Per mostrare la #bellezza prenatale

Spread the love
  • 70
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    70
    Shares

Per mostrare la #bellezza prenatale

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 28 febbraio 2019

"Nessun altro potrà mai conoscere la forza del mio amore per te.

Dopo tutto, tu sei l'unico che conosce il suono del mio cuore dall'interno"

Kristen Proby, 'Fight with Me'

Ogni tanto ci sediamo sul lettone di casa e  ci mettiamo tutti e tre a prendere in mano la cassetta dei ricordi .

C'è dentro un po' di tutto: fotografie, biglietti di treni, ingressi a musei e a posti che abbiamo visitato, lettere scritte (tante mai spedite), oggetti, insomma, c'è racchiusa un po' la nostra storia di famiglia fatta di simboli che solo a noi fanno memoria della bellezza vissuta.

Ieri sera il rito l'ho proposto io, perchè ho sentito forte l'esigenza di fare riemergere dieci fotografie. Bianco e nero, sbiadite, devi sforzare gli occhi per mettere a fuoco qualche cosa. Ma il cuore viene in soccorso per scatenare un mondo di emozioni e sensazioni delle quali avevo davvero bisogno.

Era il 05 gennaio 2001: la mamma ed io ti abbiamo vista per la prima volta con i nostri occhi. Eri già lì da due mesi: sentivamo il tuo muoversi e ci immaginavamo che cosa stessi facendo. Ti abbiamo vista e non ti so descrivere l’emozione di quel momento.

Dieci ecografie pinzate sul diario di bordo, con annotato tutti i dettagli fino al giorno nel quale mai un pianto è stato così benedetto.

Ti osservo – oggi – ed ogni volta che lo faccio (non sai davvero quante!) mi commuove vederti andar via “sicura, trasformando dal vivo cromosomi corsari di longobardi, di celti e romani dell' antica pianura”, “reginetta dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi, di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi” (che volete farci, "Culodritto" di Guccini mi fa un effetto fontana sempre ... ).

I nuovi apparecchi ecografici ti lasciano a bocca aperta, tanto sono capaci di ricostruire una immagine in tre dimensioni. L’ecografia quadridimensionale addirittura ti dà la è tridimensionalità in real time, con movimento in tempo reale.

Il miracolo della vita che genera vita. I nove mesi in cui un bambino cresce all'interno di sua madre sono speciali. Come ogni persona ha le sue impronte digitali – uniche ed irripetibili – le ecografie sono un po’ come le tue impronte digitali – uniche ed irripetibili, Camilla: ogni gravidanza, feto e bambino, sono del tutto unici.

Sarebbero da incorniciare, perché dove vai a trovare un quadro così reale e vero?

L'idea non sarebbe affatto male. Navigando in web, mi sono imbattuto in una storia che di questo ne ha fatto il proprio lavoro. Ed è una storia che vale davvero la pena raccontare.

Laura Steerman ha 54 anni ed è oggi un'artista di Dublino, dove vive e lavora come illustratrice. Ma è anche diventata un'amante nella pratica di una forma d'arte molto particolare: convertire le ecografie uterine in quadri colorati.

“I miei dipinti sono stati progettati come regalo per celebrare la gravidanza e tutta questa esperienza insieme – dichiara la Steerman sul suo sito -. Ogni pezzo ha lo scopo di catturare questa magia e la personalità del tuo bambino. I miei piccoli disegni commemorano tutti i bambini, sono ispirati da te a raccontare la loro storia”.

“Quaint Baby Ultrasound Art” è diventato – oggi - il suo marchio di fabbrica.

Laura ha iniziato a dipingere a 35 anni, quando era in cinta della prima delle sue tre figlie femmine. “Avevo intenzione di seguire un percorso artistico o di interior design o comunque qualcosa di creativo", - dice Laura in una intervista -, ma alla fine ha scelto di studiare economia e diritto, diventando alla fine un avvocato”. Un lavoro che le piaceva, almeno all'inizio, e in cui era anche brava. Ha lavorato come avvocato in uno studio privato prima di diventare consulente interno presso la Commission for Regulation of Utilities irlandese e poi è andata a lavorare per ESB, una grande azienda di forniture di energia elettrica. Ha contribuito anche alla costruzione del testo di legge sull'energia tutt’oggi vigente in Irlanda.

Ma qualcosa non andava. "C'erano molte cose che mi piacevano nel mio lavoro, ma non ho potuto fare a meno di provare la sensazione di sentire come un vuoto dentro di me", dice.

"Mi sembrava davvero che mancasse qualcosa, ma ero andata troppo lontano sul treno per saltare giù improvvisamente: mi ero sposata, c'era una casa, avevamo un mutuo, quindi era molto difficile scendere da quel treno."

"I felt like I wasn’t doing myself justice, which I didn’t want (my children) to pick up on.

I felt that maybe if I was home more and doing something more creative, I thought I could be a more content person."

Laura Steerman

Diventare mamma per la prima volta è stato il punto di svolta per lei.

Ha 35 anni sceglie di rimanere in cinta. "Mi rilassava disegnare dipingere durante il periodo della maternità della mia prima figlia, ma ero al tempo stesso preoccupata. Non sentivo mia figlia muoversi ed avevo paura che qualcosa non stesse andando per il verso giusto”. Fortunatamente, una ecografia le assicurò che tutto filava via liscio.

