Acquistiamo i libri di Silvana de Mari: antidoto contro gli attacchi lgtb

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Acquistiamo i libri di Silvana de Mari: antidoto contro gli attacchi lgtb

di #DavideVairani

Come da copione, l’inesistente lobby LGBT sta inviando “mail di protesta” all’Editore di Silvana De Mari (GIUNTI), cercando di metterla in difficoltà sul piano della sua attività di scrittrice. Sarà difficile, sia perché Giunti è editore serio, che non si lascia prendere per il naso da quattro esagitati, sia perché Silvana De Mari è autrice talentuosa che viene letta da tutti, ragazzi ed adulti, ed in diverse lingue. Sosteniamo chi si batte per la verità e per la libertà di parola, oltre che di professione di credo religioso.

Invito tutti quelli che possono a fare pubblicità in ogni modo sia a Silvana De Mari che all’editore Giunti

(http://www.giunti.it/autori/silvana-de-mari/) e ad inviare all’indirizzo info@giunti.it una e-mail di sostegno).

Sostenere gli amici è un piacere.

Difendere chi difende la nostra libertà è un intelligente dovere.

Facciamoci sentire: non ci ridurranno al silenzio. Mai.

Alessandro Benigni

[… vi chiedo di diffondere il più possibile, grazie! ]

Uno dei modo per sostenere Silvana De Mari dagli attacchi delle lobby lgtb è quello di acquistare i libri da lei scritti. La sua bibliografia è ampia, ma acquistandoli sui rivenditori online (magari in formato ebook) si spende davvero poco: ne traiamo vantaggio noi, ne trae vantaggio Silvana. Mostriamo che non abbiamo paura e diamole la possibilità di scrivere ancora. Se gli editori vedono che le vendite non calano a causa degli attacchi ideologici, saranno ancora disposti a dare a Silvana De Mari l’opportunità di pubblicare nuovi scritti.

Silvana de Mari, laureata in medicina, inizia dedicandosi all’attività di chirurgo prima in Italia, dopo come volontaria in Etiopia. In seguito si occupa di psicoterapia.

Opere

L’ultima stella a destra della luna, illustrazioni di Silvia Vignale, Salani, 2000.

Aspettate una di quelle notti di vento, quando le costellazioni brillano come fari e sembra di poterle toccare, e cercate l’ultima stella a destra della luna. È laggiù che si svolge questo racconto. È un pianeta lontano, dove i bambini hanno la cresta e i tentacoli, eppure si ripete sempre la stessa storia: anche lì bisogna stare attenti a non lasciarsi mettere i piedi sulla testa, altrimenti si finisce nelle paludi a nutrirsi di piante carnivore e vermi blu, o inghiottiti da un alligatore. Ma alla fine l’Allievo 4/6**5 ce la farà a non essere più solo un numero e ad avere un nome: NuvolaCheVola, e la mamma avrà fiori tra i capelli e una borsa di alligatore.

La bestia e la bella, illustrazioni di Gianni De Conno, Salani, 2003

Questa non è “La bella e la bestia”, la solita fiaba per bambini, ma un racconto dove la bestia viene prima della bella. La bestia qui non è un mostro, ma un cagnolino bastardo preso a calci e a sassate col sedere nella neve, affamato e derelitto. Un tempo era stato un principe crudele e una maledizione l’ha costretto a vivere come i suoi contadini vivevano, nella sporcizia e nel gelo. E neanche la bella è come quella della fiaba, ma una povera donna con un bambino al collo che va incontro nella neve al misero cane, lo avvolge di tenerezza, lo tiene con sé nel calore del suo letto, accanto al suo bambino. E quando improvvisamente le compare dinanzi un principe, quasi non lo vede, ma cerca con gli occhi, piangendo, il cagnolino scomparso, così come la bella aveva disperatamente rimpianto la sparizione del Mostro. Età di lettura: da 8 anni.

Il drago come realtà, Salani, 2007.

