Un caffè in #compagnia: 13 Marzo 2019

S. Sabino; S. Cristina; S. Ansovino

1.a di Quaresima

Gn 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

L'evangelista Luca ci dimostra le grandi mancanze del popolo di Israele. È un popolo cieco, sordo, muto, un popolo che sta camminando nelle tenebre.Guarda ma non vede, sente ma non ascolta, parla ma non dice, chiede ma non sa che cosa. Sembra rappresentare una vera confusione, un disordine. Chiede un ulteriore segno, vuole portare Gesù a livello dei maghi per, un'altra volta, illudersi e non per fidarsi, non per credere.

Dio ha dato ad ogni uomo un segno di vita indelebile, un soffio di vita. Con questo dono l'uomo è chiamato a collaborare, a lavorare, a costruire il regno di Dio, a portare la buona notizia ovunque per salvare le anime lontane o smarrite. Dio non vuole la morte dell'uomo, ma che si converta e viva.

Il rifiuto, la fuga, la disobbedienza, l'egoismo, la chiusura di Giona, della prima lettura di oggi, è stato trasformato dalla misericordia del Padre al suo perdono.

"Dio vide le loro opere che cioè si erano convertiti e si impietosì".

La Quaresima è il tempo di lasciarsi interpellare da Dio, è il tempo per cogliere appieno "il segno di Giona", cioè il passaggio di Dio, misericordioso, che vuole trasformare la nostra vita e portarla definitivamente verso la strada della santità e della piena realizzazione.

Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam

+ Dal Vangelo secondo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.

Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

"Io ti prego di ascoltare
non andare via,
io continuo a dubitare
non so più qual è la strada mia,
che cosa è bene e cosa è male
quasi non so più,
tanto sembra tutto uguale in questo mondo
se non ci sei tu.

Quell'amore più forte di tutte le nostre infedeltà,
quell'abbraccio purissimo
che ancora e sempre mi salverà,
perché tutto, sai, sta morendo in me
senza te".

Riccardo Fogli

Io ti prego di ascoltare – Riccardo Fogli

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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