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Giulia #Bovassi: una millennial speciale

Giulia #Bovassi: una millenial speciale

di Davide Vairani

"Giulia #Bovassi – classe 1991 – è una “millennial” che sfugge alle facili categorizzazioni.

Studi e analisi ci mostrano lo spaesamento, le ansie e le paure del domani che annichiliscono intere generazioni nate e cresciute a cavallo tra il Novecento e il nuovo secolo, per questo definite “millennials”.

Generazioni senza miti e senza ideali.

Giulia è diversa. Lo si capisce fin dalle prime parole con cui si scorrono le pagine del suo primo libro intitolato “L’eco della solidità. La nostalgia del richiamo tra antropologia liquida e postumanesimo”, IF PRESS 2017.

Un libro che vede la luce al termine del Master di primo livello in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

La vedi in foto così minuta e quasi timida. Le apparenze ingannano: si nasconde una ragazza capace di scelte difficili e in contro-tendenza.

Una ragazza che possiede – tra le tante – una dote sempre più rara oggi: l’umiltà di porsi le domande esistenziali dell’umano e al tempo stesso la tenacia e la competenza per avventurarsi nella ricerca di risposte convincenti.

“L’eco della solidità” non è una passeggiata. Non si può leggere come un romanzo per capire come va a finire. Occorre la pazienza e il lusso di ritagliarsi tempo per ruminare i capitoli. Si può anche saltare da una parte all’altra, leggerlo dalla fine all’inizio, anche solo un capitolo. Ci troverete una miniera".

Era l'incipit della recensione che avevo scritto per #LaCroce quotidiano (vedi: "I Millennials non si perdono tutti dietro alle sirene"  )

 

Vi propongo un articolo che Giulia ha recentemente scritto per il Blog "Il Pensiero Forte", dal titolo:"Fare o agire? Il caso dei gemelli nati modificati geneticamente"

 

"Dalla Cina si parla di “creazione” e protezione. È il caso dei due gemelli nati geneticamente modificati con l’intento –stando alle dichiarazioni degli esperti- di renderli resistenti al virus dell’HIV, del colera e del vaiolo.

La notizia si è rapidamente diffusa nella veloce condivisione tipica dell’epoca attuale, riportando le dichiarazioni senza precedenti dello scienziato cinese He Jiankui di Shenzen, il quale ha reso noto il procedimento adottato per ottenere le due bambine.

La comunità scientifica retrocede dallo sconcerto dovuto all’annuncio ufficioso, il quale parrebbe voler costituire un primato mondiale più che un supporto medico convalidato da relative pubblicazioni scientifiche.

Ciò a cui siamo stati posti innanzi, con impetuoso rammarico per gli addetti ai lavori e brivido progressista per coloro che all’udire di uno scontro sanguinoso fra uomo e sorte nefasta scommettono sull’uomo prometeico, è una sperimentazione scientifica su essere umano avente come unica finalità la modificazione del patrimonio genetico senza sufficiente conoscenza circa gli effetti postumi generazionali oltre che individuali a carico delle piccole pazienti sane.

A fare notizia non è stata la netta manipolazione indebita di alcuni uomini su altri loro simili, ma l’ammortizzatore ricoperto dall’effetto “beneficio” che tale intento dovrebbe -per la massa- coprire.

Come spesso accade, ogni rivoluzione arriva appoggiandosi delicatamente in un cuscinetto di normalizzazione attivo o da attivarsi con la rapidità consentita dalla disponibilità di notizie più che di concreti contenuti.

Jiankui difende la propria posizione sostenendo di aver voluto segnare un principio dapprima inesistente per poi, di fatto, abbandonare la causa alla società che dovrà ergersi a giudice di una ridondante “eugenetica degli uguali”, ovvero quella sottile demarcazione fra l’indisponibilità dell’essere umano in quanto differente per natura agli altri enti, fra cui i prodotti in primis, e il sentimentalismo egualitario dove poter essere chiunque si traduce -come nel caso suddetto- nella preferenza di essere diversamente da come si è, una comune incapacità di non compiacere l’egoismo.

