“La casa sulla Roccia non teme la tempesta”

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"La casa sulla Roccia non teme la tempesta"
#2minutidipreghiera

Giovedì 28 Giugno 2018
S. Ireneo (m); S. Vincenza Gerosa; S. Paolo I
12.a Tempo Ordinario
2Re 24.8-17; Sal 78; Mt 7,21-29

+ Dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?". Ma allora io dichiarerò loro: "Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!". Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

"Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore', entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli".

Il cristiano è un uomo della gioia che si appoggia sulla roccia di Cristo. Ma c'è la tentazione di essere cristiani senza Cristo, mascherandosi da cristiani e peccando di un eccesso di superficialità o di rigidità. Si può infatti essere rigidi e tristi, oppure superficialmente allegri, ma senza conoscere la vera gioia cristiana. Nella storia della Chiesa ci sono state due classi di cristiani: i "cristiani di parole" – quelli “Signore, Signore, Signore” – e i cristiani di azione, in verità. Sempre c’è stata la tentazione di vivere il nostro cristianesimo fuori della roccia che è Cristo.

L’unico che ci dà la libertà per dire a Dio è Cristo o la roccia. È l’unico che ci sostiene nei momenti difficili, no? Come dice Gesù: cade la pioggia, straripano i fiumi, soffiano i venti, ma quando è la roccia è sicurezza, quando sono le parole, le parole volano, non servono. Ma è la tentazione di questi cristiani di parole, di un cristianesimo senza Gesù, un cristianesimo senza Cristo. E questo è accaduto e accade oggi nella Chiesa: essere cristiani senza Cristo.

Ci sono due tipi di "cristiani di parole". C’è un primo tipo,  gnostico, che invece di amare la roccia, ama le parole belle e perciò vive come galleggiando sulla superficie della vita cristiana. Mentre il secondo tipo è quello pelagiano: ha uno stile di vita serioso e inamidato. Si tratta di cristiani che guardano il pavimento. E questa tentazione oggi c’è: cristiani superficiali che credono, sì Dio, Cristo, ma  non è Gesù Cristo quello che ti dà fondamento. Sono gli gnostici moderni. La tentazione dello gnosticismo. Un cristianesimo senza Gesù, un cristianesimo senza Cristo. D’altra parte, sono quelli che credono che la vita cristiana si debba prendere tanto sul serio che finiscono per confondere solidità e fermezza, con rigidità. Pensano che per essere cristiano sia necessario mettersi in lutto, sempre.

Spalanchiamo le porte della nostra vita allo Spirito Santo: è lo Spirito che ci dà la libertà. Il Signore oggi ci invita a costruire la nostra vita cristiana su Lui, la roccia, quello che ci dà la libertà, quello che ci invia lo Spirito, quello che ti fa andare avanti con la gioia, nel suo cammino, nelle sue proposte.

 

 "La casa sulla Roccia non teme la tempesta"
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Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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