Piccola storia ignobile

Condividi

Piccola storia ignobile

di Davide Vairani

Vi racconto una piccola storia ignobile mediaticamente passata sotto gamba.

Aula del Consiglio regionale della Lombardia: si sta discutendo sull'assestamento di bilancio per il triennio 2019-2021, una maratona durata due lunghi giorni, dal 25 al 27 luglio 2019.

Nella tarda serata del 25 luglio, si accende d'improvviso una bagarre che sfiora la rissa. Ad innescare la miccia un emendamento presentato da una ventina di consiglieri della Lega, che chiedeva di modificare la legge sui servizi funerari approvata nello scorso febbraio, riproponendo l'obbligo di sepoltura "di nati morti e prodotti del concepimento il cui parto e aborto sia avvenuto in una struttura sanitaria accreditata sul territorio comunale, anche quando l'età presunta del concepito sia inferiore alle 28 settimane nel caso in cui il genitore non provvedano".

Un emendamento inaccettabile per le opposizioni. Pd e Movimento 5 Stelle si danno all'ostruzionismo, provocando qualche ira da parte della maggioranza.

All'attacco il Partito democratico lombardo, che era stato promotore della cancellazione dell'obbligo appena pochi mesi fa, con una modifica normativa che affidava alla donna la scelta se procedere o meno con la sepoltura.

"Si tratta- attacca la consigliera regionale Pd Antonella Forattini - di un emendamento ideologico, peggiorativo  di una legge approvata solo cinque mesi fa, frutto di lunghi mesi di lavoro. Una legge che salvaguarda la volontà della donna. La Lega vuole sconfessare  un voto unanime. Noi voteremo no con convinzione: è difficile immaginare come i consiglieri della maggioranza  possano accettare di sconfessare se stessi".

La discussione in Aula si fa talmente accesa che dallo scontro verbale si arriva quasi allo scontro fisico:  il consigliere leghista Andrea Monti viene ripetutamente interrotto dal dem Carlo Borghetti; Dario Violi del Movimento 5 Stelle si  scaglia a parole contro Monti, scatenando la reazione dei leghisti, uno dei quali (Massimiliano Bastoni) si  lancia fisicamente verso Violi e soltanto la prontezza di riflessi di alcuni consiglieri di centrodestra, che lo hanno trattenuto, ha evitato che la situazione degenerasse completamente.

Il presidente del Consiglio, Alessandro Fermi  (Forza Italia), sospende la seduta e rimanda la discussione al giorno successivo,  perché "non c'erano le condizioni per proseguire".

Conclusione? La mattina successiva riprendono i lavori d'Aula. "Ieri sera abbiamo dato prova di un brutto spettacolo", dichiara il presidente del consiglio, chiarendo che "la presidenza si riserva di prendere provvedimenti disciplinari" dopo aver ricostruito con esattezza la vicenda e chiedendo a Massimiliano Bastoni (Lega) di ritirare l'emendamento sulla sepoltura dei feti da cui era nata la bagarre. Il consigliere del Carroccio Bastoni, pur rivendicando una "battaglia che ci vede convinti al 100%" e che "abbiamo presentato con grande onore e orgoglio", china la testa e accetta di ritirare l'emendamento.

Fine della storia.

Piccola storia - se volete - che si perderà presto nel dimenticatoio. Ignobile per mancanza di lealtà e dignità, sul piano politico.

Nemmeno cinque mesi fa, la Lega – che ha la maggioranza e a cui appartiene anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana - e l'intero centro-destra lombardo in quella stessa Aula del Consiglio regionale hanno approvato il Progetto di Legge n. 36“Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità): abrogazione del Capo III ‘Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali’ del Titolo VI e introduzione del Titolo VI bis ‘Norme in materia di medicina legale, polizia mortuaria, attività funebre’".

