I sondaggi e i dati

Condividi
pdf I sondaggi e i datiConverti in pdfprint I sondaggi e i datiStampa

I sondaggi e i dati

di Davide Vairani

I sondaggi sul voto possono lasciare il tempo che trovano. Spesso si rivelano grosse bufale e non riescono a rilevare con realistica precisione la volontà degli italiani. Mancano – inoltre –  parecchi giorni alle  elezioni del 04  marzo 2018 e in politica valgono come decenni. La gente deve ancora decidere se andare a votare, per chi votare.

Ciò premesso, qualche indicazione di massima la possono restituire. Abbiamo guardato il sondaggio effettuato da BIMEDIA effettuato in data 15 gennaio 2018 (forse il più recente).

Scorrendo i dati ci appare (finalmente) il logo del Partito della Famiglia di Mario Adinolfi. Il PdF viene “classificato” tra i partiti dell’estrema destra come Casa Pound e “Italia agli Italiani”, formata da Fiamma Tricolore e Forza Nuova. E già questo elemento dovrebbe fare riflettere circa il modo con il quale il partito di Adinolfi viene percepito (il che non detto che corrisponda alla realtà dei fatti). Ciò che ci colpisce tuttavia non questo, quando la percentuale con la quale viene accreditato: 0,2%.

Ora, va bene che i sondaggi devono essere sempre presi con le pinze, va bene che siamo abituati a vedere oscillazioni pesanti tra un sondaggio e l’altro.

Ma tra lo 0,2% e il 2% sbandierato qualche giorno fa’ da Mario Adinolfi c’è una bella differenza.

SIAMO AL 2%di Mario Adinolfi Incuriosito dalle tabelle di Ipr Marketing che per la prima volta ci ha liberato dalla…

Pubblicato da Mario Adinolfi su Domenica 14 gennaio 2018

Per carità, ci sono ancora 33 giorni (pardon!, 44 giorni – e sai, cambia di molto …) e tutto può evolversi, mutare, impennarsi all’improvviso (noi cattolici crediamo nei “miracoli”, quindi …). Ma se ti presenti alle elezioni e ti presenti sull’onda di dichiarazioni come “facciamo la storia” o “riporteremo al voto i milioni di italiani che non vanno più a votare” e poi vieni accreditato per uno 0,2% (d’accordo, ci sono sondaggi che ti danno lo 0,9%, ma nella sostanza poco cambia), forse dovresti farti una bella domanda esistenziale sulle ragioni della tua scelta. Ne vale davvero la pena? Ne vale davvero la pena fare una fatica immane per raccogliere firme, trovare i  candidati, promuovere, fare campagna elettorale? Mi si risponderà (ovviamente) che certamente ne vale la pena. Perchè questa politica fa schifo, perchè è piena di traditori cattolici che hanno votato le unioni civili, il divorzio breve, la legge sul biotestamento e dunque c’è bisogno di un   nuovo partito che metta davvero al centro la famiglia e i principi e valori non negoziabili. Tutto verissimo e tutto condivisibilissimo – da parte  mia – sull’analisi e il giudizio. Non è affatto questo però il punto vero. Il nodo sta a monte della scelta di costituire e costruire un partito così.

Mi domando che visione di politica abbia il Pdf. E mi domando quale debba essere il contributo di un cattolico nella politica di oggi. Ma questa un’ altra storia.

Sondaggio BIDIMEDIA (15 Gennaio) Elezioni Politiche

Nella coalizione (o presunta tale dato che manca l’apparentamento ufficiale di +Europa) guidata dal Partito Democratico calano tutte le liste ad esclusione degli autonomisti valdostani ed altoatesini: Pd ai minimi storici con il 24,1% e liste minori (Insieme, Civica Popolare della ministra Beatrice Lorenzin e +Europa di Emma Bonino) che si spartiscono quasi equamente un -0,4% complessivo. Al momento restano tutte sopra la soglia dell’1% necessaria per potere contribuire con i propri voti all’assegnazione dei seggi proporzionali alla coalizione, ma soprattutto Insieme pare proprio sul ciglio del burrone. Il centrosinistra perde nel complesso 1,4 punti percentuali risultando al 28,4% per quanto riguarda la somma del voto proporzionale alle singole liste: un dato che inizia ad essere seriamente preoccupante per Matteo Renzi ed alleati che dovranno dare una rapida svolta alla campagna elettorale se non vogliono andare incontro ad una fragorosa sconfitta il 4 marzo prossimo.

Ma se Atene piange, Sparta non ride: anche il principale antagonista del Pd da sinistra, Liberi e Uguali – capitanata dal Presidente uscente del Senato Pietro Grasso -, cala di mezzo punto scendendo appena sotto al 6%. Per un partito che dovrebbe pescare a piene mani dai delusi del Pd, perdere ben mezzo punto su sei in un mese in cui il Pd cala nettamente non è certo una notizia incoraggiante.

