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Mercoledì 26 Giugno 2019

"Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza"

12.a Tempo Ordinario
Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaria Escrivà
Gen 15,1-12.17-18; Sal 104; Mt 7,15-20

L’imperatore si rivolse ai cristiani dicendo:

"Strani uomini… ditemi voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri capi e fratelli: che cosa avete di più caro nel cristianesimo?".

Allora si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza:

"Grande sovrano! Quello che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, poiché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità"

Vladimir Solov’ev, Il dialogo dell’Anticristo

+ Dal Vangelo secondo Matteo 7,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi?
Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;
un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.
Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Guardatevi.

Ci si potrebbe fermare anche solo su questo semplice verbo per cercare di leggere il nostro quotidiano da una prospettiva un po’ più vicina allo stile del Maestro.

Inevitabilmente il guardare rimanda ad una dimensione esteriore, che coinvolge i vari oggetti del nostro sguardo; eppure tale dimensione, di per sé legittima, risulterebbe incompleta se volessimo arricchire lo stesso verbo di un significato più profondo e indicare un guardare con uno sguardo interiore.

Attraverso le immagini del falso profeta, dell’albero e dei frutti, Gesù ci invita a curare l’interiorità anziché fermarci alle apparenze: è un rischio che corriamo continuamente.

In effetti, quello che rende falso un profeta non è il suo modo di presentarsi all’esterno, ma ciò che cova dal di dentro.

Prima dei frutti, è necessario osservare l’albero da cui essi provengono. È necessario, in sostanza, guardare al cuore.

Esso, infatti, è il solo albero da cui possono nascere i frutti più autentici: nel bene e, purtroppo, anche nel male.

Oggi più che mai, allora, abbiamo la possibilità di guardare come guarda Dio, a ciò che guarda Dio.

Possiamo contemplare il suo sguardo sul nostro cuore e su quello degli altri.

Se, infatti, quello stesso sguardo è rivolto al cuore di ognuno di noi, come potranno i nostri occhi giudicare dalle apparenze?

Da quando il 7 agosto 1931, durante la celebrazione della Santa Messa, risuonarono nella sua anima le parole di Gesù: 'Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me' (Gv 12, 32), Josemaría Escrivá comprese più chiaramente che la missione dei battezzati consiste nell’elevare la Croce di Cristo su ogni realtà umana, e sentì nascere interiormente l’appassionante chiamata a evangelizzare tutti gli ambiti.

Questo ideale di orientare la società secondo lo spirito cristiano non è un sogno inutile, e può diventare realtà.

San Josemaría – affermava Giovanni Paolo II il giorno della canonizzazione - 'continua a ricordarvi la necessità di non lasciarvi intimorire dinanzi a una cultura materialistica, che minaccia di dissolvere l’identità più autentica dei discepoli di Cristo. Gli piaceva ripetere con vigore che la fede cristiana si oppone al conformismo e all’inerzia interiore'.

Il Signore previene da un pericolo: dice che arriverà un tempo in cui, per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà.

Noi cristiani, messi sull’avviso dalle sue parole, invece di scoraggiarci per l’abbondanza del male – anche per le miserie personali – reagiremo con umiltà e fiducia in Dio, ricorrendo all’intercessione di Santa Maria: sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.

"Impegnati affinché le istituzioni e le strutture umane, in cui lavori e ti muovi con pieno diritto di cittadinanza, si adeguino ai principi che reggono una concezione cristiana della vita.

Così, non dubitarne, assicuri agli uomini i mezzi per vivere in modo adeguato alla loro dignità, e renderai possibile a molte anime di rispondere personalmente, con la grazia di Dio, alla vocazione cristiana".

San Josemaría, Forgia, n. 718

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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