Il Consiglio di Stato ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert

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Il Consiglio di Stato francese ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert

di Davide Vairani

Il Consiglio di Stato francese ha deciso: eutanasia per Vincent Lambert.

Inutili i giri di parole: "questo è il peggior risultato possibile per Vincent, per i suoi genitori, i fratelli e le sorelle che lo sostengono, per i suoi amici e per i 110.000 sostenitori del Comitato, ma anche per le migliaia di pazienti che vivono in Francia nelle stesse condizioni di minima coscienza relazionale di Vincent", si legge nel comunicato del Comitato "Je soutien Vincent".

I giudici amministrativi supremi avevavo ascoltato i parenti di Vincent Lambert il 29 marzo scorso in un'audizione durata tre ore, durante la quale si erano di nuovo scontrati sul mantenimento o meno in vita di questo ex infermiere di 42 anni in stato vegetativo cronico dal 2008 a causa di un incidente stradale.

Tre settimane si sono concessi per esprimere il loro giudizio.

Due le opzioni: accettazione della cessazione delle cure (e quindi condanna a morte di Vincent Lambert) oppure raccomandare di trasferire Vincent Lambert in un istituto specializzato con l'esperienza e la competenza adeguata per prendersi cura del suo stato semi-relazionale (coscienza minima), stato nel quale vivono circa 1.700 persone in Francia.

Hanno deciso di scegliere la prima: conferma della sentenza del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne che a sua volta aveva confermato la decisione di interrompere i trattamenti vitali assunta in data 9 Aprile 2018 dal dottor Vincent Sanchez, capo dell'unità pazienti con lesione cerebrale dell'Ospedale universitario di Reims (Marne) dove è ricoverato Vincent Lambert.

Vincent Lambert è in uno stato vegetativo cronico: soffre di danni cerebrali "irreversibili", secondo gli esperti, ma non è collegato a una macchina per respirare.

"Nell'aprile 2018, quando la vita di Vincent era già seriamente minacciata, 70 medici avevano ricordato su un giornale nazionale che Vincent Lambert non era alla fine della sua vita e che nel nostro Paese esistevano unità specializzate per prendersi cura di lui" - insiste il Comitato "Je soutien Vincent".

"La giustizia ha deciso diversamente e preferisce sostenere le pratiche di eliminazione delle persone disabili sotto la copertura della lotta contro l'accanimento terapeutico e nel modo più ipocrita, provocando cioè la morte per fame e sete per evitare di dover utilizzare una siringa di pentotal".

Inutili i giri di parole.

"Vincent Lambert è in una condizione di stabilità.

Non è alla fine della vita. Non è sotto assistenza respiratoria o cardiaca.

Non ha perso il riflesso di deglutire: i suoi genitori che lo visitano ogni giorno vedono bene qu’il n’est pas le légume décrit par les médias, che non è un vegetale cone al contrario viene descritto Vincent dalla maggior parte dei media, e molti medici lo vedono con loro.

Vincent Lambert è una persona gravedemente disabile, in uno stato di coscienza minima, ma molti altri sono come lui e accettare di trovare la morte nelle condizioni di un'eutanasia mascherata di fatto condannerebbe tutti i suoi simili".

In una dichiarazione rilasciata mercoledì poco dopo l'annuncio della decisione del Consiglio di Stato, gli avvocati dei genitori di Vincent hanno annunciato il deposito di due ricorsi: uno alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e un altro al Comitato internazionale delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti delle persone con disabilità (ICRPD).

"La decisione del Consiglio di Stato non è definitiva e la decisione di causare la morte di Vincent Lambert non può essere eseguita", commentano gli avvocati.

Difficile immaginare un positivo esito giudiziario di questa infinita battaglia legale iniziata nel 2013, dopo che il Consiglio di Stato francese si è espresso due volte nella medesima direzione (la prima è stata nel 2014) e la Corte europea dei diritti umani nel 2015 aveva sostanzialmente convalidato la legalità di questa decisione medica, dopo quattro procedure collegiali che hanno sentenziato l'"ostinazione irragionevole" nel mantenere in vita Vincent Lambert.

Lo afferma Nicolas Hervieu, specialista di diritto europeo, su "Le Monde":

"è molto probabile che la CEDU respinga rapidamente la richiesta, forse in pochi giorni, perché la sua giurisprudenza in materia stabilita durante la sua prima decisione del caso Lambert del 5 giugno 2015 è chiara".

si veda: "Affaire Vincent Lambert: le Conseil d’Etat valide la décision d’arrêt des traitements", di François Béguin, "Le Monde", 24 aprile 2019

"Siamo ad un potenziale punto di svolta", ha aggiunto: "non esiste più alcun ostacolo giurisdizionale che possa impedire l'attuazione della sospensione del trattamento".

Il potenziale punto di svolta si chiama eutanasia legalizzata.

La cultura dello scarto avanza inesorabilmente.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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