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Martedì 11 Giugno 2019

S. Barnaba ap.; S. Paola Frassinetti; B. Maria Schininà 10.a di Tempo Ordinario At 11,21b-26; 13,1-3; Sal 97; Mt 10,7-13

COLLETTA

O Padre, che hai scelto san Barnaba pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa’ che sia sempre annunciato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico.

La collètta è un'orazione che fa parte della liturgia della Messa cattolica secondo il rito romano.
È collocata dopo la dossologia maggiore (il Gloria), e prima della Liturgia della Parola.
Viene recitata dal celebrante. "Il popolo, unendosi alla preghiera, fa propria l'orazione con l'acclamazione 'Amen'.
Il suo sviluppo nasce dal ricordo di qualche azione compiuta da Dio per il suo popolo o da qualche sua caratteristica, e in essa si chiede a Dio di continuare la sua opera.
La conclusione della colletta è la formula trinitaria.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 10,7-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi”.

Nel fare memoria dell'Apostolo Bàrnaba, la Chiesa riprende un brano degli Atti degli Apostoli (11,21b-26; 13,1-3): "Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani".

In Antiochia stava crescendo il numero di persone che si convertivano a Cristo. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.

"Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore".

"Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente".

Cristiani, cioè discepoli di Cristo. Cristiani cioè "santi", perchè nel linguaggio della chiesa primitiva i due termini si equivalevano: santi erano tutti coloro che abbandonavano tutto per seguire Cristo, cioè cristiani.

Mi colpisce una frase in questo brano degli Atti: Bàrnaba e Saulo "rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa".

E' la dinamica della fede che si trasmette per contagio, ieri come oggi. Vivere davvero la fede è fare esperienza. Fede significa imbattersi improvvisamente ed inaspettatamente in una Presenza che attrae e per la quale e nella quale ti fidi, poni un credito di fiducia che non avresti mai immaginato di potere fare.

In qualsiasi dinamica relazionale ciascuno di noi può scegliere di riporre fiducia oppure di scansarla ed andare oltre. L'atto di fiducia contiene sempre un rischio, quello cioè di non essere ricambiato. Cristo qui ed ora, adesso! Di fronte ad un Incontro nel quale intuisci la risposta al bisogno di senso ultimativo della tua vita puoi scegliere: fermarti lì oppure affidarti, cioè accettare il rischio che sia tutto un sogno e fidarti lo stesso.

Come? Seguendo, cercando le tracce di quella Presenza nell'esperienza della tua vita. E' un credito di fiducia enorme, come mai prima avevi sperimentato.

Ma non basta un Incontro perchè tutto cambi. Abbiamo bisogno come l'aria che ogni istante della nostra vita sia piena di quell'Incontro.

Come fare? Il metodo ce lo insegna Cristo stesso: la Chiesa, compagnia di Dio per l'uomo.

Occorre rimanere attaccati ai volti che più ci richiamano a Cristo.

Perchè - per salvarsi - occorre che non ci si salvi da soli.

Meditazione

"La fede vive nella realtà come 'fatto', avvenimento che l’uomo può incontrare e del quale può fare esperienza: è il popolo cristiano, quello che Paolo VI chiamava 'entità etnica sui generis' (Udienza generale, 23 luglio 1975).

Per cui la fede, che è in noi per il Battesimo, diventa matura se partecipiamo al fenomeno che la comunica: la comunione.

L’avvenimento della fede è la comunionalità vissuta, nel cui ambito la fede, secondo i tempi e i modi stabiliti da Dio, cambia la vita, la rende più umana, più lieta, più libera, più interessante, più sicura, più drammatica per la presenza del grande Fattore che dà significato e direzione all’altrimenti incerto e dubbioso vagare umano.

Senza l’aiuto di una compagnia non c’è avanzamento nella vita di fede. Per questo abbiamo tante volte definito il movimento 'compagnia guidata al destino'.

Così facendo si realizza quello che san Paolo raccomandava ai primi cristiani:

'Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.

Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore' (Rm 14,7-8)"

da: "L'INCONTRO È LA SOSTANZA DELL'AVVENIMENTO"
Luigi Giussani, 01.04.2001, "Tracce"

San Barnaba, Apostolo

Memoria di San Barnaba, Apostolo, che, uomo mite e colmo di Spirito Santo e di fede, fu annoverato tra i primi fedeli di Gerusalemme. Predicò il Vangelo ad Antiochia e introdusse Saulo di Tarso da poco convertito nel novero dei fratelli, accompagnandolo pure nel suo primo viaggio per l’evangelizzazione dell’Asia; partecipò poi al Concilio di Gerusalemme e, fatto ritorno all’isola di Cipro, sua patria di origine, vi diffuse il Vangelo. PREGHIERA O Padre, che hai scelto San Barnaba, pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa’ che sia sempre annunziato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico. Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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