ha infine dato ragione all’ospedale: l’alimentare e idratare un disabile viene assimilato
a una terapia, e per questo la goccia d’acqua che non si nega a una pianta viene detta “sproporzionata” per un uomo. Incertezza sugli esiti immediati.

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#Lambert: la decisione che non prenderanno mai

#Lambert: la decisione che non prenderanno mai

Si è aperta alle 14.30 l'ennesima udienza sul "caso" Vincent #Lambert.

La Corte del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne - convocata in seduta d'urgenza - è chiamata a pronunciarsi sulla legimittimità della quarta procedura di arresto dell'idratazione e dall'alimentazione deliberata dal collegio dei medici dell'Ospedale di Reims.

In aula sono schierati davanti alla Corte tutti gli avvocati delle parti avverse: i genitori di Vincent, che si battono affinchè venga riconosciuto il fatto che Vincent vive, nonostante si trovi in una condizione di "semi-coscienza"; la moglie (nonchè tutore legale) di Vincent, che chiede da anni di lasciare andare un corpo senza più alcuna vita degna di essere vissuta.

G. Amir-Tahmasseb - corrispondente del quotiano locale "L'Union" - è l'unico giornalista a raccontare in diretta ciò che sta accadendo.

Dal suo profilo twitter è possibile seguirne gli sviluppi.

Se la procedura di arresto sarà accolta dalla Corte, cosa succederà?

Anche con l'eventuale approvazione del tribunale amministrativo, è più che probabile che gli avvocati dei genitori di Lambert facciano ricorso al Consiglio di Stato.

"L'udienza di lunedì è un passo essenziale nella vicenda di Vincent, ma non definitivo", ha dichiarato alla stampa francesce negli scorsi giorni Jean Paillot, uno degli avvocati di Pierre e Viviane Lambert, i genitori del paziente tetraplegico.

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Vincent #Lambert deve morire

Vincent #Lambert deve morire

"Au mépris du recours annoncé devant le Conseil d’Etat et au mépris du droit au recours effectif, le Tribunal Administratif a fixé en urgence une audience lundi 21 janvier à 14h30 et alors que c’est sa partialité qui est mise en cause!"

Lo annunciano gli amici di Vincent #Lambert via web e social dalle pagine del comitato "Je soutien Vincent" e la notizia viene subito rilanciata dai quotidiani francesi

E adesso?

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Vite come sospese

Vite come sospese

Ancora una volta. Ancora un'altra data. Ancora un'altra udienza in tribunale.

L'ultima? A quando?

La storia di Vincent #Lambert non è più una storia da tempo. Da dieci anni.

Intrappolato: 42 anni, ex infermiere,  tetraplegico, ricoverato all'Ospedale universitario di Reims dal 2008. Non parla e non si muove.

Intrappolato dentro una gabbia giudiziaria di corsi e ricorsi, udienze, avvocati, decisioni prese e poi rimandate, fermate, sospese.

Ecco il termine corretto: una storia sospesa.

L'udienza che avrebbe dovuto decidere delle sorti di #Lambert era stata calendarizzata per il giorno 19 dicembre 2018: la Corte del Tribunale amministrativo di  Chalons-en-Champagne (Marne) avrebbe dovuto decidere se convalidare o meno la procedura di sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione attraverso una sonda.

Decidere vita o morte.

E invece no: rinvio a data da destinarsi.

Motivo?

Gli avvocati dei genitori, Paillot e Triomphe, il 06 dicembre hanno presentato istanza di ricusazione presso la Corte amministrativa di appello di Nancy. Chiedono di trasferire la trattazione dell''affaire Lambert' in un altro tribunale per "causa di legittimo sospetto". Mettono in discussione la validità del Tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne nel decidere imparzialmente: denunciano - in particolare - "vizi procedurali gravi da parte del Presidente del tribunale amministrativo, Jean-Paul Wyss, il quale ha mostrato più volte di non essere imparziale e di avere una idea pregiudiziale in merito".

Decisione presa dopo la presentazione di una relazione clinica - datata 18 novembre 2018 -, fatta da tre esperti incaricati dal tribunale, che ha concluso con uno "stato vegetativo irreversibile cronico" di questo padre di famiglia vittima di un incidente stradale. La sua salute si riflette nella "estrema o totale limitando il suo accesso al sensibilizzazione, comunicazione, capacità motorie, l'espressione della sua personalità, il deterioramento irreversibile della sua immagine".

E pur tuttavia, hanno concluso che "non si può ravvisare una situazione di ostinazione irragionevole" (accanimento terapeutico).

E adesso che succederà? Secondo il quotidiano locale "L'Union", la richiesta dei genitori di Vincent "sarà esaminata martedì 15 gennaio prossimo dal Tribunale amministrativo di Nancy".

E poi?

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di Marie Christine, #LaCroce quotidiano, 22 novembre 2018

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CONTRO I FALSI MITI DI #PROGRESSO

Il grande inganno

Il grande inganno

Ha urgenza di parlare James Clifford Shupe.

Ha urgenza di esporsi pubblicamente, perchè chi abbia voglia di ascoltarlo comprenda come agisce il "grande inganno".

Il grande inganno del suo viaggio nel transgenderismo verso il non-binario e, infine, il ritorno al maschile. Con i pesanti strascichi che questo dannato viaggio gli ha appiccicato addosso.

Troverete in queste righe parole piene di dolore, ma sono le parole che James ha voluto consegnare in due articoli al “Daily Signal” dell'Heritage Foundation.

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MESSAGE IN A #BOTTLE

  • 27 marzo 1993

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    Ventisei anni fa' un pugno di italiani espugnò il mitico Wembley. Era il 27 marzo 1993. Quel giorno scoprii che fuori c'era il mondo reale, …»
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"La radice della questione
è il fattore costitutivo di ciò che c’è,
e la parola più importante per indicare il fattore più importante di quel che c’è
è la parola presenza.

Ma noi non siamo abituati a guardare come presenza
una foglia presente, un fiore presente, una persona presente,
non siamo abituati a fissare come presenza le cose presenti"

Luigi Giussani, 1 febbraio 1995

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