#CHRISTIANITY EVERYDAY

PER L’UNITÀ NELLA CHIESA DI CRISTO,

UNA, SANTA, CATTOLICA ED APOSTOLICA

Uniti al Vicario di Cristo, il nostro amato Papa Francesco, e insieme ai volti dei tanti che provano dolore per i continui e ripetuti attacchi al Corpo di Cristo, la Sua Chiesa.

Non prevalgano – anzitutto – le divisioni sempre più profonde nella Chiesa cattolica, apostolica e romana.

Lo Spirito Santo illumini le coscienze di ciascuno di noi, affinchè prevalga sempre il tanto che ci unisce, cioè Cristo, morto in croce per noi, dopo tre giorni Risorto e Presenza qui, ora, adesso!

Uniti ai tanti (troppi) martiri per la fedeltà a Cristo e alla Sua Chiesa, in ogni angolo del mondo.

Scegliendo la nostra Ora di Guardia e impegnandoci a pregare per 60 minuti, da soli o in compagnia, in Chiesa o in qualsiasi altro luogo, iniziando con l’invocazione a Maria, Madre di Cristo e della Chiesa.

Scegliamo la nostra Ora dunque, e invitiamo a pregare anche i nostri amici e conoscenti, per l’unità nella Chiesa di Cristo.

L’Ora di Guardia è il pezzettino della battaglia che noi ci prendiamo carico di condurre in prima persona, con tutti i nostri limiti e le nostre piccolezze: ci mettiamo in ginocchio nella preghiera silenziosa, perchè non prevalgano le divisioni e le fratture insanabili alle assistiamo ogni giorno sgomenti e turbati.

SCEGLI LA TUA ORA DI GUARDIA

uniti in una preghiera comunitaria

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#Gender

Sinistra iberica ambigua sull’utero in affitto

La sinistra-sinistra spagnola contro l’utero in affitto? “Decimos NO a los vientres de alquiler”, si legge nell’ambizioso programma del nuovo governo Sanchez.

Alleluja!, verrebbe da dire: finalmente un sussulto di ragione nel campo della sinistra!

E pur tuttavia – con buona pace delle femministe illuminate contro l’utero in affitto – è pensabile una sinistra farsi alfiere di una moratoria perpetua della gestazione per altri, senza se e senza ma?

E’ pensabile una sinistra mobilitata sulla scia di una Sylviane Agacinski e dei movimenti che hanno portato alla sottoscrizione della Carta di Parigi nel 2016, pietra miliare in Europa nella battaglia (non solo femminista né solo femminile) contro l’utero in affitto?

Utero in #affitto

Quel pasticciaccio brutto

Nel guazzabuglio del Senato francese – che sta procedendo nell’approvazione della legge sulla bioetica -, i parlamentari hanno approvato giovedì 23 gennaio 2020 nuove regole per stabilire la filiation per i bambini nati all’estero attraverso la GPA, l’utero in affitto.

Se il genitore biologico può essere riconosciuto, vogliono che il cosiddetto parent d’intention passi attraverso lo strumento giuridico dell’affido, contrariamente alle ultime decisioni della Corte di Cassazione francese.

Loup Besmond de Senneville, firma del quotidiano francese La Croix, pubblica un articolo che – a mio parere – mostra con evidenza il pasticciaccio brutto che sta uscendo dal parlamento francese:

«GPA à l’étranger, le Sénat veut que le ‘ parent d’intention ’ passe par l’adoption».

Leggete con i vostri occhi la traduzione in italiano e ditemi se tutto questo vi sembra umano.

Fine #vita

Dove il suicidio assistito frutta #organi “donati”

Ci hanno detto che la morte compessionevole era il modo più dignitoso di morire, per una persona in fine vita.

Sorrisero e ci mentirono. Non sapevamo quanto sarebbe stata veloce la disumanità. Eccoci qui. La pressione pubblica sarà esercitata sulle persone che potrebbero essere terminali – ma che vogliono egoisticamente vivere più a lungo – per affrettarsi nel farsi uccidersi, per fornire pezzi di ricambio a qualcuno che ha più valore per la società.

Come afferma il portavoce canadese di Trillium: “Non solo stanno morendo con dignità e in un momento a loro scelta, ma stanno lasciando un’eredità”.

Il Papa e la difesa della Vita

Dagli inizi di settembre ai primi di gennaio: in questo breve lasso di tempo Francesco si è pronunciato per ben quattro volte sui temi del fine vita.

E sempre con grande chiarezza.

“Eutanasia, suicidio assistito, cure palliative: 4 interventi del Papa in 4 mesi”, di Francesco Ognibene, “Avvenire”, 4 gennaio 2020

Fuori dal #coro

#Cathòlicon

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