“Tempi” è vivo

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“Tempi” è vivo

Una notizia tanto desiderata e sperata che (finalmente) è arrivata: “Tempi” prova a riaprire. Questo il succo di quanto annunciato via web dalla Redazione sul sito del settimanale cattolico .

logo_up "Tempi" è vivo“Cari lettori, siamo tornati. Qui di seguito una sintetica spiegazione di cosa è successo e di quali intenzioni abbiamo. A partire dai prossimi giorni entreremo più nel dettaglio, per ora sappiate che Tempi è tornato. Fate girare la voce, contattateci, scriveteci.

CHE COSA È SUCCESSO
Con il numero 42 del 19 ottobre scorso, il settimanale Tempi ha interrotto le pubblicazioni dopo che la editrice Etd Digital ha deciso la messa in liquidazione della società per la mancanza di prospettive. Il 14 dicembre, cinque giornalisti di Tempi (Emanuele Boffi, Rodolfo Casadei, Caterina Giojelli, Leone Grotti e Pietro Piccinini) hanno costituito la cooperativa Contrattempi con l’obiettivo di riprendere la pubblicazione della rivista. Anche grazie agli impegni e alle garanzie forniti dai soci di Etd Digital, la piena disponibilità di Valter Mainetti, a capo del gruppo Sorgente, e di Claudio Sonzogno, presidente di Musa Comunicazione, Tempi torna quindi ad essere pubblicato con periodicità mensile e distribuito solo in abbonamento. La testata è stata temporaneamente concessa in godimento a Contrattempi, che dunque sarà il nuovo editore.

UN NUMERO REGALO PER GLI ABBONATI
A tutti gli abbonati al settimanale Tempi sarà spedita a casa una copia del primo numero del mensile (il tradizionale Te Deum). È un regalo che noi giornalisti della cooperativa abbiamo voluto fare ai lettori. Non possiamo convertire tutti gli abbonamenti dal settimanale al mensile, ma faremo il possibile per venire incontro alle vostre richieste. È il nostro modo per ringraziarvi di essere stati con noi in questi anni e coinvolgervi in questa nuova avventura.

COSA VOGLIAMO FARE
Vogliamo fare Tempi, innanzitutto. La periodicità mensile ci permetterà di integrare l’offerta agli abbonati con altri contenuti, servizi e iniziative che vi presenteremo presto. Inoltre continueremo a lavorare su tempi.it, il nostro sito che quotidianamente pubblicherà interventi delle firme di Tempi e dei suoi collaboratori. Riprenderanno a svolgere la propria funzione anche i profili social e la newsletter di Tempi. Abbiamo poi in programma di legare ogni uscita del mensile a un incontro pubblico. Abbiamo infine in cantiere diverse idee di partnership con testate e siti di informazione. Contrattempi, infatti, non è solo la dimora di Tempi, ma anche un service in grado di fornire contenuti giornalistici ad altre testate o servizi di comunicazione ad aziende e associazioni.

CHI LO FA
Oltre ai cinque giornalisti che hanno costituito la cooperativa, continueranno a scrivere su Tempi le firme che in questi anni hanno reso possibile la sua uscita ogni settimana: Luigi Amicone, Guido Clericetti, Pippo Corigliano, Marina Corradi, Renato Farina, Simone Fortunato, Alfredo Mantovano, Roberto Perrone, Aldo Trento… E altre se ne aggiungeranno man mano.

DI COSA ABBIAMO BISOGNO
Di tutto. Innanzitutto che ci sosteniate sottoscrivendo subito un abbonamento (qui come fare). Il costo è di 50 euro per 12 numeri. È prevista anche la formula “sostenitore” (500 euro) e “benefattore” (1.000 euro).
Abbiamo bisogno del vostro aiuto per la produzione di contenuti: potete segnalarci persone, eventi, giudizi, fatti di cui siete venuti a conoscenza e di cui vi piacerebbe che Tempi si occupasse.
Altro aiuto che vi chiediamo è di organizzare nelle vostre città presentazioni di Tempi e incontri a tema in modo da poter raccogliere abbonamenti. La redazione è a vostra totale disposizione.

COME CONTATTARCI
Per segnalare idee e articoli, per organizzare incontri nelle vostre città, per scrivere alla redazione e al direttore:
– redazione@tempi.it
– 02.83634526
Per segnalare aziende e potenziali sponsor interessati a Tempi:
– pubblicita@tempi.it

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Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.