CNB: vietato dare l’idea della prevalenza di un orientamento sull’altro

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CNB su suicidio assistito e eutanasia: vietato dare l’idea della prevalenza di un orientamento sull'altro

di Davide Vairani

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha licenziato un documento: “Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito”, approvato nel corso della Plenaria del 18 luglio 2019.

I tam tam mediatici si affrettano a battere una palese fake news: "Il CNB favorevole al suicidio assistito".

Aprire o chiudere le porte di fronte alla legalizzazione del suicidio assistito?  In realtà, il Comitato Nazionale di Bioetica non prende posizione, crede sia opportuno innanzi tutto distinguere e riflettere.

I pareri sono tutt’altro che unanimi.  "Né chiusura, né apertura quindi al suicidio assistito. Le posizioni rimangono lontane e, proprio per evitare una spaccatura che sarebbe stata spiacevole su un tema così delicato e controverso, gli esperti hanno preferito dare conto di tutti gli orientamenti emersi, senza arrivare alla resa dei conti", scrive Luciano Moia su "Avvenire".

Eppure, tanto basta per fare andare in brodo di giuggiole Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni:

"Onore al Comitato nazionale di bioetica, e non solo alla maggioranza che ha espresso una decisione rispettosa della libertà del malato, ma anche alla minoranza che si è opposta, perché almeno loro, al contrario del Parlamento italiano, hanno avuto il coraggio di dibattere e di scegliere” - si legge sul sito dell'Associazione -. Il 19 settembre terremo una grande manifestazione/concerto nazionale a Roma, ai giardini Welby, per chiedere proprio al Parlamento di farsi vivo – a 13 anni dalla lettera di Welby al Presidente Napolitano e a 6 anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare- invece di nascondersi dietro alla Corte costituzionale. Per quanto ci riguarda, con Mina Welby e Gustavo Fraticelli, continuiamo ad aiutare i malati ad essere liberi di decidere fino alla fine”.

A poco serve correre ai ripari da parte del CNB con una nota di precisazione:

"Si prende atto del fatto che, anche a causa di qualche impropria comunicazione ai media, il parere del CNB-Comitato nazionale di bioetica sulla questione dell’aiuto al suicidio viene presentato come una sorta di adesione a quanto prospettato dalla Corte costituzionale con l’ordinanza n. 207/2018 - si legge sul sito istituzionale del CNB -. Si ribadisce che il CNB è un organismo consultivo, al cui interno vi sono differenti posizioni ideali e culturali: su un tema così delicato come il fine vita tali posizioni si sono confrontate senza formare maggioranze o minoranze, quasi fosse un’assemblea elettiva.

Di esse il parere dà conto, al punto che chi ha espresso il proprio voto ha poi avuto modo di redigere una postilla in coda al documento.  Si intende sottolineare che è pertanto non rispettoso della varietà degli argomenti esposti da ciascun componente del Comitato dare l’idea della prevalenza di un orientamento sull'altro".

Il testo "Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito" del CNB è complesso, come complessa e delicata la questio del fine vita, in cui si intrecciano questioni etiche e giuridiche.

Tanto che il Comitato ritiene necessario spiegare, in una lunga premessa, che “qualunque possa essere la valutazione morale della liceità o illiceità del suicidio assistito, va considerato che discorso morale e discorso giuridico non devono né necessariamente coincidere né essere radicalmente separati”.

E che quindi le scelte del legislatore “devono andare a bilanciare i diversi valori in gioco, al fine di poter rappresentare le diverse istanze provenienti dalla società”.

Eppure sta passando sui media un messaggio completamente distorto: per quale motivo?

Proprio perchè il tema è delicato e divisivo, la comunicazione risulta fondamentale per veicolare un messaggio.

Non ha fatto un bel servizio alla verità il Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, Lorenzo D'Avack, che nelle dichiarazioni sul tema rilasciate all'agenzia stampa "Adnkronos" in tarda mattinata di oggi si è  presentato, in pratica, come favorevole al suicidio assistito.

Le dichiarazioni - seppur dando conto delle differenti posizioni all’interno del CNB - lasciano prevalere nella comunicazione mediatica soprattutto le riflessioni favorevoli alla differenziazione tra eutanasia e suicidio assistito proponendosi addirittura come “riferimento” per la Corte Costituzionale.

Lancio di agenzia che subito è stato ripreso da tutti i quotidiani italiani, più interessati - questi ultimi - a tastare la pancia dei lettori che a fornire informazioni corrette e fedeli alla verità.

Ingenuità?

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