Il concepito diventerà soggetto giuridico?

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Il concepito diventerà soggetto giuridico?

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 27 marzo 2019

La Lega propone un piano per diminuire il numero degli aborti in Italia.

Come? Puntando sulle adozioni.

Il partito di Matteo Salvini ha presentato alla Camera una proposta di legge (primo firmatario Stefani, deputato vicino al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana) sottoscritta da una cinquantina di parlamentari "in cui non si chiede di rimuovere la 194, ma di riconoscere 'soggettività giuridica al concepito' al fine dell'adozione e di mettere in relazione già al momento della gravidanza famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo".

A scriverlo è "Il Messaggero", in un articolo uscito lunedì dal titolo "Lega, mossa anti-aborto: 'Patto per adozioni prima del parto'".

In realtà, si sta parlando - ad oggi - di una proposta di legge depositata in data 04 Ottobre 2018 dal titolo "Disposizioni in materia di adozione del concepito" (1238), assegnata alle Commissioni riunite II Giustizia e XII Affari sociali in sede Referente il 15 marzo 2019.

Dunque, un testo che è ancora agli inizi del lungo iter previsto prima di potere approdare al voto deliberativo (e non è affatto scontato che giunga fino a tale approdo).

In ogni caso, andiamo a vedere sommariamente l'articolato, per comprenderne meglio obiettivi e modalità di attuazione.

"La presente proposta di legge - si legge nella Relazione introduttiva al testo - si prefigge di individuare le modalità più efficaci, sul piano delle scelte politiche, di prevenzione dell’aborto quale obiettivo primario delle scelte di sanità pubblica nonché di coniugare l’elevato numero di concepiti 'indesiderati' e il desiderio reale di coppie disponibili all’adozione nazionale. A tali fini alla donna che abbia deciso di abortire a causa delle sue condizioni economiche, sociali o familiari, alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, ovvero a causa di previsioni di anomalie o di malformazioni del concepito, è data la possibilità di evitare l’IVG in considerazione dell’immediato inserimento del nascituro in una famiglia adottiva; alle coppie, disponibili all’adozione nazionale, il cui accesso all’adozione è di fatto precluso a causa di un insufficiente numero di bambini adottabili, è data una maggiore possibilità di adottare".

I capisaldi della proposta di legge sono tre, così come vengono elencati sempre nella Relazione introduttiva:

  • "la donna, in alternativa all’IVG per le ipotesi previste dalla legge n. 194 del 1978, può ottenere lo stato di adottabilità del concepito, che è disposto, con rito abbreviato, con decreto del tribunale per i minorenni prima della nascita del concepito;
  • la donna, fino al momento della nascita e nei sette giorni successivi, può sempre e liberamente revocare il proprio consenso allo stato di adottabilità del concepito;
  • il tribunale per i minorenni, entro sette giorni dalla nascita del concepito dichiarato adottabile, sceglie la coppia tra un apposito elenco di coppie la cui residenza è posta a una distanza non inferiore a 500 chilometri dal luogo di nascita del concepito e dispone l’affidamento preadottivo, ai fini della successiva adozione".

L'obiettivo e il senso di questa proposta di legge appare chiaro fin da subito: non si tocca la Legge 194, non si entra nel tema "abortò sì, aborto no". L'articolato va nella direzione di dare pieno compimento allo spirito della norma, in particolare con gli Art.li 1 e 2:

  • "Art. 1.Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
  • "Art. 2I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405 (2), fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza: informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio; informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante; attuando direttamente o proponendo all’ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a); contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza".

Negli Art. 1 e 2, la proposta di legge ne articola sommariamente le modalità di attuazione.

Le coppie disponibili all'adozione nazionale dovranno presentare apposita domanda al tribunale per i minorenni (la domanda ha una validità di 5 anni e può essere rinnovata) specificando "l'eventuale disponibilità all'adozione anche qualora sussistano previsioni di anomalie o di malformazioni del concepito".

La donna fino al momento della nascita del concepito e nei sette giorni successivi, "può sempre e liberamente revocare il proprio consenso allo stato di adottabilità".

Lo stato di adottabilità del concepito "viene disposto con rito abbreviato, con decreto del tribunale".

Il tribunale per i minorenni "sceglie la coppia in un apposito elenco di coppie la cui residenza è posta a una distanza non inferiore a 500 chilometri dal luogo di nascita del concepito e dispone l'affidamento preadottivo" alla coppia.

La struttura socio-sanitaria alla quale si rivolge una donna che vuole abortire deve informare obbligatoriamente (anche per iscritto) dell'esistenza di misure alternative alla interruzione volontaria di gravidanza.

Il tribunale per i minorenni che ha disposto l'affidamento preadottivo, decorsi due anni dall'affidamento, eventualmente prorogabili di altri due con ordinanza motivata, decide poi sull'adozione con sentenza adottata in camera di consiglio.

