Per #Lambert lunedì una tragica farsa

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Per #Lambert lunedì sarà una tragica farsa

di Davide Vairani

Mentre la Corte d'appello di Parigi aveva ordinato il 20 maggio scorso la ripresa dei trattamenti per mantenere vita Vincent Lambert, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, François Molins, lascia trapelare la sua netta opposizione: la cessazione dei trattamenti è legale.

"François Molins préconise la 'cassation' de l’arrêt de la cour d’appel de Paris, 'sans renvoi' devant une autre juridiction". Senza rinvio ulteriore ad altri livelli o gradi di giurisdizione.

Tradotto: Vincent deve morire.

Si tratta di una indiscrezione fatta circolare in queste ore da APT (Agence France Presse) e rimbalzata su tutti i media francesi.

Il quotidiano "Le Monde", in particolare, la ritiene particolarmente fondata, in base alla conferma ottenuta da loro fonti anonime. In ogni caso, sinora non ci sono smentite ufficiali da parte del Procuratore Molins.

Che cosa sta succedendo?

Ricordiamo che il prossimo lunedì 25 giugno sarà un giorno decisivo per le sorti del 43 enne francese tetraplegico e in stato di semi-coscienza.

La Corte di Cassazione francese - in seduta plenaria - avrà quel giorno il compito di prendere una decisione:

ha ragione il ricorrente - cioè il governo francese - nel sostenere che nutrizione ed idratazione devono essere sospesi legalmente in ottemperanza alle sentenze dei giudici francesi di ogni ordine e grado e della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU)?

Ha ragione la Corte d'Appello di Parigi che ha ordinato il 20 maggio la ripresa del cibo e dell'idratazione per Vincent Lambert, interrotti la stessa mattina dall'Ospedale di Reims, come richiesto dal Comitato delle Nazioni Unite con una richiesta di sospensione temporanea per il tempo necessario a valutare se vi siano gravi violazioni dei diritti di Lambert quale persona disabile?

Sia chiaro a tutti che non sarà una delle tante decine di sentenze giudiziarie cui abbiamo assistito in questi ultimi sei anni, ma "una decisione che potrebbe portare immediatamente a un'ulteriore cessazione del trattamento", come scrive "Le Monde".

Quantomeno singolare il fatto che colui che lunedì avrà un notevole peso nel condizionare l'ago della bilancia decida - quattro giorni prima - di fare sapere pubblicamente i contenuti della tesi che il medesimo andrà a sostenere in un dibattimento delicato nel quale si giocherà la vita o la morte di una persona.

E' come se in una finale del campionato del mondo l'arbitro designato a dirigere la partita dichiari pubblicamente che farà vincere una delle due squadre contendenti.

Verrebbe deferito e squalificato immediatamente e sostituito da un altro arbitro per garantire la massima imparzialità.

Tutto abbiamo visto in questi sei anni di battaglie legali tranne che imparzialità.

Lunedì assisteremo all'ennesima e forse ultima farsa di un giudizio già preso e scritto da tempo: Vincent deve morire.

Il resto è chiacchiera da azzeccagarbugli.

Tecnicamente la Corte di Cassazione non dovrebbe esprimersi tanto sul merito della sospensione o meno dei trattamenti per Lambert, ma decidere se il giudice giudiziario - la Corte d'Appello di Parigi in questo caso - fosse o meno competente nell'assumere quella decisione di riprendere i trattamenti per Vincent Lambert.

Tali controversie solitamente rientrano nella sfera della giustizia amministrativa.

Ad aprile, il Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo, aveva nuovamente convalidato la decisione medica di interrompere il trattamento. La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) non aveva opposto alcune remora in merito, nel 2015 e nel 2019.

Per il Procuratore François Molins la Corte d'appello è andata ben oltre le proprie competenze, scrive sempre "Le Monde".

Per dichiararsi competente, la Corte d'appello si era basata sul concetto legale di "voie de fait", che consente al giudice giudiziario di sanzionare una violazione della "libertà personale" commessa da una istituzione pubblica, in questo caso dall'ospedale di Reims nel quale è prigioniero Lambert.

Per i giudici, i medici avrebbero così violato il diritto alla "vita" di Lambert dispensando dal mantenimento del trattamento (come invece richiesto dal Comitato Onu).

Al contrario, il Procuratore François Molins "sottolinea che questa non è una violazione della 'libertà individuale' ai sensi della Costituzione e della giurisprudenza, che la decisione di interrompere il trattamento era legale e che le richieste del le Nazioni Unite non sono vincolanti".

Mi domando che cosa sarebbe successo in Italia.

I media avrebbero inondato di inchiostro le prime pagine, intellettuali, opinionisti, politici e uomini di Chiesa avrebbero immediatamente alzato i toni, tra chi avrebbe chiesto immediatamente le dimissioni del Procuratore Generale della Corte di Cassazione e quanti avrebbero plaudito al coraggio di mettere pubblicamente la parola fine ad un povero cristo che non è altro che un corpo sofferente.

In Francia tutti in silenzio.

Come se tutti - in fondo - non desiderassero altro che vedere scorrere i titoli di coda di un film scritto male.

Perchè senza più lacrime da versare. Perchè sfiancati da una battaglia contro i mulini a vento. Perchè non è vita questa. Perchè in questo modo non siamo più chiamati a dire la nostra.

Via via
Vieni via di qui
Niente piu' ti lega a questi luoghi
Neanche questi fiori azzurri
Via via
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
Good luck my baby
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
I dream of you
Via via
Vieni via…

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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