Inizia una durissima settimana per #Vincent

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Inizia una durissima settimana per #Vincent

di Davide Vairani

“Vincent Lambert n’est pas en fin de vie, nourrissez Vincent Lambert”, Vincent non è in fine vita: non sospendetegli i trattamenti.

A supplicare il governo francese, poco più di 200 persone accanto ai genitori di Vincent Lambert, domenica, davanti all'ospedale di Reims, dove il 43enne tetraplegico è rinchiuso da dieci anni in attesa del verdetto finale, e altrettanti a Lione, davanti al Palazzo di Giustizia competente in merito all'affaire giudiziario Lambert.

Verdetto di morte, che a partire da oggi, lunedì 20 maggio 2019, potrebbe compiersi: il Dr. Sanchez, primario del reparto del CHU di Reims, non torna indietro rispetto alla decisione presa di sospendere i trattamenti vitali nella settimana del 20 maggio.

L'accesso alla sua stanza d'ospedale è strettamente controllato, autorizzato a quindici membri della sua famiglia e all'équipe medica.

Più di 200 persone di fronte all'ospedale dove Vincent Lambert è ricoverato.

A Lione più di 200 persone contro la pena di morte inflitta a #VincentLambert

“Je suis Vincent Lambert”, scandiscono i manifestanti; “O Eternel, ne leur pardonne pas car ils savent ce qu’ils font”, pregano altri.

Sul piccolo palco improvvisato, sale il Prof. Xavier Ducrocq, neurologo e consulente medico dei genitori di Lambert:"Fare Morire VincentLambert significa seppellire Ippocrate: non provocherai deliberatamente la morte".

"Vergogna sulla medicina! Vergogna per la Francia! ", scandiscono i manifestanti. "Perché si rifutano di trasferire Vincent in una struttura specializzata? Ce ne sono molte pronte ad accoglierlo! "

"Quando Vincent ha visto i suoi genitori arrivare da lui dopo avere apreso la notizia, ha iniziato a piangere!", sale sul palco David, uno dei fratelli di Vincent e la commozione si fa evidente sui volti dei presenti.

I giornalisti si accalcano per intervistare Viviane, la madre di Vincent. Sono sfiniti Pierre, 90 anni, e Viviane, 73 anni, ma non intendono arrendersi.

"Vincent muove la testa, ho molti video, ma nessuno vuole vederli", dice Viviane davanti ai microfoni e alle telecamere.

"La Francia regredisce, ma Vincent resiste. Chiedo che Vincent venga trasferito in una unità specializzate. È rinchiuso nel braccio della morte, è orribile".

Non riesce a trattenere le lacrime, questa madre indomita che da sei anni ostinatamente chiede soltanto questo per il proprio figlio.

"Certo che abbiamo ancora speranza (...) Combatteremo ancora (...) No, non lo uccideranno. Lo stanno uccidendo. E' un'eutanasia mascherata", continua in lacrime Viviane.

"La Francia regredisce, ma Vincent resiste. Combatteremo, no, non lo uccideranno, lo stanno per fare: è un'eutanasia mascherata. Io sono sua mamma e ho il diritto di difenderlo"

"Quando Vincent ha visto i suoi genitori arrivare da lui dopo avere apreso la notizia, ha iniziato a piangere!".
David, uno dei fratelli di #VincentLambert, parla davanti all'ospedale di Reims."

"Fare Morire #VincentLambert significa seppellire Ippocrate: non provocherai deliberatamente la morte": il Prof. Xavier Ducrocq, consulente medico dei genitori di Vincent Lambert, di fronte all'ospedale di Reims"

"Perché Vincent è rinchiuso in questa stanza non è adattata alla sua situazione, mentre in Francia 7 strutture specializzate si sono offerte di prenderlo in carico?"
Emmanuel Guépin, amico di Vincent e portavoce del Comitato di sostegno "Je soutien Vincent"

Inizia una durissima settimana questo lunedì.

"Nous allons a battre", continuiamo a combattere.

"Tre nuovi ricorsi" contro l'interruzione prevista delle cure, senza specificare in quale giurisdizione, annunciano gli avvocati di Pierre e Viviane.

"I genitori di Vincent Lambert vogliono denunciare le autorità competenti e le corti interessate con un reclamo disciplinare allo scopo di colpire il dott. Sanchez e di avviare un procedimento penale contro di lui", hanno aggiunto gli avvocati Jean Paillot e Jérôme Triomphe in una dichiarazione, in merito al medico che dirige il dipartimento di cure palliative e l'unità per cerebrolesi dell'ospedale Sevastopol di Reims dove Vincent Lambert è ricoverato.

Inizia una durissima settimana questo lunedì.

Questo è un ultimo tentativo dei genitori di Vincent Lambert.

I loro avvocati hanno pubblicato questo sabato una lettera aperta per implorare Emmanuel Macron.

Gli chiedono di "rispettare le misure provvisorie richieste" del Comitato delle Nazioni Unite, mantenendo i trattamenti vitali per Vincent.

"Signor Presidente, Vincent Lambert morirà privato dell'idratazione durante la settimana del 20 maggio: lei è l'ultimo e l'unico ad avere il potere di intervenire", scrivono.

"Veniamo a chiederle di far rispettare dal Ministero della Salute gli obblighi internazionali della Francia a favore di un uomo disabile".

Scommettono anche che questo caso doloroso e delicato provocherà un dibattito politico, nel senso nobile del termine.

È davvero un paradosso: mentre tutto ciò che è sociale entra sempre più spesso in campo politico, quasi tutti i funzionari di partito o di governo osservano un silenzio spesso indifferente, a volte imbarazzato in questo caso.

Tra i principali giocatori del momento, solo François-Xavier Bellamy, capo della lista LR alle elezioni europee, ha annunciato domenica al "Gran Giurì RTL-LCI- Le Figaro" di essersi messo dalla parte dei genitori di Vincent Lambert:

"Come non sostenerli nella dura prova che subiscono? Ho molta compassione per loro, vivono un conto alla rovescia atroce. Dovremmo prendere il consiglio del Comitato per i diritti delle persone con disabilità". Si riferiva alle misure provvisorie richieste dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH) all'inizio di maggio, esortando la Francia a sospendere qualsiasi decisione di interrompere il trattamento prima di un'audizione nel merito. La Francia, da parte sua, ripete che queste misure provvisorie "non sono vincolanti" e propone il "diritto del paziente a non subire un'ostinazione irragionevole".

Jean Leonetti, numero due dei repubblicani, relatore della "Loi relative aux droits des malades et à la fin de vie" n° 2005-370 del 22 aprile 2015 che porta il suo nome, sindaco di Antibes, ad "Europa 1" ha dichiarato che restituire la palla all'Eliseo "rischia di consegnare al Presidente della repubblica molto più potere di quello che ha".

E ricorda che, nei primi anni 2000, "Vincent Humbert aveva, a suo tempo, chiesto a Jacques Chirac il diritto di morire". Cosa che non ha fatto il Capo dello Stato.

"Fortunatamente il Presidente della Repubblica non può sostituirsi alle decisioni giudiziarie e mediche o modificare la legge", ha dichiarato Jean Leonetti.

Inizia una durissima settimana questo lunedì.


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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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