Continua la lotta per #Vincent

Continua la lotta per #Vincent

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 16 marzo 2019

Il sito web del Comitato “Je soutiens Vincent Lambert” sembra un bollettino di guerra con tutti i dispacci che arrivano dal fronte.

L’ultimo aggiornamento in ordine cronologico ha appena due giorni:

“il Consiglio di Stato esaminerà venerdì 29 marzo 2019 alle ore 9.30 la validità della procedura d’arresto delle cure a Vincent Lambert (cioè lasciarlo morire di fame e sete – ndr) decisa dall’Ospedale universitario di Reims e convalidata dal tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne lo scorso gennaio.

Lo scopo di questo ricorso presentato dai genitori di Vincent è quello di sospendere la decisione collegiale assunta il 09 aprile 2018 dai medici dell’Ospedale di Reims dove è ricoverato Vincent. Il Comitato di supporto rimane mobilitato e vi terrà aggiornati”.

Fine delle trasmissioni.

Si apre l’ennesima pagina di guerra per Vincent Lambert, paziente tetraplegico di 42 anni, in stato di coscienza minima da 10 anni, che una parte della famiglia vorrebbe vedere morire di fame e di sete e che l’altra (principalmente i suoi genitori) vorrebbe semplicemente vederlo in una struttura specializzata ed attrezzata a prendersi cura di lui.

Il tribunale dovrà decidere sulla base di una nuova perizia medica, realizzata da tre esperti a fine 2018, secondo la quale Lambert "è in stato vegetativo cronico irreversibile e non può accedere ad alcun stato di coscienza". La perizia attesta anche che, però, non c’è alcun accanimento terapeutico e continuare a nutrirlo non si configura come "un trattamento irragionevole o un’ostinazione irragionevole". I genitori di Lambert hanno chiesto che la perizia venga rifatta e condotta in un ambiente neutro da esperti indipendenti.

Da dodici mesi Vincent non riceve alcuna attenzione medica: se ne sta immobile sul letto d’ospedale in attesa che in qualche modo finisca la guerra fatta di carte giudiziarie, perizie mediche, attenzioni mediatiche e tattiche ideologicamente orientate.

Dodici mesi per tornare indietro al 2014, quando i genitori di Vincent fecero il primo ricorso al Consiglio di Stato dopo la terza decisione medica collegiale, sempre da parte dell’Ospedale di Reims, sempre dallo stesso direttore di reparto, il Dr. Sanchez.

Sette dispacci dal fronte di guerra ci aiutano a ricordare che cosa è accaduto in questi ultimi dodici mesi.

Giovedì 22 novembre 2018. “I tre medici esperti - nominati dal tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne - riconoscono che Vincent Lambert non si trova in una situazione di irragionevole ostinazione (obstination déraisonnable). Questa valutazione è un punto di svolta. Gli esperti dicono che la nutrizione e l’idratazione artificiali cui è sottoposto Vincent Lambert non si configura, in senso medico, come ostinazione irragionevole. Questa dichiarazione è coerente con ciò che sosteniamo dall’aprile 2013 e mette in discussione l'intero processo in corso. Gli esperti arrivano a dire che Vincent Lambert può essere curato in un centro specializzato, come ne esistono ovunque in Francia, cosa che chiediamo dal 2013. Questo corrobora l'opinione di molti medici che si erano espressi in tale direzione pubblicamente e su una testata giornalistica importante (L'appel de 70 médecins : ‘Il est manifeste que Vincent Lambert n'est pas en fin de vie’”, “Le Figaro”, 18 aprile 2018). Vincent non ha le caratteristiche di una persona che sta soffrendo e che si trova in situazione di fine vita”.

Leggi anche: "'State introducendo un’eutanasia ipocrita'. Il duro 'J’Accuse' dei 70 medici che difendono Vincent Lambert", di Giovanni Marcotullio, "Aleteia"

Lunedì 26 novembre 2018.’Sarà una condanna a morte di una persona disabile, totalmente vulnerabile, mentre gli esperti dicono che non si configura un'ostinazione medica irragionevole?’. Il professor Xavier Ducrocq, neurologo e consulente medico dei genitori di Vincent Lambert, decrittografa su “Gènéthique” le conclusioni del rapporto di valutazione sullo stato clinico di Vincent Lambert”.