"Le misure proposte - si sottolinea nel testo - non costituiscono forme di riduzione della possibilità di accedere alle disposizioni della legge n. 194 del 1978" ma solo "forme alternative all'IVG".

Permettono inoltre "un'efficace azione di prevenzione dell'aborto", garantiscono "una più ampia possibilità di accesso all'adozione" e "non comportano aumenti di spesa".

Insomma, la linea leghista è chiara: politicamente contraria all'aborto come scelta, tuttavia non mette in discussione il diritto della donna ad abortire come previsto dalla norma, ma intende offrire una possibilità concreta e praticabile perchè le donne possano scegliere la vita.

"La legge n. 194 del 1978 si proponeva di legalizzare l’aborto in alcuni casi particolari (violenza carnale, incesto, gravi malformazioni del nascituro, eccetera) e di contrastare l’aborto clandestino, mentre, ad avviso dei proponenti - si legge nella relazione introduttiva alla proposta di legge - , ha contribuito ad aumentare il ricorso all’aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino.

Infatti, l’articolo 1 della legge n. 194 del 1978 è stato in gran parte disatteso, come dimostra la scarsità delle iniziative pubbliche promosse per 'evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite' (terzo comma) e anche l’articolo 2 è risultato di limitata applicazione, in particolare laddove consente al volontariato di collaborare con i consultori, anche informando la donna sulle possibili alternative all’aborto (adozione in anonimato, aiuti economici, assistenza psicologica, ricerca di un lavoro, eccetera); tale attività viene spesso ostacolata, senza considerare che talvolta basta un piccolo aiuto economico o l’offerta di un lavoro per restituire a una donna in difficoltà la serenità necessaria per accogliere il suo bambino.

La legge n. 194 del 1978 voleva impedire il ricorso all’aborto dopo i primi novanta giorni dal concepimento, tranne nel caso di 'serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna' (articolo 4): questo limite è stato ampiamente superato, come dimostra l’analisi delle relazioni annuali sullo stato di attuazione della legge predisposte dal Ministero della salute, dalle quali risulta che, nel periodo 1990-2010, gli aborti oltre la dodicesima settimana sono cresciuti del 182 per cento e costituiscono il 27 per cento di tutti gli aborti.

Gli aborti legali, effettuati dal 1978 ad oggi, sono circa 6 milioni, senza contare le 'uccisioni nascoste' prodotte dalle pillole abortive e dall’eliminazione degli embrioni umani sacrificati nelle pratiche della procreazione medicalmente assistita. Le statistiche annuali degli aborti mostrano un leggero calo negli anni, ma non tengono conto delle varie pillole abortive: manca all’appello una popolazione di 6 milioni di bambini, che avrebbero impedito il sorgere dell’attuale crisi demografica".

Le reazioni?

Tensione nella maggioranza sui temi etici anche in vista del discusso congresso delle Famiglie che si terrà a Verona nel prossimo weekend e che vedrà la partecipazione del ministro leghista della Famiglia Lorenzo Fontana e del leader della Lega Matteo Salvini. Arriva un altolà dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

"Non ci sono dubbi che la legge 194" sull'aborto "sia una conquista del nostro Paese: mi guarderei bene dall'intervenire", ha detto a Radio Capital interpellato sul convegno di Verona sulla famiglia, e ha aggiunto: "E' medioevo, l'ho detto e lo ribadisco. Poi un conto è la partecipazione ad eventi, a Verona non andrei nè come Alfonso Bonafede né come uomo delle istituzioni, un altro è chiedermi come si fa a governare con la Lega, con cui governiamo benissimo".

La domanda sulla 194 riguardava una proposta di legge di una cinquantina di parlamentari della Lega a proposito del riconoscimento del nascituro come soggetto giuridico ai fini dell'adozione, proposta che qualcuno interpreta come un grimaldello per modificare la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza.

"Non conosco la proposta in questione - ha detto Bonafede - il parlamento la analizzerà, ma non ci sono dubbi che la 194 è stata una conquista di civiltà giuridica e sociale del nostro paese e mi guarderei bene dall'andare a rivederla. Poi si possono sempre migliorare le situazioni, ma i principi non sono in discussione".

"Polemiche inesistenti. Noi tuteliamo le famiglie italiane. Ma divorzio, aborto, parità di diritti tra donne e uomini, libertà di scelta per tutti non sono in discussione", dice il vicepremier Matteo Salvini intervenendo sulla proposta della Lega sull'aborto e sul conseguente "no" del M5S.

"Parlare della 194 non ha senso, è un falso problema. Inutile discutere su queste cose - taglia corto Luigi Di Maio - è evidente che parliamo di una legge indiscutibile.

