Equilibrio?

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Equilibrio?

di Davide Vairani

'Equilibrio' è una delle parole più ricorrenti e il tribunale definisce i documenti clinici 'precisi, dettagliati, approfonditi delle problematiche psico-sessuali che hanno accompagnato la persona sin dall’infanzia, provenienti da figure con provata competenza...

Emerge in modo inequivocabile la non corrispondenza 'fisica' della minore, che da tempo nell’ambiente familiare e scolastico è chiamata Alessio, con quella psico-sessuale'.

E oltre a correggere i dati anagrafici, i genitori 'sono autorizzati a far effettuare alla figlia minorenne ogni ulteriore trattamento medico-chirurgico ritenuto necessario all’adeguamento dei suoi caratteri e organi sessuali, primari e secondari, da femminili a maschili'.

Con un obiettivo: 'Il rispetto del benessere psicofisico'.

“Minorenne, può operarsi per diventare maschio. Così si tutela il benessere”di Matteo Indice, "La Stampa", 19 gennaio 2019

Lei si chiama Alessia per l'anagrafe. Da oggi, è autorizzata a chiamarsi Alessio: ha 17 anni e può diventare un maschio.

A stabilirlo, il Tribunale di Genova che si è pronunciato favorevolmente sul ricorso presentato dai genitori di una 15enne (che nel frattempo è cresciuta di altri 2 anni) con “disforia di genere”.

La sentenza - scrive "La Stampa" - ha un valore notevole per diversi motivi.

Sebbene non esista un’anagrafe dei pronunciamenti in materia, la giurisprudenza fino a pochi anni fa era stata contraria, mentre ora non solo si consolida quella di segno opposto, ma si accentua e accelera.

La sentenza, inoltre, risponde a una richiesta fatta da padre e madre "tenendo imprescindibilmente conto della volontà della figlia".

Parere positivo al cambio di sesso anche dalle perizie di uno psichiatra e di un endocrinologo che seguono Alessia dai 14 anni.

Come da loro scritto nelle carte processuali, "presenta una disforia di genere, non secondaria a condizioni di disturbo psicopatologico. L'identificazione con il sesso maschile è evidente e non appare legata a qualche presunto vantaggio culturale derivante dall'eventuale riattribuzione... Non sono emersi aspetti psicopatologici significativi o tali da controindicare l'inizio del trattamento ormonale. Durante gli incontri ha dimostrato coerenza alla decisione, evidenziando consapevolezza sulle conseguenze legali, ma soprattutto affettive e relazionali".

Alessia potrà sottoporsi a un'operazione per la rimozione dell'utero, che andrà ad aggiungersi alla rimozione dei seni, già effettuata nel gennaio del 2017 in un ospedale di Barcellona.

Alessia era già seguita da una struttura pubblica di Genova i cui medici hanno dato via libera; ma hanno operato chirurghi spagnoli, perché in Italia sarebbe stato fuorilegge, non essendovi allora la sentenza favorevole.

Equilibrio. Non so se la decisione del tribunale vada nella direzione di garantire quell'equilibrio psico-fisico che Alessia non ha mai vissuto. Quando si entra nelle singole storie, occorre sempre rispetto. E dunque non me la sento di giudicare.

So solamente che la cosa più amorevole che si possa fare per i bambini che affrontano la disforia di genere è quella di rassicurarli che loro sono nati nel corpo giusto.

E poi aiutarli.

Non l’aiuto che somministra farmaci e raccomanda la chirurgia, ma quello che identifica il disagio psicologico di fondo e cerca di sanarlo.

Sarò pazzo e sicuramente contro-corrente, ma non si nasce "X".

Alessia ha 17 anni e ora è legalmente autorizzata a rimuovere il proprio utero.

Non c’è modo di tornare indietro, poi.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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