Ejus dulcis Praesentia

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"Ejus dulcis Praesentia"

"Dio fatto uomo, Dio generato da una donna. Jesu dulcis memoria, dolce a ricordarsi, pieno di dolcezza nel ricordo che di sé compie.
Per questo io vorrei che la Madonna intercedesse per noi, in questo momento, presso Dio, perché Cristo sia realmente nella nostra vita una presenza, “la” Presenza. Perché la differenza tra una presenza e la Presenza è che la Presenza è il significato di una presenza. Una presenza ha significato solo nella sua totalità finale.

'Dio, se ci sei, rivelati a me', ci è stato tante volte ricordato
'Dio, se ci sei, rivelati a me'. Una presenza è Dio: se anche non è sentita, se pare non adeguata, adeguatamente motivata, sta invece come insostituibile parola.
'Dio, se ci sei, rivelati a me'. Rivelati vuol dire: fatti percepire parte della nostra, della mia esperienza! Questa deve diventare una preghiera, deve diventare una domanda, perché la preghiera è domanda. Deve diventare una domanda in noi, che salga anche dal nostro cuore arido, educato così lontano dalla memoria di quello che è successo e che succede, di quello che è successo e che succede nel mondo. Perché la memoria di quello che sta succedendo nel mondo è in ogni uomo proporzionale al fatto che quella memoria sia legata all’avvenimento, all’avvenimento di vita che noi stiamo vivendo.
Gesù, dolcezza a pensaci. A pensarci, a rinnovarne l’annuncio, l’annuncio del Suo essere presenza.

Presenza cosa vuol dire? Sed super mel et omnia, ejus dulcis praesentia. La Sua presenza è la cosa più buona, più bella e più dolce della nostra vita. Non ho vergogna a dire questo davanti a tutti voi che siete così figli del vostro tempo, a noi che siamo così figli del nostro tempo: 'Sopra ogni cosa dolce, Tu sei dolcezza a me'. Presenza vuol dire qualcosa che muta l’avvenimento nella sua fattispecie propria, che investe il significato del gesto che compio, delle forme che mi riempiono gli occhi.

Vi auguro di non aver paura e di non aver vergogna: di non aver paura, nel vostro nascondimento, quando siete nascosti a ciò che vi circonda, e di non aver paura quando la domanda di Cristo, al Mistero che fa tutte le cose, attecchisce a stento, sembra non attecchire.

Lo Spirito che ha fatto le cose, che fa le cose, da cui tutto fluisce, da cui tutto è fiorito, lo Spirito che ha germinato la fisionomia della Madonna, questo Spirito ci renda più facilmente discepoli del Verbo che ha cambiato di fatto la storia dell’umanità e che, attraverso la nostra adesione, attraverso le forme con cui noi guardiamo, udiamo, sentiamo, tocchiamo le cose, usiamo le cose, la muta.

È un cambiamento che definisce la “presenza”, essa può essere definita solo da un cambiamento. Lo fu per l’Innominato di Manzoni nel romanzo; lo sia quotidianamente nel romanzo della nostra vita quotidiana, altrimenti essa subirebbe il contraccolpo di una indefinitezza. Che la vostra e mia preghiera di fronte, dentro il richiamo di quella memoria, della memoria di Cristo, avvenga con semplicità; ma, nel tempo che passa, secondo una maturità che nessuno può impedire, salvo noi stessi.

Che questa memoria diventi presenza cambiando il volto di quel che siamo, di noi stessi, delle persone che ci circondano, della terra e del mondo intero, in quel tempo, dunque, e in quello spazio che costituiranno identicamente lo scenario dell’ultimo traguardo, dell’ultimo giudizio, dell’ultimo giudizio sulla vita. La gloria di Cristo sarà quell’ultimo giudizio. La dolcezza si ponga come permanenza nella nostra vita: si realizzi la Sua permanenza, la Sua presenza nella nostra vita, per l’ultimo giudizio".

da: "Appunti dall’intervento di Luigi Giussani" agli Esercizi spirituali degli universitari di Comunione e Liberazione, Rimini, 8 dicembre 2002

Jesu, dulcis memoria, dans vera cordis gaudia: sed super mel et omnia ejus dulcis praesentia.
Nil canitur suavius, nil auditur jucundius, nil cogitatur dulcius, quam Jesus Dei Filius.
Jesu, spes paenitentibus, quam pius es petentibus! quam bonus te quaerentibus! sed quid invenientibus?
Nec lingua valet dicere, nec littera exprimere: expertus potest credere, quid sit Jesum diligere.
Sis, Jesu, nostrum gaudium, qui es futurum praemium: sit nostra in te gloria, per cuncta semper saecula.
Amen

O Gesù, ricordo di dolcezza Sorgente di forza vera al cuore
Ma sopra ogni dolcezza Dolcezza è la Sua Presenza.
Nulla si canta di più soave
Nulla si ode di più giocondo
Nulla di più dolce si pensa Che Gesù, Figlio di Dio.
Gesù, speranza di chi si converte
Quanto sei pietoso verso chi Ti desidera
Quanto sei buono verso chi ti cerca
Ma che sarai per chi ti trova?
La bocca non sa dire
La parola non sa esprimere
Solo chi lo prova può credere
Ciò che sia amare Gesù.
Sii, o Gesù, la nostra gioia,
Tu che sarai l'eterno premio;
In te sia la nostra gloria
Sempre, per tutti i secoli.
Amen

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.