Asia #Bibi: libera per non essere libera

Asia #Bibi: libera per non essere libera

di Davide Vairani 

Mi chiedo cosa stia facendo ora quella piccola donna forte. Mi chiedo dove sia e come sta vivendo queste poche ore che ci separano dalla memoria della Nascita del Salvatore.

La vita di Asia #Bibi è indubbiamente uno dei segreti meglio custoditi in Pakistan.

Da quando è stata rilasciata il 31 ottobre 2018, la giovane donna accusata di aver bestemmiato contro Maometto, vive nella massima discrezione per sfuggire a coloro che l'hanno minacciata e continuano a minacciarla.

Dieci anni di carcere, l'assoluzione e di nuovo la carcerazione. In attesa di non si sa che cosa.

Sono certo che Asia stia pregando in silenzio, da qualche parte in una cella sperduta pakistana. Libera per non essere libera.

Da giovedì 1° novembre, il giorno dopo la sua assoluzione, migliaia di manifestanti e fanatici sono scesi in piazza. Guidati dai leader del TLP (Tehreek-e-Labaik Pakistan), i fondamentalisti islamici hanno bloccato le principali arterie delle principali città del Pakistan per tre giorni.

Di fronte alla rabbia e alla violenza delle proteste, il governo ha vietato ad Asia Bibi di lasciare il paese per non aggravare la situazione.

Secondo diverse fonti, la giovane donna vivrebbe nella zona di Islamabad in attesa di un visto per lasciare il paese.

"Asia e il marito vivono in una residenza sotto alta sorveglianza situata intorno alla capitale e sorvegliato da autorità pakistane", spiega Anne-Isabelle Tollet, giornalista e autore di due libri su Asia Bibi, al quotidiano francese "La Croix".

"Per ovvi motivi di sicurezza, è assolutamente impossibile per loro lasciare le loro case", aggiunge.

Per John Newton, un membro del consiglio della sezione inglese di "Aiuto alla Chiesa che Soffre", che ha ospitato il marito di Asia e la sua figlia maggiore nel mese di ottobre 2018: "In realtà, lei rimane prigioniera delle persone che avrebbero voluto toglierle la vita se si fosse avventurata fuori. In altre parole, è libera solo in teoria".

Lo stesso vale per i suoi cari, a partire dalle sue figlie. "I bambini sono altrettanto minacciati da alcuni estremisti come i loro genitori", dice Anne-Isabelle Tollet.

Un'opinione condivisa da John Newton. E per una buona ragione: "Secondo le nostre informazioni, piccoli gruppi solcano ogni giorno il paese per trovare i parenti di Asia Bibi", dice. "La loro tecnica è sempre la stessa: suonano alle porte degli abitanti con le foto. Se Asia e i suoi cari non ricevono il permesso di lasciare rapidamente il paese, potrebbero essere catturati".

Anche Saiful Malook, l'avvocato difensore di Asia Bibi, si trova in una zona segreta. Il 3 novembre 2018 ha lasciato il Pakistan a causa delle minacce di morte a cui era stato sottoposto. Prima di salire su un aereo diretto per l'Olanda, ha detto che era "impossibile rimanere in Pakistan nello scenario attuale". Da allora, è migrato in un altro paese occidentale. Per l'avvocato è necessario che stia  in un luogo sicuro per continuare a distanza la battaglia legale che porterà all'autorizzazione a lasciare il territorio pakistano per Asia.

Il 4 novembre 2018, Ashiq Masih, marito di Asia Bibi, ha chiesto asilo politico a diversi capi di stato.

In una dichiarazione filmata e trasmessa ai media internazionali, ha invocato aiuto a diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada.

Per questa piccola donna forte le istituzioni internazionali stanno in silenzio perchè hanno paura. La chiamano "diplomazia", un lungo e faticoso intessere di relazioni e pressioni dietro le quinte. A volte funziona, altre no. Altre ancora è solo una parola usata dai politici per non rivelare la realtà, cioè che non si sta facendo un bel nulla.

Non so se mai accadrà che un giorno Asia potrà tornare a vivere serenamente insieme ai suoi cari. Non lo so.

Mi chiedo che cosa stia pensando ora Asia.  Mi chiedo che cosa stiano pensando ora tutti quelli che la vogliono ammazzare:"Dov'è il tuo Dio, ora?".

Se solo la potessero guardare negli occhi, probabilmente si sorprenderebbero nel vedere che il suo Dio è lì con lei e che non l'ha mai abbandonata un istante.

Probabilmente.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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