Tre righe contenute all’art. 75 sotto la voce “Cimiteri e spazi per i funerali”:

“Il comune dà sepoltura:

  • a) ai cadaveri dei propri residenti e delle persone morte nel territorio del comune, anche se non residenti;
  • b) ai cadaveri di aventi diritto al seppellimento in sepoltura privata esistente nel comune stesso;
  • c) ai nati morti e prodotti del concepimento, il cui parto o aborto sia avvenuto in struttura sanitaria sita nel territorio comunale
  • d) dalle parti anatomiche riconoscibili, derivanti da interventi avvenuti in struttura sanitaria sita nel territorio comunale
  • e) alle ossa, ai resti mortali e alle ceneri derivanti da cadaveri di cui alle lettere a), b), c) e d)”.

Al comma c) dell’articolo (“ai nati morti e prodotti del concepimento, il cui parto o aborto sia avvenuto in struttura sanitaria sita nel territorio comunale”) viene aggiunta una frase: "dopo le parole "prodotti del concepimento", inserire le parole "esclusivamente su esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione ai sensi degli artt. 12 e 13 della Legge 194/78”.

“Noi vogliamo togliere l’obbligo di sepoltura”, dichiarava  il consigliere Simona Tironi (Forza Italia), co-firmataria della proposta nonché relatrice della medesima.

In Italia, i "prodotti abortivi" vengono smaltiti come rifiuti speciali ospedalieri e avviati alla termo-distruzione: niente sepoltura.

Unica eccezione la Lombardia: tutti i prodotti del concepimento (anche quelli di età inferiore alle 20 settimane) venivano avviati all’interramento, indipendentemente dalla settimana di gestazione o dal fatto che la madre lo richiedesse o meno, grazie alla tenacia di Roberto Formigoni che volle a tutti i costi l'approvazione di tale legislazione nel 2007 .

Dieci anni dopo, la giunta Fontana a trazione leghista smantella l'impianto formigoniano con l'approvazione di un emendamento presentato dal Pd ed approvato all’unanimità dall’aula consigliare:

“L’attuale norma regionale – motiva il gruppo Pd firmatario - che prevede venga data sepoltura ai prodotti del concepimento, risulta disattesa. Dunque - senza impedire la facoltà di sepoltura disposta dalla norma vigente - si ritiene più coerente consentirla su richiesta esplicita della donna, o di chi per legge è titolato alla decisione sull'interruzione di gravidanza”.

Sono gli stessi esponenti del Pd – soddisfatti dell’approvazione – a rincarare la dose:

“La legge in vigore finora imponeva che venisse data comunque sepoltura ai feti. Ora si è stabilito che venga data sepoltura agli embrioni solo se richiesto esplicitamente dalla donna. Questa modifica conduce alla volontà e alla sensibilità personale della donna la decisione di procedere alla tumulazione, senza più imposizioni per legge da parte dell’istituzione”. Al comma c) dell’articolo (“ai nati morti e prodotti del concepimento, il cui parto o aborto sia avvenuto in struttura sanitaria sita nel territorio comunale”) viene aggiunta una frase: dopo le parole "prodotti del concepimento", inserire le parole "esclusivamente su esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione ai sensi degli artt. 12 e 13 della Legge 194/78”.

Ignobile pantomìna in salsa leghista la piccola storia che vi ho narrato poc'anzi. Inutile fingere la difesa della vita dalla nascita sino alla morte naturale, perchè la verità prima o dopo esce allo scoperto. E la verità è triste.

Un consiglio (anche se non richiesto): consigliere Massimiliano Bastoni (Lega), mi creda, stia zitto almeno, ci fa più bella figura.

Non blateri parole al vento rivendicando una "battaglia che ci vede convinti al 100%" sui temi etici, perchè in politica sono gli atti che contano e non le ignobili pantomìne sulla pelle di bimbi mai nati che - per vostra scelta - in Lombardia non avranno nemmeno una dignitosa sepoltura.

Ieri impegna l'oggi nel domani.

Vedi anche:

Condividi

Lascia una recensione

Please Login to comment
avatar
  Subscribe  
Notificami
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: