Viviane Lambert: “Non ci arrendiamo”

Viviane Lambert: "Non ci arrendiamo"

di Marie Christine, #LaCroce quotidiano, 22 novembre 2018

La madre dell’uomo: «Ringrazio calorosamente il sostegno degli italiani». Sulle Dat: «Cessino le derive, si curi fino alla fine».

Vincent #Lambert, 42 anni, è vittima nel 2008 di un incidente stradale e ricoverato nell’ospedale CHU Sébastopol di Reims.

Entra nel coma e ne esce rimanendo paralizzato in uno stato dichiarato di “coscienza minimale” anche se gli occhi e le labbra si muovevano.

 

Nel 2013 il Dottore Kariger decide d’ « interrompere i trattamenti » (l’alimentazione e l’idratazione) considerando Vincent in uno stato vegetativo irreversibile.

La famiglia è allora divisa tra la moglie tutore legale del marito, che vuole applicare il protocollo di fine vita e i genitori di Vincent (e altri familiari) che rifiutano la decisione del medico che per altro stava per applicare il protocollo di fine vita a loro insaputa.

Dopo anni di ricorsi giudiziari da parte della famiglia contro una decisione ingiusta, il Dottor Vincent Sanchez del CHU di Reims torna alla carica ad aprile 2018 annunciando di nuovo l’interruzione dei trattamenti entro 10 giorni.

 

Il 20 aprile, 70 tra medici e personale sanitario pubblicano un articolo su “Le Figaro” ricordando che Vincent Lambert non è in fine vita e che diverse strutture specializzate in Francia potrebbe accoglierlo con cure adatte al suo stato.

Si dicono anche preoccupati per la decisione dell’ospedale.

 

Viviane Lambert, la mamma di Vincent, dopo due lettere indirizzate a Emmanuel Macron, incontra due dei suoi consiglieri e spiega che tuttora suo figlio non ha cure adatte, e che le visite familiari sono sempre controllate e ristrette.

Il 3 luglio 2018 il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne ordina una perizia medica con un rapporto da depositare entro il 31 ottobre.

 

Il 22 novembre scorso tre nuovi esperti mandati dalla giustizia confermano lo « stato vegetativo cronico irreversibile » e indicano che secondo loro la condizione medica di Vincent «non invoca misure d’urgenza», che non è in fine di vita e che soddisfare i bisogni fondamentali primari non è accanimento terapeutico o “ostinazione irragionevole” come vorrebbe chi invoca l’applicazione della legge Claeys- Leonetti.

Il Tribunale ha annunciato un’ulteriore udienza che si svolgerà il 19 dicembre prossimo: in seguito al nuovo rapporto medico i giudici dovranno pronunciarsi sull’interruzione o no dei trattamenti.

 

A tal proposito Viviane Lambert ci ha gentilmente fatti partecipi delle sue impressioni rispondendo alle nostre domande.

 

Che cosa pensa del verdetto dei medici ? Che succederà secondo lei il 19 dicembre, che pensa di fare?

Per la prima volta degli esperti scrivono che Vincent non è sottoposto ad accanimento terapeutico, non è in fin di vita e dunque non sotto “ostinazione irragionevole”; c’è la possibilità che Vincent sia trasferito in un’unità specializzata in Francia .
Sperando che la giustizia lo appoggi e che il capo di servizio dell’ospedale si arrenda ; i nostri avvocati sono sul piede di guerra per il 19 dicembre ; dal nostro lato non accetteremo mai che si programmi la morte di nostro figlio ; non molliamo la presa.

 

Lei era anche presente il 19 maggio scorso alla Marcia per la vita a Roma… che vuole dire ai nostri lettori italiani?

Conservo un bellissimo ricordo di questa giornata, e incoraggio tutti a pregare fortemente per Vincent senza scoraggiarsi e vi ringrazio molto calorosamente.

 

Sa che in Italia dal 31 gennaio 2018 sono entrati in vigore i DAT ( Dichiarazione anticipata di trattamento) aprendo la porta al Biotestamento? Che ne pensa ?

Personalmente non conosco quello che è entrato in vigore riguardo i DAT ; la gente va curata come si deve, fino alla fine, con dignità e che cessino tutte le derive.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.