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“Il cristianesimo è un avvenimento”

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"Il cristianesimo è un avvenimento"
#2minutixpregare

Mercoledì 18 Luglio 2018
S. Federico; S. Materno; S. Arnolfo
15.a di Tempo Ordinario
Is 10,5-7.13-16; Sal 93; Mt 11,25-27

+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

"Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli"

Se quello di cui abbiamo più bisogno per vivere (al pari dell’aria che respiriamo) è una ragione capace di riconoscere il reale in tutta la sua profondità, dove nasce e come si realizza una ragione così?. Una ragione capace di riconoscere il reale in tutta la sua profondità nasce e si realizza nell’avvenimento cristiano. È in forza dell’avvenimento cristiano che la ragione compie la sua natura di apertura davanti allo svelarsi stesso di Dio.

Si capisce perché don Giussani afferma che "il problema dell’intelligenza è tutto dentro" l’episodio di Giovanni e Andrea. Perché il cristianesimo è questo? Don Giussani dice: "Il cuore della nostra proposta è [...] l’annuncio di un avvenimento accaduto, che sorprende gli uomini allo stesso modo in cui, duemila anni fa, l’annuncio degli angeli a Betlemme sorprese dei poveri pastori. Un avvenimento che accade, prima di ogni considerazione sull’uomo religioso o non religioso" (Un avvenimento di vita, cioè una storia, Edit-Il Sabato, Roma-Milano 1993, p. 38).

Da che cosa si vede che è così? Che cosa accade quando succede il cristianesimo? Ci rende più visionari, in modo che possiamo consolarci davanti agli urti della vita? Ci porta fuori dal reale o ci consente, come mai prima, di fare esperienza di un uso della ragione finalmente vero?

Don Giussani diceva che il cristianesimo accade come avvenimento. Non quando ne parliamo a vanvera e non succede niente. Non quando il cristianesimo è ridotto a una serie di istruzioni per l’uso, per cui continuiamo a vivere come tutti ma aggiungiamo un “cappello” o facciamo qualche attività per distrarci... No! Il cristianesimo accade solo come avvenimento. Che cosa succede quando ti innamori? Accade qualcosa nel tuo io o no?

Se il cristianesimo non accade, se non è un avvenimento, allora capisco che davanti a queste cose siamo smarriti come tutti. Ma quando accade, cosa accade? Un sentimentalismo? È solo un’emozione? È soltanto un applicare le istruzioni per l’uso? Dice Giussani: "Questo avvenimento [quando il cristianesimo è un avvenimento] resuscita o potenzia il senso elementare di dipendenza e il nucleo di evidenze originarie cui diamo il nome di 'senso religioso'".

E cosa vuol dire che resuscita e potenzia l’io dell’uomo? L’avvenimento cristiano rende l’uomo uomo, cioè più in grado di vivere secondo le sue evidenze originali, più in grado di essere colpito dal reale, di vivere la realtà secondo la sua verità, perché capace di usare la ragione secondo la sua vera natura di apertura alla totalità della realtà.

da: Appunti dall’Assemblea di Julián Carrón con gli universitari della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Milano in occasione della morte di Giovanni Bizzozero. Facoltà di Fisica, Milano, 9 novembre 2011

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Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese. Peccatore da sempre, cattolico per Grazia. Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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