Grande è invece la confusione sotto il cielo – ma non è detto che la situazione sia favorevole – nella sinistra radicale e post-comunista: sono infatti state ufficializzate ben quattro liste a sinistra di LeU, ma non si sa ancora quante ne troveremo davvero sulla scheda! Se infatti Potere al Popolo era già presente un mese fa – e resta stabile allo 0,9% – sono state presentate anche le liste Per Una Sinistra Rivoluzionaria (guidata dal trotzkista PCL di Ferrando), il Partito Comunista di Marco Rizzo ed infine la Lista del Popolo di Giulietto Chiesa ed Antonio Ingroia, nata dal loro stesso movimento “La mossa del cavallo”. Se queste ultime 3 formazioni si spartiscono percentuali da prefisso telefonico (0,1-0,3%), la questione più interessante è forse vedere chi riuscirà ad essere presente il 4 marzo: le quattro liste di sinistra dovranno infatti raccogliere le firme per poter vedere il loro simbolo comparire sulla scheda, e se PaP sembra abbastanza preparata per l’operazione, non è per nulla scontato che abbiano tutte successo.

Sentiment opposto tra le altre formazioni politiche principali, 5Stelle e Centrodestra: quest’ultimo in particolare continua a correre con una costante crescita che dura ormai da diversi mesi ed anche le singole liste della compagine guidata da Berlusconi e Salvini proseguono con i trend già evidenziati nelle precedenti rilevazioni.

Untitleddesign I sondaggi e i datiContinua così a crescere FI arrivata oltre il 16%, molto bene FdI che guadagna lo 0,7% – incremento notevole per una formazione che non arriva al 5% – ed è positivo anche il dato della lista centrista Noi con l’Italia che, alla sua seconda presenza nel nostro sondaggio, ottiene il suo primo segno più arrivando al 2,5% ed avvicinandosi alla soglia del 3% necessaria per ottenere seggi propri al proporzionale.

Prosegue al contrario il calo della Lega che, nonostante una costante presenza nei media di Matteo Salvini, da diverse rilevazioni viene vista in calo e scende a gennaio sotto i 13 punti percentuali.

Il Centrodestra nel suo complesso comunque non frena la sua corsa arrivando al 36% come somma delle liste e domina incontrastato al primo posto tra gli schieramenti politici. Una posizione di tale predominio a meno di due mesi dal voto pone un unico serio interrogativo: riuscirà il duo Berlusconi-Salvini nonostante i contrasti interni emersi in questi ultimi giorni ad evitare rilassamenti e mantenere la coalizione compatta verso l’obbiettivo della vittoria elettorale? Nella scorsa tornata politica del 2013 il Centrosinistra era a due mesi dal voto in uno stato molto simile e sappiamo come andò a finire.

Tra le formazioni all’estrema destra dello schieramento partitico invece la situazione è fluida ed indefinita quasi quanto all’estrema sinistra – è proprio vero almeno in questo caso che le ali estreme tendono ad assomigliarsi! – con un proliferare di nuove piccole liste: oltre a CasaPound, che cala dello 0,2 questo mese, si sono infatti aggiunte “Italia agli Italiani”, formata da Fiamma Tricolore e Forza Nuova, ed Il Popolo della Famiglia, formazione ultracattolica guidata da Mario Adinolfi (PDF dato allo 0,2%). Ma l’ultradestra è solidale con la sinistra radicale anche nei problemi: le tre liste di estrema destra hanno tutte percentuali di voto minime e devono, proprio come quelle di estrema sinistra, raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni e non è detto che ci riescano. Se avranno successo lo sapremo a breve: il 29 gennaio è infatti il termine ultimo per presentare le firme raccolte!

Prosegue per il Movimento 5 Stelle il momento di grande feeling con l’elettorato, che regala al non-partito guidato da Luigi di Maio mezzo punto di crescita e porta il totale dei consensi al 27% esatto: il Movimento non è solo di gran lunga prima lista ma, cosa che conta molto di più con il Rosatellum, sembra prossimo a diventare secondo schieramento politico mordendo ormai le caviglie al Centrosinistra intero…questo sempre ovviamente che gli attuali trend proseguano immutati fino al 4 marzo, cosa che abbiamo spesso visto non avvenire in prossimità delle elezioni.

Cresce infine l’affluenza, al 60,5% a gennaio ed in aumento di ben 2 punti rispetto a dicembre. Come facilmente prevedibile una volta ufficializzata la data delle elezioni ed iniziata la campagna elettorale, cresce la quota di italiani che si recheranno alle urne, portando così il dato dell’affluenza verso livelli più consoni per una tornata elettorale politica, sempre ben oltre il 70%. Un sostanzioso bacino di consensi ancora da assegnare su cui i partiti si giocheranno le chance di vittoria per il 4 marzo prossimo.

pdf I sondaggi e i datiConverti in pdfprint I sondaggi e i datiStampa
>
Condividi
Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

One thought on “I sondaggi e i dati”

  1. Disamina interessante….mi auguro che il PDF possa prendere piede, comunque! Certo, i dati sono piuttosto sconfortanti….

Comments are closed.