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Schumacher, Lazzaro e Vincent Lambert

di Davide Vairani

Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni».
Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».
Tolsero dunque la pietra.

Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».

E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».
Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare»

Giovanni 11,38 - 44


 

Michael Schumacher, Vincent Lambert e Lazzaro.

Leggevo in questi giorni notizie nuove circa la situazione clinica di Michael Schumacher, il sette volte Campione del Mondo di F.1 che ha fatto sognare gli appassionati dei motori e del cavallino rosso, che da sei anni si ritrova immobile nel suo letto a seguito di una rovinosa caduta sulle piste da sci di Meribel.

Un trauma cranico accidentale ed inaspettato ha consegnato il campione tedesco ad un'esistenza in condizione di semi-coscienza.

Apre gli occhi, ma non si muove e non può esprimere parole.

Vincent Lambert ha vissuto dieci anni della sua vita terrena nella medesima condizione: tetraplegico e cerebroleso in seguito ad un incidente stradale.

Pare che Schumacher sia stato ricoverato presso l'ospedale europeo Georges Pompidou di Parigi per seguire una cura sperimentale a base di cellule staminali: secondo lo scoop del quotidiano francese Le Parisien, sarebbe stato trasportato dalla sua casa svizzera al centro ospedaliero francese dal Prof. Philippe Menasché, cardiochirurgo e pioniere nell'uso delle staminali, per fare un tentativo.

Un cronista del Parisien ha visto l'ambulanza svizzera azzurra e gialla arrivare davanti all'enorme ospedale George Pompidou, nel 15esimo arrondissement, le guardie del corpo blindare il suo passaggio, ha visto il letto, un corpo avvolto in una coperta blu.

Viviane e Pierre - gli anziani genitori di Vincent Lambert - per sei anni hanno supplicato medici, giudici e politici francesi di potere fare un tentativo per il loro figlio. Hanno mendicato - invano -il trasferimento presso una delle 150 unità specializzate di Francia nella presa in carico di persone gravemente disabili in condizione di semi-coscienza.

I Tribunali di Francia e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo hanno stabilito che la sua vita non fosse più degna di essere vissuta.

Vincent Lambert, classe 1976, ex infermiere psichiatrico, non era attaccato ad alcun macchinario dal quale dipendeva la sua vita, non aveva malattie, respirava e deglutiva da solo, apriva e chiudeva gli occhi normalmente e reagiva agli stimoli dei suoi cari: Vincent non era in condizioni di fine vita, ma una persona gravemente disabile.

"Il suo caso è assai simile a quello di Michael Schumacher, che per un trauma cranico ha riportato gravi lesioni cerebrali, e anch’egli è in stato semi-relazionale", scrisse l'Arcivescovo di Parigi, Michel Aupetit, il 20 maggio 2019.

"Malgrado la celebrità del campione di Formula 1, i media non hanno messo le mani sul suo caso clinico ed egli può tuttora godere di cure specialistiche molto attente in un contesto privato - aggiungeva -. Nel caso specifico del signor Vincent Lambert, constatiamo che ha gli occhi aperti, che respira normalmente, che è stabile, tutto fuorché in fin di vita.

Ha bisogno di un assistente e di un’infermiera che assicurino il nursing e il cambio di posizione, di un kinesiterapeuta per evitare le piaghe. La nutrizione e l’idratazione si fanno per gastrostomia o per sondino nasogastrico.

La decisione di interrompere le cure di comfort e di nutrizione di base in un paziente handicappato va contro la legge Léonetti. Nessuno ha fatto menzione del fatto che egli presenti sofferenze insopportabili che necessitino di una sedazione profonda, salvo evidentemente il caso in cui l’arresto dell’idratazione da parte dei medici comporti il crudele dolore della morte per sete.

Non si tratta di 'accanimento terapeutico', poiché non parliamo di interventi curativi per una malattia incurabile, ma semplicemente di interventi corporali e nutrizionali di base, che sono dovuti anche a persone anziane degenti, emiplegiche, e ai neonati che non sono ancora autonomi".

Vincent Lambert venne ammazzato per fame e sete dai medici dell'ospedale di Reims l'11 luglio 2019.

Non mi si fraintenda: lunga vita a Michael Schumacher! Eppure è curiosa la vita.

"Non c’è alcuna cura sperimentale a base di cellule staminali che abbia un effetto positivo per i pazienti in stato di minima coscienza come Michael Schumacher", dichiara in una intervista a "Il Messaggero" Matilde Leonardi, direttore del Centro ricerche sul coma dell’Istituto neurologico Besta di Milano e membro della Società italiana di neurologia.

"Le notizie diffuse sull’ex pilota stanno solo alimentando false speranze e illudendo le famiglie dei pazienti", aggiunge. "Non c’è alcun dato scientifico pubblicato che dimostra l’esistenza e l’efficacia di questo presunto trattamento. Non c’è traccia di questo protocollo e né tanto meno di una sperimentazione simile su pazienti in stato di minima coscienza".

"La scienza è fatta di dati verificabili e replicabili", impensabile immaginare una ricerca condotta in gran segreto.

I giornali francesi hanno scritto che Schumacher ha gli occhi aperti ed è cosciente. "In realtà, da quello che sappiamo nessuno ha mai detto il contrario - commenta la Dr.ssa Leonardi -. Si fa confusione tra stato vegetativo e stato di minima coscienza.

I pazienti nelle condizioni di Schumacher aprono gli occhi, possono girare la testa quando li chiami, possono muovere il pollice in risposta a una domanda e possono piangere alla fine di un racconto".

Di fronte ad una sofferenza improvvisa che sai portarti ad una morte non priva di dolore, non faresti di tutto perchè qualcuno potesse dirti: "Esci fuori"?

Qualcuno che ti tiri fuori da un calvario senza speranze e ti riconsegni alla vita che pensavi di avere perduto per sempre, come accadde a Lazzaro?

Siamo disposti ad affidarci a tutto per salvarci, tranne che alla vita eterna.

Ci affidiamo all'onnipotenza della tecnica e della scienza, se riteniamo che possa esserci anche una sola possibilità su 1 milione che possa taumaturgicamente guarirci del tutto.

"Scrutiamo il cervello come gli astronomi osservano le stelle con i telescopi: vediamo dove sono i corpi celesti, ma non sappiamo sempre cosa fanno. Dobbiamo capire bene cosa accade all’interno dei sistemi che osserviamo. E il funzionamento del cervello è ancora in buona parte un mistero", commentava saggiamente la Dr.ssa Leonardi in una intervista a proposito dei "miracoli" della scienza.

Marta - come seppe che veniva Gesù - gli andò incontro. Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà". 

Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà". Gli rispose Marta: "So che risusciterà nell'ultimo giorno". Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". Gli rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".

Gesù amava Lazzaro, così come amava Marta e Maria. Eppure attese due giorni prima di mettersi in cammino, nonostante fosse venuto a conoscenza che il suo amico Lazzaro era gravemente ammalato. Quando arrivò nel villaggio, Lazzaro era morto già da quattro giorni.

Il Figlio di Dio si commosse e pianse nel vedere il dolore delle sorelle di Lazzaro. E decise di riportarlo a vita.

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