Padri offesi nelle libreria “de sinistra”

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PADRI OFFESI NELLE LIBRERIE “DE SINISTRA”

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 19 marzo 2019

Entro in libreria per curiosare e un cartello promozionale posto in bella vista all’ingresso mi annuncia uno sconto del 15% su una selezione di libri, valido sia in libreria che online fino al 19 marzo.

Non so resistere alla passione per i libri e mentre butto gli occhi sullo spazio promozione ne comprendo la ragione: la “Festa del Papà”!

Perfetto, ho la scusa giusta per comprarmi un libro, sono o non sono un papà?

Un invito a nozze.

Poi mi viene di spostare lo sguardo sulla destra del cartello promozionale a sfondo tutto verde.

Si vede il disegno stile cartoon di un bimbo sulle spalle del proprio papà, un individuo barbuto: in alto la scritta “Festa del Papà” e più in basso un suo pensiero (del bambino): “Io comunque preferisco la mamma”.

Un messaggio sgradevole e stupido, oltre che offensivo e denigratorio nei confronti di tutti i papà.

Non si comprende quale beneficio possa portare all’azienda una campagna di questo genere.

Evidentemente tante persone hanno provato lo stesso sentimento di indignazione se sul sito ufficiale della casa editrice è stata sostituita la pubblicità incriminata con un immagine di un ragazzo che legge un libro e sopra la scritta: “Il mio papà è un SUPER EROE-LETTORE”.

Resta però la precedente pubblicità in tutti i 122 punti vendita italiani.

Se volete la mia personalissima opinione, c’è di più dietro a quello che potrebbe apparire un mero errore di strategia di marketing e comunicazione.

Il Gruppo Feltrinelli: 63 anni di storia, 2000 addetti, 17 milioni di titoli venduti all’anno, 122 store in Italia, 1 milione 500 mila utenti social. Un impero di tale portata non commette un errore di sbaglio.

La verità la si trova spesso nei dettagli e nelle piccole cose, come una campagna pubblicitaria.

E la verità è che in Italia la cultura è tendenzialmente sempre di sinistra.

Occorre pagare dazio ad una cultura femminista post’68 che non tollera il maschile.

Il maschio responsabile di ogni limitazione della donna, in ogni campo e settore della vita pubblica e privata, il maschio che vuole la donna in cucina, a sfornare figli, niente lavoro, il maschio che usa la donna per i suoi desideri, il maschio orco, patriarcale e medievale.

La sto facendo più grossa di ciò che è?

Me lo auguro, ma non ne sono così sicuro.

Un gruppo editoriale come "La Feltrinelli" avrebbe anche solo potuto immaginare di affidare una campagna promozionale simile per la Festa della Donna?Non credo proprio.

Giangiacomo Feltrinelli fondò il gruppo omonimo nel 1954 e fu l'artefice di numerose operazioni editoriali popolari, pubblicando importanti libri a prezzi accessibili in un'Italia che faticosamente stava ancora riprendendosi dalle devastazioni della seconda guerra mondiale.

Ma Feltrinelli era anche altro.

Appartenente a una ricchissima famiglia della borghesia milanese, Giangiacomo partecipò molto giovane alla Resistenza nelle formazioni partigiane di sinistra.

Nel 1970 fondò i GAP (Gruppi d'Azione Partigiana), una delle prime organizzazioni armate di sinistra della stagione degli anni di piombo.

I Gruppi d'Azione Partigiana (GAP) – che riprendevano la sigla dei Gruppi di Azione Patriottica della Resistenza italiana - erano un gruppo paramilitare d'ispirazione guevarista che, come altri al tempo, riteneva che Palmiro Togliatti avesse ingannato i partigiani, prima promettendo la Rivoluzione comunista, per poi all'ultimo tradirli, il 22 giugno del 1946, bloccando qualsiasi moto rivoluzionario in Italia. Ma, a differenza dei successivi gruppi eversivi di sinistra e in generale della moda imperante all'epoca in quegli ambienti, non prendeva le distanze dall'URSS in nome di “una rivoluzione più rivoluzionaria”, ma, piuttosto, riteneva che nonostante tutti quelli che potevano essere i lati oscuri dell'Unione Sovietica (egli stesso si dichiarava anti-stalinista e pubblicò difatti Pasternak, scrittore dissidente), essa stessa fosse l'unica speranza per il successo della rivoluzione nel mondo.

Più in generale, Feltrinelli ipotizzava un esercito internazionale del proletariato, composto da molteplici avanguardie strategiche rivoluzionarie, ispirandosi in questo al Vietnam, alla Corea del Nord, alla Cina (definita dallo stesso editore quale "prima riserva strategica rivoluzionaria") ed agli Stati socialisti del Patto di Varsavia. La cultura rappresentava uno strumento importante per formare le masse alla coscienza rivoluzionaria, tanto è che il filo rosso editoriale del Gruppo era quello di stampare e diffondere le opere di Marx e di Che Guevara.

La vita di Feltrinelli finì tragicamente il 15 marzo del 1972, quando sotto il traliccio di un palo dell’alta tensione nella periferia di Milano viene ritrovato il corpo dilaniato di un uomo: giorni dopo viene data la notizia che quel corpo saltato in aria dopo un esplosione era quello di Giangiacomo Feltrinelli.

Ma questa è un'altra storia, che ancora oggi è avvolta nel mistero.

Buona Festa del Papà ...


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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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