Da tempo immemorabile la narrazione fantastica ha sempre toccato, in tutte le sue forme, corde profonde dell’uomo. Dalla fiaba tramandata per generazioni e raccontata alla famiglia riunita davanti al focolare al poema epico, lontana eco di gloriose battaglie e indimenticabili eroi, alla letteratura fantasy del Signore degli Anelli o di Harry Potter, con le sue metafore sfuggenti e le sue suggestioni cangianti e multiformi, il fantastico si è sempre posto come infinito e prezioso deposto di archetipi dell’immaginario. Silvana De Mari, che si è imposta a livello internazionale tra i grandi scrittori di fantasy con L’Ultimo Elfo, ma che è anche psicoterapeuta e medico di professione, adoperando con successo gli strumenti propri del suo mestiere prova ad analizzare il perché dell’impatto sempre più crescente della letteratura fantastica sulle società: attraverso la neurobiologia, la psicologia, l’antropologia e, perché no, la politica, l’autrice traccia infatti una mappa ideale della storia dell’Uomo e della cultura, realizzando una guida originale e definitiva sul passaggio tra fiaba, fantasy e realtà attuale.

Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo, Lindau, 2009.

Il libro raccoglie nove racconti di diversa ispirazione e un breve saggio sulla morte. Dà il titolo un fantasy ambientato in una Sicilia un po’ medievale e un po’ no (il suo riferimento è l’opera dei pupi), la cui protagonista è una Bradamante stracciona, alle prese con l’invasione musulmana, l’Inquisizione e il martirio delle streghe. Il secondo racconto attraversa il Mediterraneo, il terzo parla di un’orrenda mutilazione. Il quarto e il quinto sono collegati tra di loro e sono trasposizioni reinventate di due morti vere, quella di Zi’ ‘Ngiulillo (Zio Angelo De Mari) – sacerdote morto con i garibaldini sul Volturno – e quella del fratello di mio nonno, Enrico Ventrone – detto il Professore, perché conosceva a memoria il dizionario di latino – fucilato dai tedeschi per aver avvertito e fatto fuggire dei ricercati. Poi ci sono alcune storie contemporanee e un lungo racconto forse di fantascienza. E, infine, un saggio sulla morte. Perché un saggio sulla morte? Perché tutte le storie raccontate dagli uomini, dalle donne o dai bambini, dall’inizio del mondo, parlano della morte, anche quelle dove la morte non compare, dove tutto va bene. Perché la nostra capacità di raccontare nasce per ingannare l’attesa della morte, la coscienza che siamo mortali.

Il gatto dagli occhi d’oro, Giunti, 2015.

Leila, undici anni, comincia le medie in una nuova scuola, con nuovi compagni che sembrano sempre vestiti a festa. Lei, che vive con la madre in una casupola al limitare della zona delle paludi e arriva da una scuola elementare considerata di serie B, nella nuova classe viene emarginata e umiliata. Ma Leila è intelligente, ha voglia di imparare, è ottimista e non si fa piegare.
Nel frattempo il dottor Rossi, il veterinario di un paese vicino, ha perso Favola, una splendida basset-hound tricolore che un giorno piomba a casa di Leila e le cambia la vita.
In tutto questo, misteriosamente, fa la sua comparsa uno striminzito e sofferente gatto dagli occhi d’oro…

La realtà dell’orco, Lindau, 2012.