Logica che ha destinato gli embrioni fabbricati da sette coppie sottoposte a tecniche di fecondazione in vitro, appositamente utilizzati cercando di ottemperare il buon esito del programma di ricerca, a divenire notizia, come nel caso delle gemelle, o restare nel silenzio che avvolge il materiale di scarto.

"A fare notizia non è stata la netta manipolazione indebita di alcuni uomini su altri loro simili, ma l’ammortizzatore ricoperto dall’effetto “beneficio” che tale intento dovrebbe -per la massa- coprire.
Come spesso accade, ogni rivoluzione arriva appoggiandosi delicatamente in un cuscinetto di normalizzazione attivo o da attivarsi con la rapidità consentita dalla disponibilità di notizie più che di concreti contenuti. Jiankui difende la propria posizione sostenendo di aver voluto segnare un principio dapprima inesistente per poi, di fatto, abbandonare la causa alla società che dovrà ergersi a giudice di una ridondante “eugenetica degli uguali”, ovvero quella sottile demarcazione fra l’indisponibilità dell’essere umano in quanto differente per natura agli altri enti, fra cui i prodotti in primis, e il sentimentalismo egualitario dove poter essere chiunque si traduce -come nel caso suddetto- nella preferenza di essere diversamente da come si è, una comune incapacità di non compiacere l’egoismo.

Giulia Bovassi

CRISPR- Cas9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) è una tecnica di ingegneria genetica la cui innovazione consiste anzitutto nella precisione: viene infatti chiamata “forbice biologica”, in grado di tagliare la zona di DNA interessata generalmente considerata “difettosa”, dopodiché rimuoverla o sostituirla. Altri vantaggi consistono nei costi contenuti rispetto ad altri opzioni preesistenti questa metodologia, efficienza e minore complessità di realizzazione.

Un mezzo potenzialmente valido, in grado di ampliare enormemente le conoscenze sulla struttura del genoma e dello sviluppo cellulare, ma altresì arma per mettere in atto variazioni non terapeutiche (enhancement) del genoma umano legate all’ereditarietà senza garanzia alcuna del controllo sugli effetti. Tra le numerosissime opposizioni etiche globali a riguardo, ci si potrebbe chiedere secondo quale criterio e per voce di chi dovrebbe legittimamente darsi il miglioramento di un altro uomo secondo direttive tanto gravi da creare una frattura così radicata nel tempo, conseguenza di un uso non pienamente padroneggiabile delle tecniche di editing genetico (la letteratura scientifica sa bene che la precisione del taglio ha altissime probabilità di variare geni non interessati alle modifiche). Nel caso delle due gemelline non mancano autorità scientifiche già esposte in seria contraddizione con l’intento terapeutico svelandone, in totale trasparenza, l’evidente tentativo di applicazione su essere umano di una tecnologia finora oggetto di prova su animali, ancor più se si considera che il rischio di contrarre la malattia permane.

Ci si domanda: oltrepassando le aspettative sociali, culturali, genitoriali, economiche, politiche, quelle due gemelle cosa potranno dire sulla propria identità interfacciandosi con un corpo il cui divenire programmato per soddisfare l’ideale di figlio o di persona imposto (invece che accolto) al perché della loro esistenza?

[continua ...]

Se vuoi proseguire nella lettura, clicca qui.

Che ne dite? Non vale davvero la pena "frequentarla"?

Potete seguirla anche sul suo Blog:"Kairos, il blog di Giulia Bovassi"

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Novena Immacolata Concezione: 2° giorno

Novena all'Immacolata Concezione

2° Giorno - "Et macula originalis non est in te"

Venerdì 30 Novembre 2018
S. Andrea ap. (F); S. Galgano Guidotti; S. Mirocleto
33.a di Tempo Ordinario
Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22

Tota pulchra es Maria

Tota pulchra es Maria,
et macula originalis non es in te.
Tu gloria Ierusalem,
tu laetitia Israel,
tu honorificentia populi nostri,
tu advocata peccatorum.

O Maria! O Maria!
Virgo prudentissima,
Mater clementissima,
ora pro nobis,
intercede pro nobis,
ad Dominum Iesum Christum

La macchia del peccato originale non è in te.

Dio ti ha talmente amata da preservarti da ogni macchia del peccato originale, non hai avuto nessuna imperfezione né morale, né naturale perché nella tua libertà hai detto sì al progetto di Dio.
Quel sì poi ti ha preservata dal maligno e da tutte le sue opere. 
Aiutaci a vivere il nostro sì di ogni giorno!

Preghiera
O giglio immacolato di purità, Maria, ci congratuliamo con te, che fin dal primo istante della tua Concezione sei stata arricchita di grazia, e dell’uso perfetto di ragione.

Ringraziamo ed adoriamo la SS. Trinità, che ti ha elargito doni sublimi, e ci confondiamo dinanzi a te nel vederci così poveri di virtù.
Tu che così pienamente fosti ricolma di celeste grazia, partecipane all’anima nostra, e facci ricchi dei tesori del tuo Immacolato Concepimento.
Ave Maria.

Oremus
O Dio, che nell’Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire·incontro a te in santità·e purezza di spirito.
Per il nostro Signore. Amen.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori.
E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini".
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.
Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

 

 

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Un caffè in compagnia: 29 Novembre 2018

Giovedì 29 Novembre 2018
S. Saturnino; S. illuminata; B. Maria Maddalena dell’Inc.

33.a di Tempo Ordinario
Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a; Sal 99; Lc 21,20-28

R: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!
dal Salmo 99

Una sfilza infinita di eventi, terrori, segni riempie il Vangelo di oggi.

Si avverte nitidamente che l’anno liturgico sta finendo, e la liturgia ce lo ricorda spostando il nostro sguardo alla fine della storia.

Forse la dicitura più corretta non dovrebbe essere “la fine della storia”, bensì “il fine della storia”, perché quando Gesù parla di questi eventi (molti tra l’altro esattamente realizzati come la devastazione di Gerusalemme), non vuole darci riferimenti cronologici ma escatologici.

La differenza è semplice: Gesù non vuole fare del gossip, o dello spoileraggio.

Non vuole dirci come finisce il film per rovinarcelo, ma vuole ricordarci almeno due cose.

La prima è che la scena di questo mondo passa, e che ogni cosa ha un inizio e una fine, compresa la nostra vita, e questo mondo.

La seconda cosa è che il nostro destino però non è nel finire, nella fine, ma è la vita eterna che inizia esattamente quando tutto sembra ormai finire.

Come reagisce un cristiano davanti a questo annuncio?

“Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina”.

Rialzarsi, levare il capo, assumere cioè una posizione eretta, smettere di guardarsi i piedi, alzare lo sguardo, avvertire che proprio tutto questo ci ricorda che la liberazione è vicina. Sentire la libertà avvicinarsi esattamente come alla fine dell’inverno si avverte l’imminente arrivo della primavera.

Sentire premere dentro di noi una speranza che non sappiamo dire fino in fondo ma che diventa una motivazione che ci spinge in avanti, ci spinge a un protagonismo insperato.

È il tempo in cui si realizzano quelle parole che pronunciamo nella liturgia e che forse non diciamo con tutta la consapevolezza di cui avrebbero bisogno:

“Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

In questo modo, morte, resurrezione ed attesa si intrecciano come una trama che attraversa tutta la nostra esistenza, e la trasfigurano riempendola di significato.

 

Don Luigi Maria Epicoco

Un #caffè in compagnia
Luca 21,20-28

+ Dal Vangelo secondo Luca 21,20-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina.

Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia.

In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.

Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.

Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.

Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

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Viviane Lambert: “Non ci arrendiamo”

Viviane Lambert: "Non ci arrendiamo"

di Marie Christine, #LaCroce quotidiano, 22 novembre 2018

Vincent #Lambert, 42 anni, è vittima nel 2008 di un incidente stradale e ricoverato nell’ospedale CHU Sébastopol di Reims.

Entra nel coma e ne esce rimanendo paralizzato in uno stato dichiarato di “coscienza minimale” anche se gli occhi e le labbra si muovevano.

Nel 2013 il Dottore Kariger decide d’ « interrompere i trattamenti » (l’alimentazione e l’idratazione) considerando Vincent in uno stato vegetativo irreversibile.

La famiglia è allora divisa tra la moglie tutore legale del marito, che vuole applicare il protocollo di fine vita e i genitori di Vincent (e altri familiari) che rifiutano la decisione del medico che per altro stava per applicare il protocollo di fine vita a loro insaputa.

Dopo anni di ricorsi giudiziari da parte della famiglia contro una decisione ingiusta, il Dottor Vincent Sanchez del CHU di Reims torna alla carica ad aprile 2018 annunciando di nuovo l’interruzione dei trattamenti entro 10 giorni.

Il 20 aprile, 70 tra medici e personale sanitario pubblicano un articolo su “Le Figaro” ricordando che Vincent Lambert non è in fine vita e che diverse strutture specializzate in Francia potrebbe accoglierlo con cure adatte al suo stato.

Si dicono anche preoccupati per la decisione dell’ospedale.

Viviane Lambert, la mamma di Vincent, dopo due lettere indirizzate a Emmanuel Macron, incontra due dei suoi consiglieri e spiega che tuttora suo figlio non ha cure adatte, e che le visite familiari sono sempre controllate e ristrette.

Il 3 luglio 2018 il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne ordina una perizia medica con un rapporto da depositare entro il 31 ottobre.

Il 22 novembre scorso tre nuovi esperti mandati dalla giustizia confermano lo « stato vegetativo cronico irreversibile » e indicano che secondo loro la condizione medica di Vincent «non invoca misure d’urgenza», che non è in fine di vita e che soddisfare i bisogni fondamentali primari non è accanimento terapeutico o “ostinazione irragionevole” come vorrebbe chi invoca l’applicazione della legge Claeys- Leonetti.

Il Tribunale ha annunciato un’ulteriore udienza che si svolgerà il 19 dicembre prossimo: in seguito al nuovo rapporto medico i giudici dovranno pronunciarsi sull’interruzione o no dei trattamenti.

A tal proposito Viviane Lambert ci ha gentilmente fatti partecipi delle sue impressioni rispondendo alle nostre domande.

Che cosa pensa del verdetto dei medici ? Che succederà secondo lei il 19 dicembre, che pensa di fare?

Per la prima volta degli esperti scrivono che Vincent non è sottoposto ad accanimento terapeutico, non è in fin di vita e dunque non sotto “ostinazione irragionevole”; c’è la possibilità che Vincent sia trasferito in un’unità specializzata in Francia .
Sperando che la giustizia lo appoggi e che il capo di servizio dell’ospedale si arrenda ; i nostri avvocati sono sul piede di guerra per il 19 dicembre ; dal nostro lato non accetteremo mai che si programmi la morte di nostro figlio ; non molliamo la presa.

Lei era anche presente il 19 maggio scorso alla Marcia per la vita a Roma… che vuole dire ai nostri lettori italiani?

Conservo un bellissimo ricordo di questa giornata, e incoraggio tutti a pregare fortemente per Vincent senza scoraggiarsi e vi ringrazio molto calorosamente.

Sa che in Italia dal 31 gennaio 2018 sono entrati in vigore i DAT ( Dichiarazione anticipata di trattamento) aprendo la porta al Biotestamento? Che ne pensa ?

Personalmente non conosco quello che è entrato in vigore riguardo i DAT; la gente va curata come si deve, fino alla fine, con dignità e che cessino tutte le derive.