Un caffè in #compagnia: 22 Febbraio 2019

#2minutixpregare - Giovedì 21 Febbraio 2019

GS. Pascasio; S. Margherita da Cortona
CATTEDRA DI SAN PIETRO
1Pt 5,1-4; Sal 22; Mt 16,13-19

"Al grido disperato del pastore Brand nell’omonimo dramma di Ibsen («Rispondimi, o Dio, nell’ora in cui la morte m’inghiotte: non è dunque sufficiente tutta la volontà di un uomo per conseguire una sola parte di salvezza?») risponde l’umile positività di santa Teresa del Bambin Gesù che scrive: «Quando sono caritatevole è solo Gesù che agisce in me». Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera. Per questo la libertà si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all’Essere, perciò a Cristo. Anche dentro l’incapacità, dentro la debolezza grande dell’uomo, è destinata a perdurare l’affezione a Cristo. (...) Questo l’abbraccio ultimo del Mistero, contro cui l’uomo – anche il più lontano e il più perverso o il più oscurato, il più tenebroso – non può opporre niente, non può opporre obiezione: può disertarlo, ma disertando se stesso e il proprio bene. Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo"
Don Luigi Giussani, Roma, il 30 maggio 1998

Il 22 febbraio di 14 anni fa ci lasciava don Luigi Giussani. A quell'uomo dalla voce roca e dallo sguardo pieno di luce, a don Giuss, devo letteralmente la mia vita.

Tardi ho imparato ad amare Cristo. Tardi ho imparato a lasciare che un Amore più grande del mio cuore mi conducesse in una storia di Salvezza.

Non per merito mio, per Grazia.

Puoi avere davanti a te le cose più belle di questo mondo, ma nulla ti farà cambiare, se non il vedere che si può vivere diversamente dal pensiero comune e che si può vivere lieti.

Vent'anni ci ho messo a comprendere con il cuore questa cosa semplicissima, eppure complicata. Vent'anni ci ho messo a lasciare che quel tarlo che le parole di don Giuss in università mi aveva conficcato dritto nel cuore compisse fino in fondo il proprio mestiere.

Totalmente disarmato, seduto ai bordi di una strada, le braccia abbassate in segno di resa. Lì è arrivato il miracolo dell'Incontro con Cristo. Quel miracolo tanto desiderato e mai trovato. E tutto - ma proprio tutto - è andato al suo posto.

"Man mano che maturiamo, siamo a noi stessi spettacolo e, Dio lo voglia, anche agli altri. Spettacolo, cioè, di limite e di tradimento, e perciò di umiliazione, e nello stesso tempo di sicurezza inesauribile nella Grazia che ci viene Donata e rinnovata ogni mattino. Da qui viene quella baldanza ingenua che ci caratterizza, per la quale ogni giorno della nostra vita è concepito come un'offerta a Dio, perché la Chiesa esista dentro i nostri corpi e le nostre anime, attraverso la materialità della nostra esistenza".

Scriveva così don Giussani il 23 marzo 1975, domenica delle Palme, dopo l'incontro voluto da  Paolo VI a  Roma per una grande dimostrazione di fede tutte le associazioni cattoliche, specialmente giovanili. In quella  giornata piovosa vi si trovarono poco più che i diciassettemila di Comunione e Liberazione. Nel pomeriggio il Papa concesse al movimento l’Aula Nervi per un’assemblea. Al termine del suo intervento, don Giussani pronunciò le parole che ripropose quasi identiche in occasione del trentennale del movimento.

Oggi, più che mai, la mia immensa gratitudine al Signore per l'Amore e la Tenerezza con la quale mi accompagna nel difficile mestiere di vivere.

Arrivederci a presto, don Giuss!

O Padre Misericordioso, Ti ringraziamo
di aver donato alla Tua Chiesa e al mondo
il Servo di Dio don Luigi Giussani.
Egli, con la sua vita appassionata,
ci ha insegnato a conoscere e amare
Gesù Cristo presente qui ed ora,
a chiederGli con umile certezza che
«l'inizio di ogni giornata sia un sì al Signore
che ci abbraccia e rende fertile
il terreno del nostro cuore
per il compiersi della Sua opera nel mondo,
che è la vittoria sulla morte e sul male».
Concedici, o Padre,
per l'intercessione di don Giussani,
secondo la Tua volontà,
la grazia che imploriamo,
nella speranza che egli
sia presto annoverato tra i Tuoi santi.
Per Cristo, nostro Signore. Amen

Veni Sancte Spiritus.
Veni per Mariam

____________________________________
Postulazione della causa:
segreteriapostulazione@luigigiussani.org
Via De Notaris 50 - 20128 Milano (Italia)

Imprimatur in Curia Arch.
Mediolanensi, 13 aprile 2012
✝ Angelo Mascheroni

+ Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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