Un caffè in #compagnia: 12 Marzo 2019

S. Massimiliano; S. Innocenzo I; B. Fina

1.a di Quaresima

Is 55,10-11; Sal 33; Mt 6,7-15

"Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?" (Sal 8,5).

L’infedeltà sempre insorge nel nostro cuore anche di fronte alle cose più belle e più vere, in cui, davanti all’umanità di Dio e alla originale semplicità dell’uomo, l’uomo può venire meno per debolezza e preconcetto mondano, come Giuda e Pietro. Pure l’esperienza personale dell’infedeltà che sempre insorge, rivelando l’imperfezione di ogni gesto umano, urge la continua memoria di Cristo.

"La libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera. Per questo la libertà si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all’Essere, perciò a Cristo. Anche dentro l’incapacità, dentro la debolezza grande dell’uomo, è destinata a perdurare l’affezione a Cristo. (...) Questo l’abbraccio ultimo del Mistero, contro cui l’uomo – anche il più lontano e il più perverso o il più oscurato, il più tenebroso – non può opporre niente, non può opporre obiezione: può disertarlo, ma disertando se stesso e il proprio bene. Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo".

"Abbà, Padre": senza di te, non sono niente.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Sarete stati colpiti da tante cose; ma la colpa non è mai sradicata nella nostra coscienza, l’affermazione del vero non è mai rinnovata, se tutta l’anima non cerca di far accadere quello che il grido della tradizione cristiana ci fa ridire. Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam è la sintesi di tutto quello che ci dice l’anno liturgico, è la sintesi di tutto quello che ci dice la memoria della vita cristiana.

Perché tutto, tutto viene dallo Spirito Santo. È lo Spirito di Dio che fa accedere alla possibilità di essere colpiti positivamente, e fin fervidamente, dalla vocazione, dalla grazia di Dio nella vita - perché la vocazione è la grazia di Dio nella vita. È per lo Spirito che ogni uomo, come ogni essere, entra in un disegno vasto, vasto come il Padre l’ha pensato.
Chissà se lo Spirito mi concederà ancora di avere un rapporto vivo con voi o, meglio, che il rapporto vivo con voi - che non cesserà più per l’eternità - abbia ancora qualche risvolto operativo diretto nella vita in questo mondo.

Veni per Mariam indica, sintetizza l’indice teso a ogni cosa, a ogni cosa che il nostro occhio umano può farci vedere e che la coscienza può facilmente capire. Perché la Madonna è la sintesi di tutta l’umanità… non solo dell’umanità, ma anche di tutto ciò che il creato porta con sé dall’eternità, per l’eternità. Dall’eternità tutto è del Padre, nel Mistero è nata qualsiasi cosa, qualsiasi pulviscolo, anche il sassolino di sabbia sulla terra, ogni pensiero e ogni sentimento dell’uomo. Esprime sinteticamente, Maria, questo raccordo del Mistero con le cose che il Mistero stesso ha creato (per questo lo Spirito Santo è chiamato redentore e salvatore), perché la Madonna è quell’unica possibilità di sintesi, nel cuore dell’uomo, di tutto ciò che avviene, è avvenuto e avverrà, che è la fede, la quale svolge una speranza, e la speranza ci fa vivere l’aurora dell’eterno. Ci fa vivere l’aurora dell’eterno!

Chissà, chissà che il Signore e la Madonna mi abbiano a dare più sanità e a più rinnovare l’energia di comunicarvi le cose secondo un’esperienza che col tempo diventa sempre più grande, sempre più grande!

Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam sia un raccordo che al vostro animo susciti più in fretta adesione, una certezza di speranza e un inizio di visione di quello che il Signore ci farà come premio finale della nostra vita.

Appunti dall’intervento di Luigi Giussani agli Esercizi spirituali dei Memores Domini, La Thuile, 2 agosto 2001

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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