Alfie Evans deve morire

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Alfie Evans deve morire

di Davide Vairani

index-1 Alfie Evans deve morireAlfie Evans deve morire. I quotidiani britannici rimbalzano nelle ultime ore la notizia: nessun ripensamento sul verdetto del 20 febbraio con cui l’Alta Corte di Londra aveva autorizzato i medici – ancora una volta contro il volere dei genitori – a staccare la spina ai macchinari che tengono in vita il piccolo di 21 mesi ricoverato all’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool per un morbo neurologico degenerativo.

McFarlane, McCombe e King – i giudici d’appello britannici – hanno respinto il ricorso del papà e della mamma di Alfie, Tom Evans e Kate James, entrambi ventenni, che si aggrappavano alla speranza di un trasferimento al Bambino Gesù di Roma.

Che opzioni ha la famiglia di Alfie adesso? La Corte d’appello è la seconda corte suprema d’Inghilterra, tuttavia la Corte Suprema rimane ancora una possibile opzione per la famiglia. I giudici della Corte d’appello hanno dato a Tom e Kate fino alle 16 di giovedì 8 marzo per presentare una domanda di ricorso. Se questo venisse negato, avrebbero l’ultima chanche di rivolgersi alla Corte Suprema.

L’Alder Hey Children’s Hospital non è intenzionato a tornare indietro rispetto alla volontà di staccare il ventilatore che tiene ancora in vita il piccolo Alfie: “La Corte d’appello ha confermato la sentenza dell’Alta Corte che il proseguimento del trattamento attivo non è nell’interesse di Alfie. Comprendiamo che questo sia un momento molto difficile per la famiglia di Alfie e continueremo a lavorare con loro per concordare il piano di cure palliative più appropriato per Alfie”.

Il giudice Anthony Hayden ha nel frattempo dichiarato che dopo un’audizione al tribunale civile e familiare di Liverpool ha accettato le prove mediche che dimostravano che un ulteriore trattamento fosse “inutile” e ha dato ai medici il permesso di fornire cure palliative per Alfie. L’ospedale era intanto già pronto a sospendere la ventilazione dal 23 febbraio, prima che i suoi genitori facessero ricorso.

skynews-alfie-evans-life-support_4236133 Alfie Evans deve morireLa Sig.ra King della Corte d’Appello è stata assolutamente chiara. Ha dichiarato infatti che il giudice Hayden aveva preso in considerazione tutte le prove presentate e che “non avrebbe potuto fare di più per garantire che padre e madre avessero ogni opportunità di esprimere le loro opinioni e che esse potessero essere prese in considerazione”. Ha detto che il suo approccio era stato gentile, ma ha anche aggiunto che il miglior interesse del bambino doveva prevalere.

Alfie Evans come Charlie Gard. Stessa storia, stesso destino. Quanti altri Charlie ed Alfie dovranno essere sacrificati sull’altare della “morte dignitosa”? E’ legittimo che lo stato si arroghi il diritto di decidere che una vita umana debba o non debba essere troncata?

Ciascuno di noi può ritenere dignitoso o non dignitoso vivere come Alfie. Ciascuno di noi può pensare che non ne valga la pena.

Ma ci sono due dati che non possono essere ignorati.

Il primo. Alfie (come Charlie) è una persona disabile. Per quanto grave (e lo è), la sua disabilità non lo pone nella condizione nè di spegnersi naturalmente e nemmeno e neppure di configurarsi come accanimento terapeutico.

Il secondo. Alfie (come Charlie) è minorenne: ha 21 mesi e non può parlare. Dal punto di vista giuridico, sono i suoi genitori ad avere la responsabilità di scelta per loro figlio. Tom e Kate chiedono soltanto di non staccare il respiratore. Chiedono che Alfie possa continuare a vivere. Nient’altro.

“Tutto quello che vedo – ha dichiarato Tom tra le lacrime in tribunale – è Alfie e una vita. Vedo referti medici che mostrano un deterioramento progressivo, ma vedo anche un ragazzo con una vita che mi guarda “.

Ma Alfie deve morire: i giudici lo fanno per Alfie.

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Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.