Taca Banda

#Storie

  • #Lambert: cronaca di una uccisione annunciata

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    Ci sono vite che per misteriose ragioni lasciano un solco ben piantato nell'ethos di una società. A Vincent Lambert è toccato di diventare - suo malgrado - uno spartiacque nei sistemi legislativi e giuridici europei per quanto riguarda il tema del "fine vita". La sua vita terrena è stata soppressa il giorno 11 luglio 2019, quale esito finale di un lunga battaglia giudiziaria, che ha visto scendere in campo non solo i tribunali di ogni ordine e grado di Francia, ma anche la Commissione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e il Comitato per i diritti delle persone disabili (CRPD) dell'Onu. Indipendentemente dalle vicende familiari che hanno innescato questo percorso, è importante non dimenticare e - al contrario - tornare a riflettere su quanto è accaduto negli ultimi sei anni, per comprenderne i possibili sviluppi e le minacce che si addensano come nubi gravide di pioggia per il destino terreno delle tante persone gravemente disabili e più in generale fortemente vulnerabili. La cronografia puntigliosa che intendiamo offrire può essere un utile strumento iniziale per ripercorrere tappa dopo tappa quanto è accaduto da quel 2008, da quando il giovane infermiere psichiatrico francese si è trovato ad essere gravemente disabile a seguito di un incidente stradale.Continua »
  • “Questa volta è davvero finita”

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    "Cari amici, volevamo ringraziarvi tutti per la vostra amicizia, per il vostro amore, per il vostro sostegno, per le vostre preghiere in tutti questi anni. Non c'è più niente da fare se non pregare e accompagnare il nostro caro Vincent, nella dignità e nel raccoglimento. Siete con noi tutti con il pensiero e la preghiera presso Vincent. Chiediamo ai giornalisti presenti davanti all'ospedale di avere la decenza di rispettare la nostra privacy di famiglia in questi momenti così dolorosi" Comunicato dei genitori, fratello e sorella di Vincent Lambert: Pierre, Viviane, David e Anne 08 luglio 2019, ore 10.00Continua »
  • “Sentinella, quanto resta della notte?”

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    Fu nell'estate del 1939, quasi ottant'anni fa, che il Terzo Reich istituì il dispositivo Aktion T4 per eliminare le persone disabili fisici e mentali in Germania. Se l'inizio ufficiale delle operazioni è il 1° settembre, all'inizio della guerra, la decisione era stata presa già in precedenza ed è probabile che la sua attuazione fosse stata preparata per tutta l'estate. L'operazione, guidata dalla Cancelleria nazista, è stata denominata "T4" perché il nucleo principale si era insediato in una villa confiscata ad una famiglia ebrea in 4 Tiergartenstrasse (una delle vie principali) di Berlino. "C'è un sospetto generale, confinante con la certezza, secondo cui queste molte inaspettate morti di persone malate di mente non avvengano naturalmente, ma siano intenzionalmente provocate, secondo la dottrina per la quale è legittimo distruggere una cosiddetta 'vita senza valore'. Una terribile dottrina, che cerca di giustificare l'omicidio di persone innocenti, che legittima il massacro, che viola le persone disabili che non sono più in grado di lavorare, le persone paralizzate, gli anziani infermi e non più guaribili! [...]. Se si pone e si mette in pratica il principio che gli uomini sono autorizzati a uccidere il loro prossimo improduttivo, allora guai a tutti noi, perché diventeremo vecchi e senili! Se è legittimo uccidere i membri improduttivi della comunità, guai agli invalidi che hanno sacrificato e perso nel processo di produzione la loro …Continua »
  • Sei credente? Non puoi adottare

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    Tutto questo avviene in Canada. Nelle pratiche di adozione sta cominciando ad avvenire un fenomeno impensabile fino a poco tempo fa, ma - se ci pensiamo bene - rischia di diventare prassi anche in Europa. Vengono discriminate le coppie che hanno un'esperienza di appartenenza ad una fede religiosa, o per scelta diretta o anche solo per situazioni di provenienza familiare. Non possono diventare così famiglie adottive. Qual'è il motivo che non le rende "idonee", tanto da arrivare al punto di vedersi rigettare la domanda di adozione? Il fatto che il bimbo loro affidato crescendo dovrà scegliere il proprio "orientamento sessuale" e - caso mai fosse omosessuale - verrebbe discriminato dalla famiglia adottante. Insomma, per noi credenti - e solo per noi - il metro di giudizio non sono i fatti, l'osservazione delle capacità genitoriali ed educative, il benessere o meno dei nostri figli, ma il principio del dubbio anticamera del sospetto. Era lo stesso metro di giudizio che usavano i rivoluzionari francesi prima di tagliare la testa a chiunque mostrasse parvenza di non essere dalla loro.Continua »
  • Franco #Zeffirelli: un uomo grande

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    E’ morto all’età di 96 anni il grande regista italiano Franco Zeffirelli. Scenografo e sceneggiatore, attore, regista, di film, prosa e lirica, Zeffirelli ha rappresentato un pezzo di storia del mondo dello spettacolo e della cultura per il nostro Paese e in ambito internazionale. Un genio, senza dubbio. Un uomo grande, soprattutto, con un senso religioso che lo ha portato nella fede dei semplici, autenticamente commossa dal provare sulla propria pelle quella carezza del Nazareno. Cosa altro sono il suo Gesù e il suo San Francesco, se non la più alta espressione di questo? Nello scorrere su internet, mi sono imbattuto in un suo scritto del 2002 che mi ha commosso profondamente e che - forse - pennella ottimamente chi è il maestro Zeffirelli.Continua »

#Libri

L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera.
La semplice reazione e la desolante ripetizione
di vecchi errori vanno evitate.
Ma nella situazione attuale di anarchia mentale
nessun ideale è al sicuro

Gilbert Keith Chesterton, "Perché sono cattolico"

#Cathòlicon

#Cristianofobia

Un caffè in #compagnia

In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale:
è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l'idea di aiutare qualcuno a morire.
Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti.
Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza

Enzo Jannacci,
"Corriere della Sera", 06 febbraio 2009

#Politica

Message in a #bottle

La radice della questione
è il fattore costitutivo di ciò che c’è,
e la parola più importante per indicare il fattore più importante di quel che c’è
è la parola presenza.
Ma noi non siamo abituati a guardare come presenza
una foglia presente, un fiore presente, una persona presente,
non siamo abituati a fissare come presenza le cose presenti

Luigi Giussani, 1 febbraio 1995

    

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