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“Bioetica e leggi pericolose”: come un romanzo distopico

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"Bioetica e leggi pericolose": come in un romanzo distopico

di Davide Vairani

"Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani.

Sopra l'entrata principale le parole: 'Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale' e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: 'Comunità, Identità, Stabilità'.

L'enorme stanza al pianterreno era volta verso il nord.

Fredda, nonostante l'estate che sfolgorava al di là dei vetri, nonostante il caldo tropicale della stanza stessa; una luce fredda e sottile entrava dalle finestre, cercando avidamente qualche manichino drappeggiato, qualche pallida forma di mummia accademica, ma trovando solamente il vetro, le nichelature e lo squallido splendore di porcellana di un laboratorio.

Gelo rispondeva a gelo.

I camici dei lavoratori erano bianchi, le loro mani erano protette da guanti di gomma di un pallore cadaverico.

La luce era gelida, morta, fantomatica. Solo dai gialli cilindri dei microscopi essa prendeva a prestito un po' di sostanza calda e vivente, spalmandola come del burro sui lucidi tubi, striando con una lunga successione di strisce luminose i tavoli di lavoro. 'E questa' disse il Direttore aprendo la porta 'è la Sala di fecondazione'.

Nel momento in cui il Direttore del Centro di Incubazione e di Condizionatura entrò nella stanza, trecento fecondatori stavano chini sui loro strumenti, silenziosi e quasi trattenendo il respiro,qualcuno canterellando e fischiettando, modo incosciente di manifestare talvolta la più profonda concentrazione.

Un gruppo di studenti arrivati da poco, molto giovani, rosei e imberbi, seguivano i passi del Direttore con una certa apprensione, quasi con umiltà".

L'incipit del celebre "Il mondo nuovo" (Brave New World) di Aldous Huxley, romanzo di fantascienza di genere distopico scritto nel 1932.

Un libro profetico, perchè ha saputo cogliere esattamente l’ideologia fondante che - oggi - impera e vorrebbe colonizzare la mentalità di tutti.

"Il mondo nuovo" inizia con la visita di una scolaresca al Centro d’Incubazione e di Condizionamenti di Londra, dove gli embrioni vengono creati e indottrinati. Gli individui sono sterilizzati ed i rapporti e i giochi sessuali si consumano fin dalla tenera età, senza restrizioni né resistenze, perché tutti appartengono a tutti.

Le leggi morali vengono imposte a ciascuno nel sonno, inculcate con frasi formulari e martellanti; ogni forma di dolore è elusa con il soma, una droga che assolve la stessa funzione delle emozioni consentendo però di non doverle vivere e affrontare; i vecchi hanno l’aspetto di giovani fino a sessant’anni, quando poi, nell’indifferenza generale, vanno a morire in appositi centri; vige dovunque l’ossessione della pulizia, della sterilizzazione e dell’igiene.

Le immagini che provocano più orrore e disgusto sono quelle delle poche madri superstiti, che hanno gravidanze ed allattano i loro bambini; la parola padre ingenera solo ironie e sarcasmi, la parola madre invece è oscena e scandalosa, ed entrambe sono eliminate dal linguaggio comune come parole contrarie alla società, eversive ed antiquate.

Il consumismo regna sovrano, il sistema di caste è molto rigido e non è possibile passare dall’una all’altra, la religione, la cultura, la storia - tutto ciò che rende umani gli esseri - è stato abolito.

Dio è stato bandito dalle mentalità delle persone, o sostituito con Ford.

La Tavola rotonda "Bioetica e leggi pericolose - i casi paralleli di Francia ed Italia" andata in onda radio ieri sera su Radio Maria aveva il sapore di una narrazione distopica della società contemporanea.

Eppure è la nuda e cruda realtà di ciò che sta accadendo.

Possibile?

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