Un caffè in #compagnia

Condividi

Giovedì 27 Giugno 2019

"Rendete grazie al Signore, perché è buono."

12.a Tempo Ordinario
S. Cirillo di Alessandria (mf); S. Arialdo; B. Margherita Bays
Gen 16,1-12.15-16; Sal 105; Mt 7,21-29

+ Dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel nome non abbiamo forse scacciato i demoni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”.
Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”.

Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.

Oggi veniamo posti davanti alla domanda del senso che c’è dietro al nostro fare.

Spesso non ci rendiamo conto dei nostri gesti e dell'effetto che provocano.

Le nostre scelte sono la punta di un iceberg molto profondo: sotto il livello dell’acqua ci sono molte spinte diverse che vengono dalla nostra interiorità e che ci portano a scegliere di fare un gesto o dire una parola piuttosto che il contrario.

Però se gesti e parole non buoni nascono da intenzioni non buone, non è detto che valga il contrario: ci sono infatti gesti buoni che nascono da intenzioni non buone, e lo facciamo sapendo quello che facciamo.

Quanti gesti di gentilezza possono nascere dalla ricerca consapevole di un vantaggio personale?

C’è però anche un livello più profondo, più difficile da riconoscere, in cui abitano silenziose altre spinte che sono nate nel tempo da ferite, da abitudini. Spesso le impariamo senza accorgercene da chi abbiamo intorno. E a volte queste ci portano a dire o fare cose che ci sorprendono e ci amareggiano.

Se non le riconosciamo, queste spinte sceglieranno al posto nostro e ci faranno vivere una vita che non vogliamo.

La parabola che segue dell’uomo saggio che costruisce sulla roccia e dello stolto che costruisce sulla sabbia ci mette davanti il metodo da seguire: per resistere a tutte le seduzioni del male, per essere in piena conformità alla volontà divina bisogna fondare tutta la vita in Cristo, la roccia che può rendere solida la nostra casa e incrollabile la nostra fede.

La pioggia i fiumi e i venti non prevalebunt: Cristo ha vinto la morte.

Lasciati Fare

Parole e musica di Claudio Chieffo
marzo 1964
a Carla Landi

Lasciati fare da Chi ti conosce,
lasciati fare da Chi ama te.

Il Signore sa perfino
quanti capelli hai sulla testa,
il Signore sa perfino
i nomi delle stelle.

Lasciati fare da Chi ti conosce,
lasciati fare da Chi ama te.

Non ti affannare per sapere
cosa mangiare e cosa bere:
il Signore veste
anche i gigli del campo.

Lasciati fare da Chi ti conosce,
lasciati fare da Chi ama te.

Condividi

Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

Lascia una recensione

Please Login to comment
avatar
  Subscribe  
Notificami