“Padre Gigi #Maccalli è vivo!”

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"Padre #Maccalli è vivo"

di Davide Vairani

“Padre Gigi #Maccali è vivo": lo afferma il Il Vescovo della diocesi di Niamey, Mons. Djalwana Laurent Lompo.

E' quanto riferisce, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides, p. Désiré Salako, di nazionalità beninese, Superiore del Distretto della Società per le Missioni Africane (SMA) di Benin-Niger, territorio di cui fa parte la missione di padre Pier Luigi Maccali.

Qualcosa si muove nella vicenda di padre Pierluigi Maccalli, 57 anni, di Madignano, nel cremasco, sequestrato rapito nella sua missione da otto ribelli, appartenenti a una tribù di pastori fulani lo scorso 17 settembre.

Da allora non era arrivata nessuna notizia, mentre oggi un timido ottimismo si fa strada.

«La situazione a Bomoanga sta diventando pericolosa – continuano dalla Sma – perché le bande di ribelli e banditi si stano moltiplicando e la gente non può vivere tranquilla. Può darsi che tutto questo porti i banditi a considerare l’opportunità di liberare il padre».

P. Désiré Salako è colui che per primo ha avuto la notizia del rapimento di p. Gigi il 17 settembre scorso, e da allora, come suo amico e confratello, e come suo superiore SMA, segue giorno dopo giorno l’evoluzione di questa vicenda, tenendo i contatti con le autorità del Niger a nome della SMA.

La settimana scorsa p. Désiré Salako è giunto in visita alla casa provinciale a Genova, e ha voluto incontrare i familiari di p. Gigi a Madignano, in provincia di Cremona.

“La prima preoccupazione delle autorità del Niger, ma anche dell’ambasciata italiana a Niamey, è l’incolumità di p. Gigi, e ogni azione che verrà intrapresa non metterà in pericolo la sua vita” continua padre Salako.

“È desiderio di tutti che questa vicenda si concluda in modo pacifico, senza inutili violenze. Per questo, ha detto p. Desiré, è necessario avere pazienza. Il tempo che passa, l’apparente silenzio, la mancanza di notizie, non devono essere interpretati come segno di inattività. Al contrario, è il clima più fruttuoso perché le parti in causa possono entrare in contatto con discrezione e fiducia reciproca”.

P. Salako ringrazia per le preghiere incessanti rivolte a Dio, in varie parti d’Italia, in tante comunità, anche fuori Italia, per la liberazione di p. Gigi e delle altre persone rapite nel Sahel.

Padre Gigi è missionario da più di trent’anni e conosce bene i luoghi.

Quando è stato rapito era appena rientrato da Madignano, dove era rimasto un paio di mesi con il fratello Walter, anche lui missionario in Africa per la Sma e partito per la Liberia a metà ottobre senza avere notizie certe e confortanti del congiunto.

I rapitori con ogni probabilità sapevano del ritorno del padre di Madignano e che il missionario avrebbe avuto con sé una buona disponibilità di denaro. Per questo motivo sono entrati in azione pochi giorni dopo il suo arrivo, hanno prelevato dalla missione solo lui e si sono portati via computer e cellulare.

Sarebbero stati riconosciuti da una religiosa locale che conosce i vari dialetti e che ha definito i banditi pastori fulani.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.