Un caffè in #compagnia: 11 gennaio 2019

Venerdì 11 gennaio 2019

S. Igino; S. Paolino di Aquileia; B. Bernardino Scamacca
II settimana del tempo di Natale
1Gv 5,5-13; Sal 147; Lc 5, 12-16

Chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo;
non con l'acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue.
Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna,
voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
1Gv 5,5-13

Chi ha vinto il mondo? San Giovanni apostolo nella sua prima lettera non aveva dubbi nel rispondere: chi crede che Gesù è il Figlio di Dio.

La vita di Gesù si riassume in questi due poli: il battesimo e la morte, strettamente legati fra di loro. Il battesimo nel vangelo è prefigurazione della morte di Gesù. C’è un battesimo con cui Gesù può essere battezzato: la morte non è che un battesimo per il Signore.

Battesimo e morte dicono il mistero della presenza di Dio in mezzo agli uomini con una presenza di donazione e di salvezza. In altri termini: “colui che è venuto con acqua e con sangue” è colui che è venuto col battesimo e con la morte, colui che è venuto con il dono della sua vita.

"Non con acqua soltanto, ma con acqua e sangue": questa insistenza è contro quegli eretici che negavano la realtà della morte e della passione del Signore.

Gesù è veramente morto, la Passione si conclude in una morte reale, quindi è dono reale del suo amore; ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché "lo Spirito è la verità" (5, 6).

Tradotto: se volete capire il mistero della vita e della morte di Gesù, lo potete capire con lo Spirito. Altrimenti Gesù è semplicemente uno dei tanti condannati a morte che sono stati crocifissi nella storia di Palestina.

"Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi" (v. 8).

Non si parla più dell’acqua e del sangue con cui è venuto Gesù Cristo, ma di quell’acqua e sangue che rimangono adesso, cioè l’acqua del battesimo e il sangue dell’Eucaristia, i sacramenti fondamentali della fede.

Quello che Gesù ha vissuto: il battesimo e la morte, non sono solo fatti del passato, ma sono realtà presenti nei sacramenti della Chiesa. Nei sacramenti della Chiesa la vita di Gesù è attua le, la morte di Gesù è attuale. Quando si celebra l’Eucaristia, la morte del Signore è attuale, è oggi, per me, per la nostra vita.

Naturalmente però, anche qui, l’acqua e il sangue, il battesimo e l’Eucaristia hanno la loro efficacia insieme con lo Spirito, altrimenti l’acqua rimane solo "rimozione di sporcizia del corpo", diceva s. Pietro (1 Pt 3, 21), e l’Eucaristia resta solo un po’ di pane mangiato e di vino bevuto: niente più di questo.

Se il pane che noi mangiamo è il corpo di Cristo, il mangiare quel pane non è semplicemente un fatto di bocca e di stomaco, ma è un fatto di fede, quindi un fatto di Spirito. Allora l’Eucaristia diventa testimonianza di Cristo nel momento in cui va insieme con la fede ed è vissuta nella fede: lo Spirito, l’acqua e il sangue.

Per Giovanni, dunque, la fede che abbiamo nel Signore non è legata solo a fatti del passato, ma è legata all’esperienza attuale della Chiesa e dei sacramenti; adesso, oggi, lo Spirito, l’acqua e il sangue rendono testimonianza. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore: e Dio l’ha data al suo Figlio.

Chi ha vinto il mondo?

+ Dal Vangelo secondo Luca 5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!».

E immediatamente la lebbra scomparve da lui.

Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va' invece a mostrarti al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».

Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie.

Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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