Fu in quel momento che accadde qualcosa che le cambiò totalmente la vita. Ma ancora non lo sapeva.

Quella foto in bianco e nero della sua prima ecografia l’aveva lasciata un po’ delusa. “Ho pensato, non posso lasciare questa immagine e metterla in una cornice e sono stata davvero attratta dall’idea di portarle un po’ di colore, un po’ di vita. E' stato il mio amore per l'arte e l'artigianato che mi ha portato a trasformare in quadri le ecografie dei miei figli”.

Ha creato così il suo primo pezzo di “arte ad ultrasuoni” e non aveva intenzione di fare altro, fino a quando gli amici non hanno iniziato a commentare i suoi quadri. Presto la gente ha iniziato a chiederle di fare altrettanto per loro e così piano piano Laura ha iniziato a produrre quelli che a tutti gli effetti sono dei quadri.

Un punto di svolta arrivò quando Laura lesse la storia di una donna che aveva perso il figlio durante il parto.

"Mi sono resa conto che l’ecografia è spesso l'unica fotografia che un genitore in lutto potrà mai avere del proprio figlio", ha dichiarato.

Si mise in contatto con quella donna per offrirsi di creare un pezzo per lei e ne fu felicissima.

L'arte così  "ha assunto un denso significato", spiega Laura.  I suoi dipinti avrebbero potuto trasmettere ancora di più dell'inizio di una vita: avrebbero potuto anche commemorarne una terminata troppo presto. Questa esperienza la porta a collaborare con “Féileacáin” (Stillbirth and Neonatal Death Association of Ireland – SANDAI), un'associazione irlandese formata da un gruppo di genitori in lutto per offrire supporto a chiunque sia stato colpito dalla morte di un bambino intorno al momento della nascita.

Fino ad oggi, il suo unico rimpianto per avere lasciato il suo lavoro precedente per perseguire la sua passione per l'arte è quello di ... non averlo fatto prima.

“Era un lavoro sicuro, ben pagato, per tutta la vita, e alla fine c'era anche una buona pensione", ammette. "Avrei potuto stare seduta a quella scrivania per altri trent'anni e avrei potuto aspettare un pensionamento con la mia buona pensione all’ ESB fino alla mia morte, ma ho pensato - e questo è probabilmente davvero drammatico – che una parte della mia anima sarebbe morta prima di allora e questo per me era un prezzo che non potevo pagare".

Ora guadagna una "frazione" di quello che guadagnava prima. Laura  lavora da casa con quattro dipendenti part-time che la aiutano, ma ammette che sta ancora imparando a trovare un equilibrio tra essere mamma di tre figlie e lavorare come imprenditrice di se stessa.

"Non esiste un libro delle regole, nessuna fata madrina può sventolare una bacchetta e prepararti ad essere un lavoratore autonomo, con una giovane famiglia, e a destreggiarsi tra la vita familiare e gli impegni con gli amici e le tue finanze”.

"Sono certamente più stanca di quanto sia mai stata, ma c'è un'energia che ti fa andare avanti quando c’è qualcosa di veramente importante". L'attività procede bene: "Ora mando quadri in America, Austrailia, Asia, in tutta Europa e tutto attraverso le meraviglie di Internet e dei social network ". Laura ha smesso di preoccuparsi per il futuro: "Se un giorno mi ritrovassi a non avere più commissioni, continuerei comunque a dipingere, perché è quello che mi piace fare più di tutto. Il lavoro? Mi metterei ad invertarmi qualcos'altro di creativo!"

Quaint Baby Ultrasound Art

Steerman condivide il suo lavoro - oltre che dal suo sito web (www.quaintbabyart.com) – sui social: sulla sua pagina Facebook (www.facebook.com/QuaintBabyArt/), ma soprattutto su Instagram (@quaintbaby_ultrasoundart), strumento che facilita il godimento dei colori di immagini incredibili.

Ogni commissione inizia con una ecografia che le viene inviata, quindi una discussione su "#colorfulinspiration", il ridimensionamento e lo styling finale.

Non ci avevo mai riflettuto.

Quelle dieci ecografie sono parte integrante e impriscindibile della vita di Camilla, sono la rappresentazione concreta dell'origine di tutto. Festeggiamo con gioia la data del compleanno e tutti noi genitori abbiamo da qualche parte in casa bacheche piene di foto di quei momenti. Le appendiamo qua e là perchè quelle immagini ci aiutino ogni giorno a fare memoria della nostra storia e continuare a gustare i momenti sorridenti che abbiamo vissuto insieme.

E ci dimentichiamo l'emozione e la gioia del giorno nel quale tua moglie ti ha annunciato: "Aspettiamo un bambino, sono in cinta!". Difficilmente ne parliamo ai nostri figli, se non sommariamente.

Dalla storia di Laura Speerman mi porto via il desiderio viscerale di prolungare la gioia di una vita che nasce in grembo perchè sia sempre viva ed attuale ogni giorno nel cammino di genitori, figli e famiglia. Qualche cosa credo che mi inventerò per fare di quelle dieci piccole sbiadite ecografie in bianco e nero un'opera d'arte da ammirare, gustare e -perchè no? -mostrare.

Ha ragione il mio "amico" Alessandro Bono: "Ogni giorno che passa è un quadro che appendo".

(Visited 72 times, 1 visits today)

Spread the love
  • 70
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    70
    Shares

Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

Lascia una recensione

Please Login to comment
avatar
  Subscribe  
Notificami