“Monsieur le Président de la République”: salvate #Lambert

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"Monsieur le Président de la République": salvate #Lambert

di Davide Vairani

"E se non potrai correre
e nemmeno camminare
ti insegnerò a volare
ti insegnerò a volare"

In un inumano conto alla rovescia, poco meno di 30 ore separano la vita di Vincent Lambert dalla sua probabile esecuzione.

Il giovane 43enne francese, gravemente disabile ma non in fine della vita, è tenuto appeso ad un sottile filo di speranza: il Comitato internazionale della diritti delle persone con disabilità (CRPD) dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto alla Francia, il 03 maggio scorso, di adottare tutte le misure per mantenere e garantire la nutrizione e l'idratazione a Vincent Lambert, in attesa di potere verificare se esistano le condizioni di una palese violazione dei diritti delle persone con disabilità.

Tecnicamente si chiamano "misure provvisorie", misure che in questa fase dell'iter di valutazione del ricorso presentato dai genitori di Lambert al Comitato di Ginevra non hanno l'obiettivo di entrare a gamba tesa nelle decisioni giuridiche della Francia.

Il governo francese ha sei mesi di tempo per fornire le proprie osservazioni in merito prima di un'audizione formale: questo prevede l'articolo 4 del Protocollo Operativo della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità, entrambi ratificati dalla Francia il 18 febbraio 2010.

Nonostante gli impegni internazionali assunti, la Francia si ostina a non considerare vincolanti per la propria lesgislazione le misure prescritte dal Comitato dell'Onu.

Per questo motivo, il medico dell'ospedale di Rèims ha comunicato che a partire dalla settimana del 20 di maggio porterà ad esecuzione la sospensione dei trattamenti per Vincent Lambert, a seguito alla decisione del Consiglio di Stato del 24 Aprile 2019 che ha rigettato i ricorsi sospensivi dei genitori di Lambert.

"Monsieur le Président de la République": Viviane e Pierre, i genitori di Vincent, si rivolgono al Presidente della Repubblica francese con una lettera aperta.

"Se la Francia intende confermare il proprio rifiuto di rispettare le misure provvisorie richieste due volte dalla CRPD, senza nemmeno rispettare la procedura per impugnare tali provvedimenti provvisori (articolo 64 del regolamento CRPD), Vincent Lambert morirà - scrivono gli avvocati di Viviane e Pierre -.

E' un dato certo che la Francia sarà severamente condannata dopo l'esame del nostro appello e verrà additata dalla comunità internazionale rea di avere violato il diritto di petizione individuale e i diritti umani che lo prevedono".

"Signor Presidente, nel momento stesso nel quale la Francia sta per assumere la presidenza del Consiglio d'Europa per i prossimi sei mesi, quale disastroso segnale il nostro Paese si accinge a lanciare, sia per le persone con disabilità che per la comunità internazionale?"

Per la terza volta, Viviane e Pierre si appellano al Presidente francese: invano.

Due lettere trasmesse a Macron nel 2018.

Proprio in quei giorni, il Dr. Vincent Sanchez informava unilateralmente la famiglia di Vincent Lambert che di lì a dieci giorni, il 19 aprile, il loro figlio sarebbe stato ucciso per fame e per sete, a seguito di una procedura medica collegiale assunta per "ostinazione irragionevole" (la quarta in undici anni di battaglie legali).

La stessa procedura che, a meno di un miracolo imprevisto, si compirà nella settimana del 20 maggio prossimo.

"Signor Presidente,

la mia lettera del 16 aprile è rimasta senza risposta. Le chiedo di ricevermi per parlarle di mio figlio, Vincent, che si trova in stato di minima coscienza all’ospedale di Reims.

Oggi, signor Presidente, reitero la mia domanda perché sono molto preoccupata".

"Signor Presidente: mio figlio non ha meritato di essere affamato e disidratato.

Chi oserebbe, riguardo a questo, parlare di 'morire nella dignità'? Perché infliggergli questa pena? Che colpa ha commesso Vincent?

Mi permetta di presentarglielo – perché lei possa giudicare – e di ricordarle il suo stato.

Vincent è un uomo di 42 anni, in situazione di grave handicap. In seguito a un incidente automobilistico si trova in stato ipo-relazionale. È uno stato di coscienza minima che gli impedisce di comunicare verbalmente. Ma è tutto qua!

Vincent non è in coma, non è malato, non è intubato. Non è una macchina che mantiene mio figlio in vita.

Respira senza assistenza. Si sveglia la mattina e si addormenta la sera. Quando noi, i suoi genitori, siamo con lui, ha delle reazioni. Ci segue con lo sguardo, talvolta intensamente, e lo stesso fa con suo fratello David, che gli sta molto vicino.

Ha emesso in nostra presenza parecchie fonazioni, una delle quali – che abbiamo filmato – ha impressionato i medici specialistici a cui l’abbiamo sottoposta, i quali affermano che non si trova in stato vegetativo.

