Yearly Archive: 2018

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Te Deum

Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.

Te Deum laudamus perchè ho imparato ad essere vivo. Grato e commosso. Tardi vi sono giunto. Prima sopravvivevo. Ora vivo.

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Uccisi per il nome di Gesù

Se scandisco il nome di Thérèse Deshade Kapangala, vi dice qualcosa?

Probabilmente no, come lo è stato per me fino a prima di scorrere uno ad uno l'elenco dei missionari uccisi nell'anno 2018 redatto dall'Agenzia Fides.

Una ragazza di 24 anni che aveva deciso di iniziare la strada della vita religiosa nella Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Bergamo. Invece è morta il 21 gennaio 2018, crivellata dai proiettili sparati delle forze di polizia fuori dalla chiesa di San Francesco di Sales a Kintambo, un comune a Nord Est di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

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Gender neutral language per il Parlamento UE

Per promuovere l'uguaglianza di genere ("gender equality") è necessario l'utilizzo di un linguaggio "non-sexist and gender inclusive".

Il Parlamento dell'Unione europea prosegue la linea inaugurata nel 2008 per imporre un "Gender neutral language in the European Parliament": è il titolo delle nuove linee guida approvate negli scorsi giorni, in occasione del decimo anniversario dei primi indirizzi in materia dell'UE.

Il meccanismo purtroppo lo conosciamo bene: occorre manipolare il linguaggio comune, distorcerne grammatica e significato, per giungere alla creazione di una neo-lingua.

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Asia #Bibi: libera per non essere libera

Mi chiedo cosa stia facendo ora quella piccola donna forte. Mi chiedo dove sia e come sta vivendo queste poche ore che ci separano dalla memoria della Nascita del Salvatore.

Da quando è stata rilasciata il 31 ottobre 2018, la giovane donna accusata di aver bestemmiato contro Maometto, vive nella massima discrezione per sfuggire a coloro che l'hanno minacciata e continuano a minacciarla.

Dieci anni di carcere, l'assoluzione e di nuovo la carcerazione. In attesa di non si sa che cosa.

Sono certo che Asia stia pregando in silenzio, da qualche parte in una cella sperduta pakistana. Libera per non essere libera.

Per questa piccola donna forte le istituzioni internazionali stanno in silenzio perchè hanno paura. La chiamano "diplomazia", un lungo e faticoso intessere di relazioni e pressioni dietro le quinte. A volte funziona, altre no. Altre ancora è solo una parola usata dai politici per non rivelare la realtà, cioè che non si sta facendo un bel nulla.

Non so se mai accadrà che un giorno Asia potrà tornare a vivere serenamente insieme ai suoi cari. Non lo so.

Mi chiedo che cosa stia pensando ora Asia.  Mi chiedo che cosa stiano pensando ora tutti quelli che la vogliono ammazzare:"Dov'è il tuo Dio, ora?".

Se solo la potessero guardare negli occhi, probabilmente si sorprenderebbero nel vedere che il suo Dio è lì con lei e che non l'ha mai abbandonata un istante.

Probabilmente.