Martedì 11 dicembre 2018. “L'udienza presso il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne prevista per il giorno 19 dicembre è stata posticipata a ‘data da destinarsi’, grazie agli avvocati dei genitori di Vincent. Essi chiedono il rinvio del caso a un altro tribunale per ‘legittimo sospetto’ di imparzialità. Questa è una notizia positiva per il futuro di Vincent”.

Martedì 15 gennaio 2019. “La Corte d'Appello amministrativa di Nancy dirà questo mercoledì 16 gennaio se decide di affidare ad un'altra giurisdizione la procedura riguardante Vincent Lambert!”.

Mercoledì 16 gennaio 2019. “La Corte d'Appello amministrativa di Nancy non ha ritenuto che il tribunale di Châlons-en-Champagne dovesse essere privata dell’‘affaire Vincent Lambert’. Gli avvocati dei suoi genitori faranno appello al Consiglio di Stato. Ciò che si continua a chiedere anche per il 2019 è il trasferimento di Vincent in una struttura specializzata per le persone si trovano nelle sue condizioni di semi-coscienza. Nota bene: a dispetto del ricorso presentato dinanzi al Consiglio di Stato e in violazione del diritto stesso a ricorrere, il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne ha fissato con urgenza un'udienza per lunedì 21 gennaio alle 14:30. E dire che gli avvocati dei genitori di Vincent avevano contestato proprio l’imparzialità dei giudici, imparzialità che dovrebbe essere il fondamento di un processo!”.

Lunedì 21 gennaio 2019. “L'udienza si è appena conclusa presso il Tribunale amministrativo di Châlons en Champagne. La decisione dei giudici sarà conosciuta in 10 giorni”.

Giovedì 31 gennaio 2019. “Il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne ha convalidato la decisione di causare la morte di Vincent Lambert attraverso l’arresto delle cure di base, cioè privandolo di cibo ed idratazione. Il tribunale ha respinto il parere di 55 medici specialisti che ogni giorno si prendono cura di persone nelle stesse condizioni di Vincent e che hanno scritto una nota che abbiamo presentato il giorno stesso dell’udienza. Questi medici hanno spiegato che la valutazione fatta in un solo giorno dagli esperti è contraria al protocollo medico e che gli esiti di tale valutazione così condotta non può avere alcuna affidabilità scientifica. Naturalmente, gli avvocati faranno ricorso al Consiglio di Stato e questo sospenderà temporaneamente la procedura di arresto delle cure”.

L’ultima udienza presso il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne è stata definita “ai confini della legge e dell’etica” da La Croix e “surreale” da Jean Paillot, uno degli avvocati dei genitori di Lambert. "Stiamo iniziando ad essere logorati da questa storia senza fine. Ma nostro figlio sta resistendo e noi resisteremo fino alla fine”, così aveva reagito Viviane Lambert, la madre di Vincent.

Il 20 gennaio 2019 cinquantacinque medici specialisti nella cura delle persone in stato vegetativo o semi-relazionale hanno inviato una lettera ai giudici del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne che vale la pena riprendere in mano.

“Signore e signori del Tribunale,
siamo tutti specialisti nella cura di persone in uno stato di coscienza alterata, sia che si trovino in uno stato di risveglio non responsivo (chiamato anche stato vegetativo cronico o EVC) o in uno stato semi-relazionale (EPR). La fluttuazione del loro stato di coscienza (secondo i momenti, le stimolazioni, gli operatori) è una delle caratteristiche specifiche di questi pazienti.

I nostri colleghi Xavier Ducrocq, Edwige Richer e Catherine Kieffer, che hanno preso parte alla perizia di Vincent Lambert, ci hanno spiegato la metodologia adottata per effettuare la valutazione clinica sullo stato di coscienza del sig. Lambert: Vincent Lambert è stato valutato in una sola serata dalle ore 20:30 alle 21:30 e successivamente in una mattinata per sole 1 ora e 30 minuti, alla presenza di 7 persone, per lui, totalmente sconosciute. Queste valutazioni comportamentali non sono state reiterate in seguito.

Gli esperti forensi hanno concluso così che la diagnosi medica confermasse uno stato vegetativo permanente (état végétatif permanent). Dicono anche che il signor Vincent Lambert - che riceve solamente nutrizione con una sondina e viene idratato artificialmente - non può costituire un'ostinazione irragionevole e sostengono il trasferimento del paziente presso un’altra unità medica specialistica.

Se non possiamo che concordare su questi ultimi due punti, contestiamo tuttavia il protocollo di valutazione utilizzato e - di conseguenza - gli esiti prodotti. Data la natura fluttuante di questi pazienti, la valutazione deve essere ripetuta in diversi momenti della giornata e per diversi giorni, come raccomandato dal professor Steven Laureys del Coma Science Group di Liegi: il CRS-R deve essere applicato al paziente come minimo 5 volte in 10 giorni per i risultati da considerare affidabili (‘Evaluations comportementales chez les patients en état de conscience altérée‘– Wolff et coll – EMPR 2018 – pag. 54).

Una buona valutazione richiede anche condizioni favorevoli: un ambiente stimolante ed accogliente che permetta al paziente di potere entrare a suo modo in relazione con chi lo osserva; inoltre deve essere condotta da un team multidisciplinare appositamente formato all'osservazione, devono essere presenti i familiari del paziente, in modo da facilitarne la relazione fiduciosa. In ogni caso, la regola fondamentale che deve essere sempre tenuta presente è il fatto che un'assenza di manifestazione di coscienza in un dato momento non significa l'assenza di coscienza.

Le risultanze derivanti da rilevazioni morfologiche (radiografie, ecografie, etc.) non possono in nessun caso, da sole, essere sufficiente per verificare la presenza o meno di uno stato di coscienza. La valutazione comportamentale clinica - nelle condizioni sopra esposte - rimane fondamentale. Essa può essere completata dalla diagnostica per immagini.

È in forza di tutte queste considerazioni che, ogni giorno, nelle nostre unità mediche, in conformità alla circolare 228 del 3 maggio 2002, noi ci prendiamo cura in questo modo delle persone in stato di coscienza minima e di quelle in stato di veglia non responsiva.

Dal momento che il signor Vincent Lambert non è in coma, né esposto a un rischio vitale, né in fin di vita, questa circolare relativa ai diritti dei pazienti deve essere rispettata.

Poiché il signor Vincent Lambert non è in coma, non è esposto a un rischio vitale e non è alla fine della sua vita, è coperto da questa circolare sui diritti dei pazienti. Il signor Vincent Lambert non è stato valutato secondo le migliori pratiche mediche.

Questo è tanto più inquietante dal momento che ciò che si applicherà a lui potrebbe, di conseguenza, riguardare anche tutti coloro che condividono la sua stessa situazione. Coscienti del carattere eccezionale di questo processo, ci sembra necessario in coscienza avvertirvi.

Vi preghiamo di accogliere questa nota, signore e signori giudici del tribunale, come l’espressione della nostra più alta considerazione per la vostra responsabilità e il vostro gravoso compito in queste circostanze”.

Se anche solo il 10% di quanto viene qui affermato corrispondesse al vero, perché continuare in questa ostinata ed irragionevole volontà di condannare a morte per fame e sete Vincent Lambert?

Il Comitato "JE SOUTIENS VINCENT" ha lanciato una petizione online: "Sauver Vincent, tout simplement", salvare Vincent, semplicemente questo.

Più di 111 mila persone hanno firmato.

Un piccolo gesto di vicinanza e sostegno a chi si batte per la vita.

Basta poco: firma anche tu!

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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