Aveva perso il riflesso della deglutizione… e l’ha ritrovato.

Ho potuto dargli da mangiare del cibo che egli ha deglutito senza alcuna difficoltà. Abbiamo mandato anche questa registrazione a decine di specialisti che – tutti – hanno affermato che dovrebbe essere rieducato a mangiare con la bocca.

Però bisogna farlo secondo protocolli specializzati, con un’équipe pluridisciplinare, in un’unità specializzata, nel quadro di un progetto di vita in contatto con la sua famiglia.

E invece, per lui non c’è più se non un progetto di morte.

E un medico, a Reims, senza tenere in alcun conto tutti questi pareri specializzati, ha deciso di interrompere la sua alimentazione e la sua idratazione, che avvengono per sondino naso-gastrico, senza permettergli di essere preso in cura da altri che lo rieduchino e lo stimolino.

Vincent è handicappato, ma vive".

Dopo un anno da quelle parole, Viviane e Pierre tornano di nuovo ad appellarsi a Macron:

"Qual è l'urgenza di fare morire Vincent Lambert al prezzo di una violazione degli impegni internazionali della Francia, mentre gli esperti legali stessi hanno scritto nel novembre 2018 che la sua dieta e idratazione non configurano ostinazione irragionevole?

Perchè questa urgenza?

I media attenderanno di fronte alla sua camera per annunciare una morte che apparirà ai posteri come un crimine di stato, crimine commesso a costo di un colpo di stato contro lo stato di diritto.

Qualunque possa essere la posizione di ciascuno di noi in merito alla situazione di Vincent Lambert, nessuno di noi è mai riuscito a comprendere le ragioni per la quali a Vincent Lambert venga negata la possibilità di essere preso in carico da una delle 150 unità specializzate create a partire dal 2002 che svolgono un meraviglioso lavoro di competenza e umanità nell'accompagnamento dei pazienti e delle loro famiglie, nonostante il fatto che molte di esse si sono dichiarate pronte ad accoglierlo.

La vostra decisione di applicare le misure provvisorie richiesta dal CRPD a favore di Vincent Lambert e quindi evitare una grave violazione della Convenzione non metterebbero in discussione le decisioni interne già assunte.

In questo modo, Signor Presidendte, lei permetterebbe soltanto di rispettare queste misure provvisorie, che il 17 maggio scorso sono state di nuovo richieste e sollecitate dal CRPD e così rafforzerebbe l'autorevolezza della Francia nel presiedere il Consiglio d'Europa".

Dietro Vincent Lambert c'è il destino di tutte le persone disabili, il destino delle persone anziane non più autosufficienti, il destino di ogni persona in stato di estrema dipendenza: questo è in gioco.

La dipendenza e la fragilità rendono la vita umana indegna di essere vissuta?

La vita umana è davvero indipendenza, autonomia, emancipazione dell'individuo?

La vita umana è dipendenza.

Abbiamo iniziato dipendenti e oggi che siamo adulti dipendiamo da tutti quelli che ci circondano.

E finiremo la nostra vita probabilmente in questa esperienza di dipendenza inscritta nella nostra vita, che è la sostanza stessa della vecchiaia e poi della morte.

Questo scrivono al Presidente della Repubblica di Francia:

"Qual è il segnale che la Francia vuole indirizzare a migliaia di persone con disabilità cognitive, persone con demenza o morbo di Alzheimer e a tutte le loro famiglie?

Lo sappiamo e attiriamo seriamente la vostra attenzione su questo punto: vivono nell'angoscia di ciò che sta accadendo a Vincent e di ciò che può accadere anche a loro.

Come si può non capire che un intero apparato statale si sta mobilitando contro la vita di un uomo rinchiuso nella stanza di un servizio ospedaliero che da più di cinque anni assomiglia ad un sinistro braccio della morte?".

"Signor Presidente, Vincent Lambert morirà senza idratazione nella settimana del 20 maggio se lei non fa nulla e lei è l'unico e l'ultimo ad avere il potere di intervenire.

Nel tempo maledetto della pena di morte, era consuetudine che il Presidente della Repubblica ricevesse gli avvocati per consentire loro un ultimo appello. Non le chiediamo la grazia per un uomo condannato a morte. Veniamo a chiederle di fare rispettare dal Ministero della Salute gli obblighi della Francia a favore di una persona disabile

Lei ha in mano oggi il diritto alla vita e alla morte su Vincent Lambert.

Che magnifico esempio dareste alla Francia, all'Europa e al mondo intero: quello di un Presidente arbitro, al di sopra della mischia, per prima cosa attento a proteggere nell'emergenza le persone più vulnerabili e garante della parola data dalla Francia sul piano internazionale.

La preghiamo di accogliere, Signor Presidente della Repubblica, l'espressione della nostra più alta considerazione".

Avv. Jean PAILLOT

Avv. Jérôme TRIOMPHE


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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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