Pensiamo a sostenere le famiglie, a mettere in condizione le mamme di portare avanti una gravidanza, di aiutare le giovani coppie con incentivi.

Dobbiamo ispirarci al modello francese: servono rimborsi per asili nido, incentivi per l'acquisto di pannolini e baby sitter, l'Iva agevolata per prodotti neonatali, per infanzia e terza età. Come governo dobbiamo lavorare a questo per sostenere le famiglie italiane".

E dalle opposizioni? Forza Italia e Fratelli d'Italia -  per ora - non pervenuti.

E' il nuovo Pd sinistra-sinistra di Zingaretti a sparare a zero.

"Nella società urta anche un radicalismo di questa destra. Rispetto all'evento di Verona, ho visto degli spot inquietanti, un passo indietro nella storia della civiltà", ha detto Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd a proposito del Congresso delle famiglie.

Ieri conferenza stampa Dem contro la proposta presentata da 50 parlamentari della Lega con le deputate.

"La Lega di Salvini ha presentato una proposta di legge per rendere adottabili i feti. Un obbrobrio giuridico che ci riporta a tempi antichi, che mina la libertà delle donne, attacca la legge 194, non aiuta la maternità".

Lo scrive su Facebook Ettore Rosato, vice-presidente della Camera.

"Meno che mai limiterà le interruzioni di gravidanza che per fortuna nel nostro paese diminuiscono ogni anno. Insomma invece di investire sulla sanità, di aiutare le famiglie concretamente, di riformare la legge sulle adozioni, Salvini sceglie la strada più semplice che anche quella più oscurantista, violenta e maschilista", conclude.

"La Lega continua la sua crociata sul corpo delle donne. Per fare campagna elettorale non risparmia di diffondere fake news sulla base delle quali costruisce addirittura proposte di legge. Questa volta la provocazione leghista arriva a teorizzare l'adottabilità del concepito già durante la gravidanza", ha replicato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico.

"La legge 194, su cui si sta abbattendo la scure della Lega - prosegue Rotta - ha permesso di salvare tante vite umane; non solo le donne non muoiono più di aborti clandestini, ma le interruzioni volontarie di gravidanza sono nettamente diminuite. Ora però, per pura foga ideologica, cercano di andare a minare una legge che ha dimostrato di non essere 'pro aborto' ma di tutela delle donne, e di contro non si rendono neppure contro che mettono a repentaglio la legge sulla procreazione assistita e aprono all'utero in affitto. Mi auguro che questa sia solo un'ennesima provocazione e non corrisponda a un reale progetto. Se così fosse la Lega è avvisata: non permetteremo che continuino la campagna elettorale sul corpo delle donne".

Alberto Gambino, giurista e presidente di Scienza &Vita e Prorettore dell'Università Europea di Roma, si dice favorevole: "L'idea di introdurre nell'iter procedimentale che porta all'interruzione della gravidanza l'alternativa volontaria dell'attribuzione in adozione del bambino appena nato, rappresenta una valida alternativa all'aborto che non può che essere presa in considerazione da chiunque abbia a cuore la vita nascente e la stessa salute psico-fisica della madre".

Né vale obiettare, come sollevato da taluno - prosegue il giurista - che tale possibilità aprirebbe la strada al cosiddetto utero in affitto o attribuirebbe diritti al feto così da impedire alle donne di accedere all'interruzione volontaria della gravidanza".

"In realtà - conclude il presidente di Scienza & Vita - la proposta ripercorre quella di alcuni deputati centristi della scorsa legislatura (Sberna e Gigli) che si muove anche nella prospettiva di ridurre l'impatto sulla psiche della donna le ripercussioni che il dramma dell'aborto spesso provoca, assegnando alla stessa una possibilità meno devastante della soppressione della vita che si ha in grembo".

Non so - francamente - se l'articolato di questa proposta di legge rischi di aprire un varco per legittimare l'abominevole pratica dell'uterto in affitto. Per ora, mi fido di Gambino, che so essere persona onesta nonchè un giurista attento e preparato (ma mi riservo ulteriori approfondimenti nel merito).

Sul piano politico, tuttavia, è innegabile che la Lega di Salvini abbia ora in mano una formidabile arma per sostenere nei fatti la tutela della vita fin dal concepimento. Fuori dalle isteriche reazioni contrarie, Salvini ha davanti a sè una pista che può percorrrere fino in fondo senza ingaggiare un corpo a corpo durissimo contro la Legge 194 e il totem che essa rappresenta.

Una formidabile arma oggettivamente rivoluzionaria, perchè - se approvata - significherebbe sancire nero su bianco l’evidenza e cioè riconoscere soggetività giuridica al feto e quindi riconoscere giuridicamente come persona l’embrione.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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