Sono esistite civiltà che non hanno avuto la ruota, ma nessuna può sopravvivere senza storie. Le storie infatti sono l’unico mezzo che abbiamo per stemperare la ferocia dell’uomo, per tollerare l’orrore. La narrazione – ascoltare il cantastorie, leggere un romanzo, vedere un film, raccontare una fiaba – modifica i nostri neurotrasmettitori, e diventa il più potente mezzo di condivisione e quindi di comunicazione che possa esistere.Nascosta nella narrazione fantastica c’è la reale magia dell’uomo e ci sono secoli e secoli di dolore, perché, quando qualcosa è troppo atroce per poterlo affrontare, lo nascondiamo lì, dove, protetto dall’ambientazione irreale e dal lieto fine, diventa finalmente sostenibile.È nelle fiabe, è nei racconti con gli elfi, i nani, le streghe, i maghi e gli orchi che è contenuta la spiegazione della follia europea, del nostro omicidio-suicidio: dopo aver sterminato il popolo ebraico, l’Europa si innamora del proprio nemico storico, si inventa una possibilità di convivenza e spalanca le porte all’invasione islamica. Ma per fortuna nel fantasy c’è la risposta a tutto questo. Gli orchi saranno salvati, perché anche loro sono fratelli. La libertà e la giustizia prevarranno, perché ci sono Gandalf e Harry Potter a battersi, e vinceranno. E ciò sarà possibile grazie al coraggio della verità, e non alla menzogna del politicamente corretto, al delirio del multiculturalismo, del comunitarismo, della democrazia annientata dall’importazione della shari’a.

Giuseppe figlio di Giacobbe, Effatà, 2014

“Scrittori di Scrittura” è un progetto che presenta al pubblico le opere di alcuni autori che si sono cimentati nella riscrittura di un brano biblico secondo la propria sensibilità. Ogni volume è corredato della breve introduzione esegetica di un biblista e della traduzione del testo originale dall’ebraico o dal greco. In questo volume Silvana De Mari dà voce alle certezze e ai dubbi di Giuseppe, lo sposo di Maria, ed entra nel mistero della sua scelta. Alla scuola dove si disquisiva per giorni su un verso di Isaia, difficilmente insegnavano cose pratiche. Cosa fare se la tua sposa ti dice che è incinta del Santo Spirito. Cosa fare se incontri un angelo di notte nel deserto, mentre sei senza acqua. Cercò di bloccare quei pensieri. Ebbe il sospetto che non fossero troppo santi, ma la sua mente, nella sofferenza per la sete, saltellava piena di cose.

Saga de L’ultimo elfo:

L’ultimo elfo, illustrazioni di Gianni De Conno, Salani, 2004.

In una landa desolata, annegata da una pioggia torrenziale, l’ultimo Elfo trascina la propria disperazione per la sua gente. Lo salveranno due umani che nulla sanno dei movimenti degli astri e della storia, però conoscono la misericordia, e salvando lui salveranno il mondo. L’elfo capirà che solo unendosi a esseri diversi da sé – meno magici ma più resistenti alla vita non soltanto sopravviverà, ma diffonderà sulla Terra la luce della fantasia. Un tenero e luminoso passaggio dal fiabesco al fantasy.

L’ultimo orco, Salani, 2005.

Anche in questo libro incontriamo Yorsh, l’ultimo elfo, oramai adulto. Ma il vero protagonista di questo libro è Rankstrail, soldato di ventura che combatte una guerra contro gli orchi. Mentre Yorsh è un eroe per destino, per Rankstrail è diverso: non è un predestinato, deve trovare la sua via attraverso le scelte, anche sbagliando. E sarà l’amore ad aiutarlo a prendere le decisioni giuste. Lo schema classico prevede che l’eroe liberi la fanciulla dall’orco. Ma chi è veramente l’orco: chi è nato orco, o chi ha scelto di esserlo? Silvana De Mari mette il tema del libero arbitrio al centro di questo racconto pieno di avventura, di battaglie fantastiche, ma anche di tenerezza.

Gli ultimi incantesimi, Salani, 2008.

‘Gli ultimi incantesimi’ è una storia di Regine. Una storia di Guerriere. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un’altra, attraversa i secoli. Tra tutte le regine la più disperata è quella degli Orchi, disposta a sacrificare non solo la vita, ma l’eternità. La più sola è la Regina del Mondo degli Uomini. La più disarmata è la Regina del popolo deportato dei Nani, condannato a morire nelle miniere, la più improbabile è Masciak la Grassa, la figlia del boia. Signora degli Eserciti. Tutte dovranno imparare a combattere e a vincere, perché il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere battute, vendute, comprate, sfruttate, ripudiate, lapidate, bruciate. ‘Gli ultimi incantesimi’ è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. È un coro di voci piccole. L’eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell’ombra sotto il suo letto.” (Silvana De Mari) Età di lettura: da 12 anni.

L’ultima profezia del mondo degli uomini, Fanucci, 2010.

C’era una volta il mondo degli Uomini e quello degli Orchi. Erano uniti da un lembo di terra ma li dividevano anni di guerre, odio e desiderio di vendetta. C’era il Capitano, dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli Orchi ma che da tempo sembrava disperso. C’era poi sua figlia Chiara, abbandonata da lui in tenera età e cresciuta dagli zii come una loro figlia: aveva il potere di leggere nel fuoco e sentiva anche il più piccolo sussurro. C’era anche un principe di nome Arduin, figlio del leggendario Yorsh, che amava costruire macchine volanti e che presto si accorse dell’amore per Chiara. E c’era il soldato semplice Skardrail che si era messo in testa di ritrovare il Capitano. Partì da solo e attraversò le terre degli Orchi pur di raggiungere la sua missione, perché era una missione da cui dipendeva il destino del mondo degli Uomini e solo lui lo sapeva. E su tutti c’era Rosalba, regina dai mille volti, dotata di coraggio e intelligenza, e di una spada che al solo guardarla incuteva timore e rispetto. Ma nessuno di loro aveva fatto i conti con un’ultima profezia…

L’ultima Profezia del mondo degli uomini – l’epilogo, Fanucci, 2012.

L’impero orco vive in pace a fianco del regno degli Uomini. Il confine delle terre ignote si è spostato sempre più a oriente. Oltre una muraglia maltenuta vivono gli Yurdioni, popolo feroce. Sotto il loro attacco l’impero orco crolla, il regno degli Uomini viene travolto. Gli Yurdioni hanno rimpolpato le loro file con bambini rapiti al mondo degli Uomini. Uno di questi bambini, Arsiel, ha portato nel loro mondo il sangue di Rankstrail e Rosa Alba e il ricordo del giocattolo elfico per eccellenza: la trottola che riproduce la spirale aurea, il simbolo dell’infinito. Gli Yurdioni avanzano compatti, ma nelle loro file marcia Kail, Yurdione della stirpe di Rankstrail, con una trottola nascosta nella giubba lisa. Grazie a un’antica profezia dettata mezzo millennio prima da Arduin, il Signore della Luce, gli Uomini risolleveranno la testa, la dignità sarà ritrovata, e la libertà rinascerà. Il soldato più disprezzato della sua armata, una giovane donna di costumi discutibili, un bambino piagnucoloso e uno straordinario raccontatore di menzogne sono i quattro artefici della risurrezione, perché quando il male travolge il mondo, chiunque può essere quello che fa la differenza. Alla fine anche gli Yurdioni saranno salvati, perché anche loro sono fratelli.

Trilogia di Hania

Hania. Il regno delle tigri bianche, Giunti 2015

Prequel della trilogia fantasy dedicata al personaggio di Hania, “Il Regno delle tigri bianche” ci riporta a 20 anni prima delle vicende de “Il Cavaliere di Luce” e contiene in anteprima i primi capitoli del primo libro della serie.
Il regno delle Sette Cime è piccolo, ma dispone di due ricchezze particolari: le tigri bianche e le querce nere. È circondato da nemici brutali e avidi, ma re Harin, un uomo forte e buono, lo ha sempre difeso con intelligenza e valore. Il re non ha eredi, cosa che è considerata un grave pericolo per il regno, finché, finalmente, nasce la piccola Haxen.
Quando la principessa raggiunge i sette anni, Dartred, figlio del fabbro di corte, diviene il suo scudiero, aiutandola a impratichirsi con la spada.
La vita nel regno sembra calma e piena di luce, ma qualcosa di terribile si sta preparando. Improvvisamente il re Giusto, l’amatissimo re Harin resta ucciso in uno strano incidente di caccia. Il regno, come Haxen, resta orfano.
Si tratta di un disegno dell’Oscuro Signore, come dicono le comari nelle cucine? O sono solo superstizioni?

Hania. Il cavaliere di luce, Giunti 2015

L’Oscuro Signore decide di dannare l’Umanità e di concepire un figlio nel ventre di una donna: Haxen, principessa del regno delle Sette Cime, è la donna prescelta. Figlia di re e cresciuta con i valori della cavalleria tramandati dal padre attraverso la narrazione delle gesta del Cavaliere di Luce, Haxen decide di risparmiare il bambino che si rivelerà, inaspettatamente, una femmina.
La principessa la proteggerà dalla vendetta degli uomini, e difenderà gli uomini dal potere oscuro della bambina portandola lontano, nel deserto. La bambina, Hania, è intelligentissima, cattivissima, irrimediabilmente muta. Già nel grembo di Haxen sa tutto e vede tutto.
Il viaggio delle due fuggitive si farà ogni giorno più duro, ma il coraggio della madre e i poteri sempre più grandi della figlia le aiuteranno ad affrontarlo. Mentre l’Oscuro Signore trama in silenzio, lungo la strada madre e figlia incontrano un guerriero, che dall’inizio del viaggio le segue segretamente. Chi è? Vuole aiutarle o è un emissario delle tenebre?

Hania. La strega muta, Giunti 2016

Il Regno delle Sette Cime è in subbuglio nel secondo libro della trilogia di “Hania”.
È ormai di dominio pubblico che la principessa Haxen abbia protetto Hania, la figlia che l’Oscuro Signore ha concepito nel suo grembo, e che poi, aiutata dal figlio del fabbro, Dartred, sia riuscita a raggiungere la Valle degli Zampilli, dove si trova la fonte dell’Acqua Sacra.
Certo, Dartred è stato catturato e adesso lo attende la forca per il tradimento di cui si è macchiato. Madre e figlia, però, non sono state ancora trovate e a quanto pare la bambina ha poteri malefici straordinari, oltre ad apparire più grande della sua età.
Ma la verità è ben altra.
Hania è sì, per metà, figlia dell’Oscuro Signore, ma per l’altra metà è umana e possiede libero arbitrio. Haxen attraverso la narrazione delle storie del Cavaliere di Luce è riuscita a far nascere in lei una coscienza. E alla fine la bambina ha scelto di difendere la madre, nella battaglia contro il Signore Oscuro.
Il mondo, però, non è pronto per capirlo, e madre e figlia devono ancora nascondersi. Naturalmente non prima di aver liberato Dartred…

Premi

Nel 2004 con L’ultimo elfo vince il 48º Premio Bancarellino e il Premio Andersen[1][2][3]. L’Ultimi Elfo vince in Francia Le Prix Immaginaire 2005, negli USA il premio ALA American Library Association 2006, in Austria il premio La giuria dei Ragazzi nel 2009. L’ultimo orco vince in premio IBBY International Boud Books Young People 2005, Le prix Sorciere nel 2008 in Francia. Riceve il Premio Mulinello 2014.

Nel gennaio 2012 debutto teatrale. Lectio magistralis sul fantasy al Teatro Baretti di Torino con la presenza del musicista Mimmo Manella e dell’attrice Alessia Pratolongo.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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Ignazio
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Ignazio

Grande Silvana De Mari. Ho acquistato la saga dell ultimo elfo e alcuni suoi libri di saggistica e devo dire che oltre ad una scorrevolezza e incisione originali e una formidabile analisi delle problematiche presenti, possiede una dote che oggi è (perdonatemi il termine) in via di estinzione… Raccontare la realtà senza filtri né paura del politicamente corretto. FORMIDABILE.

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Davide Vairani