“Mum’s not the word”

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“Mum’s not the word”

di Davide Vairani

In Inghilterra oggi è la Festa della Mamma. Per gli inglesi, infatti, si tratta di una ricorrenza mobile, perché si festeggia la quarta domenica di Quaresima.  Se ne parla per la prima volta nel Seicento con il nome “Mothering Sunday”: in occasione della quarta domenica di Quaresima tutti i bambini che vivevano e lavoravano come apprendisti o servi lontani dalle proprie famiglie potevano tornare a casa per tutto il giorno. Con il tempo, si trasformò in un’occasione per ristabilire i legami con la famiglia e soprattutto con la madre, a cui si portavano fiori o altri piccoli regali. Ciò ha portato al cambio del nome della festa che è oggi conosciuta appunto come “Mother’s Day”.

Pare che oggi in Inghilterra a molti dia fastidio il “Mother’s Day”. Insomma, dà fastidio usare la parola “mum”, mamma. Il “Sunday Time” – con la tipica ironia inglese – propone una “soluzione”.

Screenshot_1 "Mum’s not the word"“Oggi è la festa della mamma e non possiamo che scusarci. Ci sono persone, dobbiamo riconoscerlo, che non sono madri – o non si identificano come madri – e possono sentirsi escluse dalle celebrazioni.

Con questo in mente, Waitrose ha venduto una serie di card “Happy You Day” per le madri transgender, mentre alcune scuole hanno incoraggiato i bambini a celebrare Special Person’s Day, la festa della persona speciale – con l’evidente rischio di offendere persone non speciali.

Sembra che abbiamo raggiunto un livello nel quale qualsiasi celebrazione formale rischia di infastidire coloro che non vengono celebrati.Cosa possiamo fare? La risposta ovvia è di celebrare tutti, sempre, per assicurarsi che nessuno venga escluso, anche se questo allontanerà le persone che non amano il trambusto. Oppure potremmo cambiare le formule.

Quindi, in questo spirito, vi auguriamo un “very Happy People” or “Any Gender” or “Indeed No Gender Who Identify as Mothers or Carry Out a Recognised Mothering Function Day”, nessun genere che si identifica come madre o che svolge un giorno di funzione di maternità riconosciuta.

La vita non è complicata?”

Waitrose è una delle catene di supermercati britannici più trendy e di lusso del Paese: 352 filiali in tutto il Regno Unito e una quota del mercato del 5,1%, il sesto più grande rivenditore di alimentari nel Regno Unito, esporta prodotti in 58 paesi ed è fornitrice unica ed ufficiale della casa reale. Waitrose ha lasciato cadere la parola M da alcune delle carte della Festa della Mamma che vende e ha sostituito la dicitura con “Happy You Day” come parte della sua gamma. Waitrose ha detto che la mossa era mirata a “allargare il mercato, che siano le nonne o le mamme transgender”. Il supermercato non è l’unico rivenditore ad aver offerto una selezione più ampia di carte rispetto alle tradizionali carte Festa della Mamma. “Scribbler” offre una carta “Due mamme sono meglio di una” per le coppie dello stesso sesso e una carta “Papà, grazie per essere la mamma più straordinaria”.

Tutti uguali, nessuno uguale: chiaro no?

“Mum’s not the word
March 11 2018, The Sunday Times
Today is Mother’s Day, and we can only apologise. There are people, we must acknowledge, who are not mothers — or do not self-identify as mothers — and may feel excluded from the celebrations. With this in mind, Waitrose has been selling a range of Happy You Day cards for transgender mothers, while some schools have encouraged children to celebrate Special Person’s Day — at the obvious risk of offending non-special persons. We seem to have reached a stage where any formal celebration runs the risk of annoying those who are not being ­celebrated. What can we do? The obvious answer is to celebrate everybody, all the time, to ensure nobody is left out, even though this will alienate people who don’t like a fuss. Or we could rebrand. So in that spirit we wish you a very Happy People of Any Gender or Indeed No Gender Who Identify as Mothers or Carry Out a Recognised Mothering Function Day. Isn’t life complicated?

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Davide Vairani

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    Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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