“On a gagnè: #Vincent va vivre

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"On a gagnè": #Vincent va vivre

Quando la Corte d’Appello di Parigi ha ordinato ieri sera ai medici di Reims di ripristinare immediatamente alimentazione e idratazione a favore di Vincent Lambert, un fremito di gioia è esploso non solo davanti al nosocomio ma in tutti i territori d’Europa (molti dislocati in Italia) dove per quest’uomo e per la sua vita si è pregato.

La mobilitazione locale e internazionale è stata innescata da una donna coraggiosa: la mamma di Vincent che riprendendo con un telefonino le lacrime di suo figlio al momento in cui è venuto a conoscenza della sorte che gli stava per toccare ha certamente emozionato il mondo intero, forse arrivando a smuovere anche il cuore duro di quei giudici che finora non le avevano dato ascolto.

Va ricordato che un ricorso d’urgenza presentato proprio ieri alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) era stato immediatamente respinto affinché si procedesse senza indugio alla soppressione del disabile.

La lotta per la vita, però, è spesso capace di produrre miracoli, e quel miracolo straordinario che è la vita stessa.

Soprattutto questo insperato risultato ci ricorda che non dobbiamo mai subire rassegnati, ma piuttosto essere capaci di portare la contestazione alla cultura della morte fin dentro il cuore stesso degli organismi giurisdizionali.

Non arrendersi, in questo caso, non ha solo salvato la vita di Vincent Lambert ma ha reso evidente come si possa ottenere un risultato che salva le vite pericolanti di molti.

Anche stavolta, felicità è la lotta.

SI VINCE COSÌ di HASHTAG

#EDITORIALINO |#LaCroce quotidiano

La Corte d'appello di Parigi "ordina allo Stato francese (...) di adottare tutte le misure per applicare le misure provvisorie richieste dal Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità il 3 maggio 2019 al fine di mantenere nutrizione ed idratazione" per Vincent Lambert.

Il CIDPH, Comitato dei diritti delle persone disabili delle Nazioni Unite, il 03 maggio 2019 aveva chiesto alla Francia di rinviare la sospensione dei trattamenti in attesa di una revisione del caso nel merito.

Venerdì scorso, in primo grado, il tribunale di Parigi si era dichiarato incompetente a far valere questa richiesta.

Nella manifestazione di Parigi che ha raccolto lunedì diverse centinaia di persone che rivendicavano "la vita per Vincent", un clamore enorme è emerso quando uno degli avvocati dei suoi genitori, Jérôme Triomphe, ha annunciato la vittoria alla folla: "Abbiamo vinto, Vincent deve vivere, Vincent vivrà!".

"Il tribunale di Parigi ha ordinato misure provvisorie, vale a dire che la dieta e l'idratazione di Vincent devono essere riprese senza indugio. È una vittoria straordinaria", ha salutato un altro avvocato dei genitori, Jean Paillot.

L'interruzione dei trattamenti per mantenere in vita Vincent Lambert erano iniziati lo stesso giorno.

Al mattino, l'Ospedale Universitario di Reims aveva annunciato l'interruzione del trattamento e l'avvio di una "sedazione profonda e continua" con una email a Viviane e Pierre, i genitori di Vincent, con il consenso del suo tutore legale, Rachel Lambert, la moglie.

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) - che li ha respinti il ​​30 aprile 2019 -  ha nuovamente respinto la richiesta lunedì, per mancanza di "nuovi elementi".

E il Presidente Emmanuel Macron, a cui i genitori di Lambert avevano scritto per chiedere di intervenire, aveva risposto che non era sua responsabilità "sospendere una decisione che è il giudizio dei suoi medici e che è in accordo con le nostre leggi".

La madre di Vincent saluta "una grande vittoria": "Stavano eliminando Vincent! Per una volta, sono orgogliosa della giustizia", ha dichiarato Viviane.

Francois, nipote del paziente, ha invece denunciato il "puro sadismo".

Migliaia di parigini, pollici alzati, a due passi dall'Eliseo, in attesa di una decisione di giustizia che possa salvare #Vincentlambert. 

Vincent Lambert: la Corte d'appello di Parigi ordina la ripresa dei trattamenti per #Vincentlambert


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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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